Il Milan precisa che il presidente Silvio Berlusconi non si è mai occupato della vicenda Nesta. Per quanto riguarda il giocatore la trattativa è stata seguita dal vicepresidente vicario Adriano Galliani che ha formulato alla Lazio un'offerta di 26 milioni di euro. L'offerta è stata rifiutata dalla Lazio. Di comune accordo con il presidente della Lazio Sergio Cragnotti, la trattativa è da considerarsi chiusa (dal sito ufficiale del Milan Calcio, 11 agosto 2002).
Nesta? È impossibile. Il Milan non acquisterà Nesta, nel calcio siamo arrivati a livelli che non hanno niente di economico e morale. Abbiamo sbagliato tutti, ora basta. E venuto il momento di ravvedersi (Silvio Berlusconi, Rail, 23 agosto 2002). L'indomani il Milan annuncia l'acquisto diNesta, concluso in segreto una settimana prima.
Guardino al Milan? È troppo caro, non si possono spendere certe cifre per il calcio. Sarebbe amorale con i problemi che ci sono oggi (24 giugno 2005).
Gilardino ha firmato col Milan? Non ne so niente. Sono rimasto sorpreso da un titolo di giornale: «Guardino firma». Ma io non ne so nulla (Ansa, 9 luglio 2005).
Il 18 luglio il Milan annuncia l'acquisto di Gilardino.
Nella squadra di calcio dell'Edilnord io facevo il centravanti, mio fratello Silvio il presidente e sedeva in panchina con Marcello Dell'Utri, che era l'allenatore... Le tattiche le faceva Silvio: dovevo essere io a marcare il libero, anziché farmi marcare dal centromediano. Può sembrare una banalità, ma andavo sempre avanti, mi portavo dietro il libero avversario e lo stopper. Lanci lunghi, velocità e i goal venivano facili. Ne abbiamo fatti tre anche al Milan, ma non era ancora quello dei Berlusconi
(Paolo Berlusconi a Capital, 1° agosto 1986).
Non capisco perché a San Siro debbono entrare anche i tifosi delle altre squadre, togliendo il posto ai nostri. San Siro deve diventare solo rossonero
(Silvio Berlusconi alla Gazzetta dello Sport, 10 ottobre 1988).
L'Italia deve sforzarsi di adottare il modello Milan
(dopo la vittoria sulla Steaua Bucarest per 4-0, 24 maggio 1989).
Il professor Spaventa, prima di competere con me, provi a vincere un paio di Coppe dei Campioni
(10 marzo 1994).
La mia missione politica è come ricostruire una squadra di calcio
(incontrando la Nazionale di calcio in partenza per i Mondiali negli Usa, 6 giugno 1994).
Il successo me lo sono meritato, come Franco Baresi che s'è fatto i suoi miliardi giocando da grande difensore
(La Stampa, 7 aprile 1994).
Se entro in politica lascerò tutte le cariche, con una sola eccezione: la presidenza del Milan
(19 gennaio 1994).
Se fosse necessario, per ricoprire incarichi di maggiore responsabilità non ci penserei nemmeno un minuto a lasciare la presidenza del Milan
(festeggiando lo scudetto del Milan, 17 aprile 1994).
Non credo che l'eventuale incarico governativo confligga con la presidenza di una società senza fini di lucro
(18 aprile 1994).
Il calcio è metafora della vita: dai successi del Milan la gente ha capito che la mia è una filosofia vincente, che lavorando si possono ottenere risultati ambiziosi... Il mio ruolo? Attaccante, centrocampista, difensore e anche regista in panchina. Io sono fruibile per qualsiasi ruolo... Sì, forse è troppo. Sapete, sono un po' montato
(alla festa del Milan, 18 aprile 1994)
Diciamolo agli altri: siamo stanchi dei successi? Nooo. Vinceremo ancora? Siii. Dovunque e comunque? Siii. Faremo diventare l'Italia come il Milan? Siii
(TG4)
La mia non è una civetteria da presidente del Milan, ma tra qualche settimana si svolgeranno i Mondiali di calcio, e allora vorrei rivolgere, se mi consentite, un semplice ma caldo augurio ai nostri atleti... Un saluto anche ai miei ragazzi del Milan, che scende in campo per difendere i suoi colori, quelli di Milano ma anche quelli dell'Italia... Ho imparato dal calcio l'arte e la passione. Da quando sono entrato nel calcio ho vinto tanti scudetti, ho raggiunto tante vittorie internazionali ch