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DeRango : 7,88
DeEtà™ : 6611 giorni • Qui dal 3 maggio 2008
Hayao Miyazaki La Città Incantata
Voto:
Recensione molto generica, da settimanale allegato a un quotidiano, che non dice assolutamente nulla che non si ripeta sempre uguale già da vent'anni.
Charlie Chaplin Luci della città
Voto:
Visto per la prima volta giusto qualche giorno fa. Ho riso di gusto e pianto a singhiozzi, non riuscivo a crederci. Nel finale, il fiore morto in mano al vagabondo sostituito dal fiore vivo portogli dalla fioraia mi ha stretto il cuore in una maniera che mi commuove al solo ripensarci. Grazie per questa bella recensione informativa e sentita; ci ho scritto su anch'io qualche riga sul mio diario Letterboxd sottolineando in particolare la costruzione perfetta della struttura del film: ‎‘City Lights’ review by Mario Pasqualini • Letterboxd
Negrita 9
Negrita 9
30 lug 24
Voto:
Secondo me sono onesti, musicisti tecnicamente bravi anche se non particolarmente brillanti, ma comunque dignitosi. Non rientrano nei miei gusti, ma non ci vedo niente di male ad ascoltarli ed essere loro fan.
Blur This Is A Low
Voto:
Per l'autore: se non sei madrelingua italiano, complimenti per essetti impegnato in periodi ipotetici convoluti. Se sei madrelingua italiano, per favore limita le frasi convolute perché non ce n'è alcun bisogno, appesantiscono solo la lettura.
La recensione è interessante nel tema e nelle intenzioni.
Chris Columbus Mamma ho riperso l'aereo
Voto:
Sentite, voi potete dire quello che vi pare, ma le sceneggiature di John Hughes sono spesso eccezionali, e sì è anche il caso anche dei primi due "Mamma ho perso l'aereo". In particolare il primo contiene una delle battute migliori della storia del cinema tutto: «Vedi, Kevin, tu sei quello che i francesi chiamano "les incompétents"». È geniale e non riuscirete a farmi cambiare idea.
Sul film: ho visto il primo e questo secondo, mah, varie decine di volte l'uno. Ammetto che il primo è più originale, ma il secondo forse più riuscito per via dello sfruttamento perfetto delle gag tipiche della slapstick comedy, per il focus sentimentale sulla signora dei piccioni veramente riuscito, significativo e commovente (nel primo il vecchio della pala era molto meno importante, serviva solo per la trama, non per la morale), e infine per le performance attoriali dei caratteristi che interpretano lo staff dell'hotel, in primis ovviamente il mai abbastanza celebrato Tim Curry.
I due "Mamma ho perso l'aereo" di Columbus sono come i due "Harry Potter" di Columbus: film basilari per l'infanzia, perfetti per il target, icone generazionali, invecchiati benissimo, rivisti da adulti rivelano raffinatezze inattese, il secondo meglio ancora del primo, prodromi di serie che poi cambieranno staff e andranno a scatafascio.
Wim Wenders Perfect Days
Voto:
Visto ieri, mi e' piaciuto ma non mi ha fatto impazzire e avrei voluto amarlo molto di piu' perche' ha numerosi indubbi meriti registici, recitativi e fotografici, oltre al fatto per niente banale di restituire un'immagine del Giappone il meno da cartolina possibile (per quando sia comunque da cartolina, ma entro livelli accettabili) e, infine, di essere appassionante e interessante nonostante la mancanza di trama: non e' poco, sono rimasto un po' freddo, ma riconosco che non e' poco.
Piccola nota: le toilette non sono nei luoghi piu' svariati in Tokyo, al contrario sono tutti nella stessa citta' di Shibuya (Stato del Giappone, Prefettuta di Tokyo, Comune di Shibuya, non esiste la "citta' di Tokyo") e sono raggiungibili a piedi in pochi minuti di distanza l'un l'altra. Non sono comuni toilette, ma uno specifico progetto architettonico specifico per i parchetti di Shibuya.
Hayao Miyazaki Il ragazzo e l'airone
Voto:
Per curiosità, qual è la recensione che hai pubblicato su un giornale?
Takashi Yamazaki Godzilla Minus One
Voto:
Forse @[Conteverde] si è espresso con un po' troppa foga, ma comunque sono dalla sua parte. Con una differenza: io ho apprezzato moltissimo il film, sì, ma solo fino agli ultimi cinque minuti, poi arrivano quei due colpi di scena finali (la scena dell'ospedale e la scena subacquea) che contraddicono il senso stesso del film fino a quel momento. Se, come giustamente scritto, Godzilla è un'emozione, e questo film lo conferma perché il mostro appare quando il protagonista perde la speranza e scompare quando il protagonista riottiene la speranza, allora o la scena dell'ospedale o quella subacquea devono andarsene perché sono in contraddizione; se se ne vanno entrambe meglio ancora perché sono inutili ai fini della narrazione e del messaggio del film, e stanno lì solo ed esclusivamente la prima perché il regista Yamazaki indugia sempre troppo nel sentimentalismo (i suoi film di Doraemon sono per me inguardabili) e la seconda perché si è voluto offrire un cliffhanger per il sequel. Ma entrambe le scene sono inutili: Shikishima aveva già imparato la lezione di vita, e il sequel sarà un problema dei prossimi sceneggiatori. Se invece le scene sono utili, beh allora Godzilla non è un'emozione ma solo un mostro brutto che ammazza la gente senza senso, il che è anche peggio.

Argomento meglio qui: ‎‘Godzilla Minus One’ review by Mario Pasqualini • Letterboxd
Billie Eilish Happier Than Ever
Voto:
Io amo questo album, con cui ho iniziato davvero ad apprezzare Billie Eilish come artista e come persona. Lo conosco a memoria, lo canto in macchina, mi ha fatto emozionare con "My future", piangere con "Halley's Comet", prestare attenzione alle parole nel dittico "Getting Older" e "Happier than Ever" (entrambi con il titolo dell'album come verso cantato). Billie ti amo.
Billie Eilish WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?
Voto:
Rivalutato a posteriori: al tempo non mi diceva nulla, adesso mi sembra un buonissimo mix di test vari in generi vari con alcuni risultati non memorabili e altri eccellenti.