fiquata

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Raymond Carver Principianti
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"conta la pagina, non chi la scrive" e io cosa ho scritto?
Raymond Carver Principianti
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comunque, è uscita la versione economica da un bel po'. tipo da quest'estate, forse prima. link rotto
Raymond Carver Principianti
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l'articolo di Baricco è pericolo: riesce a far dire qualcosa di condivisibile pure a Baricco. comunque, c'è poco da analizzare, ormai: Principianti è uscito, lo si può leggere e confrontare con la versione precedente e in più si può leggere la corrispondenza privata in cui c'è Carver che, riguardo la sua opinione sui suoi scritti, non conta un cazzo. insomma, è palese: Carver non è Carver. il Carver fico non esiste se non in laboratorio; il Carver vero è uno qualsiasi. io non lo schifo, anzi, come tutti gli ubriaconi mi sta simpatico, però le cose vanno dette: non è nessuno, scrive come milioni di persone, di minimale non ha un cazzo, è un marchettaro e macchietta. ho amato e amo il Carver + Lish, ma il Carver in solitaria no, se non per particolari racconti. poi la cagata pazzesca, Baricco, riesce pure a dirla, è che è così, stupido mica per sbaglio: American Psycho? cazzo c'entra? okei, uno violenta ed uccide, così, per gioco, una ragazza. questi i punti di contatto, poi più nulla con American Psycho. come considerare uno degli All Blacks un calciatore della Ternana perché comunque gioca con un pallone, seppur di forma totalmente diversa e con altre regole. American Psycho ha uno spessore, stesso quello spessore lo rende un po' banale (tipo che lui non uccide chi lo ama sul serio - dare forzatamente un contenuto morale - o la critica all'edonismo degli '80), però non si può ignorare quello spessore e ricondurre il tutto a sangue, sperma e ultraviolenza e basta. comunque, mi piace pure American Psycho.
Raymond Carver Principianti
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Odradek, fatti un piacere, nel tuo commento si legge un certo affetto per Carver, bene, non leggerlo questo. soprattutto non leggere la corrispondenza con l'editor: in sostanza il Carver essenziale, "amputato", minimale è il risultato di uno che, penna rossa alla mano, falcia il 60% dei racconti, perché così si crea uno stile nuovo e vendibile. il Carver vero, quello che scrive di quel che gli pare e come gli pare, non ha nulla nulla nulla nulla nulla nulla di minimale. quando questo accade con la musica, il discografico invadente, la major, i soldi per campare, si è tutti pronti a gridare al marchettaro. lo si può fare anche con uno scrittore, a quanto pare. i racconti fichi di Principianti saranno tipo 3-4, nella forma originaria: applauso all'editor, dunque, che da gran demiurgo ha preso racconti inutili e li ha resi fichi... ma quel fico non è Carver, Carver è un marchettaro. il fico semmai è l'editor, quello che, superficialmente, il recensore frettoloso ha descritto come il malvagio, come quello che ha snaturato, come il discografico invadente. senza l'editor in questione oggi nessuno conoscerebbe Carver, o meglio lo si conoscerebbe per quello che è: uno stronzo come tanti che ha scritto 3-4 racconti belli. non leggerlo comunque, meglio il cieco affetto.
Raymond Carver Principianti
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sopravvalutato in maniera incredibile: i racconti fichi sono fichi; quelli non fichi fanno proprio schifo al cazzo. in sostanza quelli fichi sono quelli che usò Altman. ricordo d'averlo letto subito prima di leggere Fuoco Fatuo, nessun paragone, Gattuso-Maradona. poi, lui, come testimoniano le lettere col suo editore, messe alla fine proprio di questo libro, era una macchietta, stretto proprio per le palle. bah, la recensione... scrivi come si sforzano le persone che non sanno scrivere ma che vogliono far credere, con tutte le proprie forze, al proprio prossimo, di saperci fare. auguri.
Radiohead The King Of Limbs
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uè azzo, guarda che il disco gira in mp3 e mi sa pure che sono quelli che stesso i radiohead hanno messo in giro. la forma è buona; è la sostanza che non c'è. poi, l'attenzione che uno ci mette nell'ascolto non dipende certo dal formato, ma da chi ne fruisce. il fatto di youtube non ci voglio credere, non ci credo al fatto che le persone possano ascoltare un disco su youtube. è una cosa da brividi lungo la schiena. uè buona domenica, capisc' a mme.
Radiohead The King Of Limbs
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il nulla con un po' d'elettronica vicino. la più fica è l'ultima, lo scippo dal catalogo Four Tet. recensione lassativa quasi quanto il disco: Punisher e Radiohead, affidabilità e qualità.
Wire Red Barked Tree
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tralasciando che se uno gode con questo disco è più che lecito, mi sa che tutto è quasi lecito, e non ho intenzione di distoglierlo dal godimento, ma la mia critica - non che m'interessi - è più che lucida, lucidissima. si parte dal fine ultimo: il fine ultimo dei Wire era quello di suonare, così come veniva, non curandosi di alcun formalismo estetico o strutturale. surrealismo, direi. bene, capisco che uno cambi a distanza di 15 minuti, figurarsi a distanza di trent'anni, e quindi non è lecito aspettarsi la continuazione di quel che fu - anzi, preferisco sempre le persone, compresi gli artisti, che lasciano a metà le cose e preferisco pure le sorprese in generale -, ma è lecito aspettarsi anche un minimo di critica. nel senso, mi spiego: io questo disco l'ho ascoltato per la totalità di consensi, tutti a strapparsi i capelli, Ondarock che lo confeziona come capolavoro e così mi sono detto, non è che c'hanno azzeccato dopo tutto questo tempo? ho ascoltato senza secondi fini né critiche a priori e secondo me, oramai, i dischi non li si ascolta più. cioè, magari li ascoltano pure, ma col culo, con le cuffie sul buco sbagliato. non so, non per via della bulimia, proprio per stupidità. mi ri-spiego: visto che tiri in ballo i Verdena... il discorso è lo stesso: il disco dei Verdena non c'entra un cazzo con i Verdena - anzi, se ti hanno sempre fatto schifo come a me te lo consiglio - e proprio per il fatto che sostanzialmente non è un disco dei Verdena è lecito aspettarsi qualche critica, magari dai fans di lunga data... tant'è che la casa discografica ha imposto come primo singolo, con lo stronzo che gli penzolava dal culo, il pezzo più cesso e più simile ai vecchi Verdena. decisione furba e per pararsi il culo, temevano. invece niente, non tanto da parte dei giornali - l'opinione dei giornali la si compra piuttosto facilmente, specie quando esci per Universal - quanto dai fans. stessa cosa, se non peggio per i Wire. un gruppo che ha fatto del suonare male un'arte che nel 2011 suona pulito, vecchio o maturo, preciso e senza nulla da dire e nessuno che alza la manina e dice che questo disco gli fa cagare. a me non fa cagare, c'è di peggio, è solo inutile e secondo me è un pessimo biglietto da visita da presentare a chi li conosce affatto. chi sente questo disco s'immagina che sul finire dei '70 erano una specie di XTC - che mi piacciono, ma non sono i Wire, proprio da un punto di vista concettuale. con questo niente, se ad una persona qualsiasi piace questo disco e questo disco gli fa passare dei bei minuti ben venga, ma per me questa omologazione è sospetta. non che la gente sia in cattiva fede, è che è proprio rincoglionita col cuore. detto questo non do patenti di stupidità, anche perché a me piace l'ultimo dei Verdena :) buona serata.
Wire Red Barked Tree
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quel che vuol dire "maturità" stona con quel che vuol dire Wire. i Wire sono il gruppo che ha fatto dell'approssimazione pura sublimazione. lasciando stare le menate della critica, gente sorda, il loro disco migliore è Pink Flag, dove suonavano i loro strumenti come se li suonassero solo da sei ed infatti li suonavano da soli sei mesi; Chairs Missing, s'è possibile, è ancora più fico, sunto perfetto di gente che non sa suonare, ma che ha tutto in testa e vuole, nonostante tutto, dirlo, a discapito di tutto. già 154 era un disco maturo e quindi meno Wire, meno cazzuto, ovviamente bello, ma zero naif, zero Wire. e questo disco qui è di quel tipo lì, con l'eccezione che non è cazzunto per niente. suonato bene, registrato bene, canzoni di per sé pure carine, niente di memorabile, ma che non sono I Wire. sostanzialmente ogni giorno ne escono almeno un paio, proprio in questo momento storico, di dischi pop storto, naif, approssimativo molto più belli e Wire di questi Wire. ovviamente sono opera di gente che non sono i Wire e che non saranno mai i Wire però, boh, tristezza 'sti scrutatori di dinosauri - Ondarock in primis - che si fanno venire le erezioni per i soliti dinosauri e si perdono tutta la fauna che scalpita, come se i Wire fossero gli u2.
comunque, disco mediocre e da stra-stra-stra-fan dei Wire è ancora peggio. avrei preferito facessero cagare senza compromessi.
Florian Henckel von Donnersmarck Le Vite Degli Altri (Das Leben der Anderen)
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dice Berlusconi a Ferrara: "scelgono insieme i tempi e i modi per trasformare in scandalo internazionale inchieste farsesche e degne della caccia spionistica alle 'vite degli altri' che si faceva nella Germania comunista". vi devo sempre spiegare tutto, cazzoni.