fiquata

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Diego Librando Il Jazz a Napoli dal dopoguerra agli anni Sessanta
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Bravo, bravo... Inutile dire ad uno che scrive quello che scrivi tu che prima dell'unità d'Italia il Regno di Napoli era il regno più ricco d'Italia le quali casse furono svuotate e portate interamente a Torino. Inutile pure dirti che la spedizione dei mille fu finanziata dagli Inglesi e se tu sai dell'importanza degli inglesi nella storia nascosta di Napoli e della Sicilia già hai capito tutto. E a che serve dirti che sotto Ferdinando I, accompagnato dalla moglie Carolina, massone austriaca, da Tanucci e San Severo, Napoli era uno dei maggiori centri culturali europei, che la gente veniva da ogni dove per apprendere e copiare... e a che serve riportare le opinioni di Stendhal, di Goethe, di Pasolini, di Malaparte e di tutte quelle persone dalla mente sopraffina che a Napoli ci stavano, giustamente, benissimo perché era ed è il loro posto. Napoli non è mai stata popolata da una "massa di lazzaroni"... MAI. Napoli è stata ed è il maggior centro culturale ed umano che l'Italia, se mai dovesse esistere un nazione chiamata Italia, possiede. Ora non so, fa tu... se vuoi continuare con le cazzate son problemi tuoi, ma ragioni da contadino del Kentucky. Informati, svegliati, fa il napoletano. Esiste la storia, quella e quella rimane. Una città vecchia 11.000 anni è per forza una città di lazzaroni di gente vissuta, e per fortuna... ma soprattutto fatta di esseri che nulla hanno da ringraziare ad un massone del cazzo, quale Garibaldi, che violentava ed uccideva lungo il corso del Rio Grande perché in Italia condannato a morte. Informati riguardo le famose "Quattro Giornate di Napoli" e scoprirai che quando i napoletani prendevano a calci nel culo i crucchi gli ammmerecani stavano a prendere il sole da qualche altra parte. Informati, lo dico per te... così fai la figura del lazzarone.
Pixies Doolittle
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Signor Musica, c'hai ragione tu e c'ho ragione io... son gusti.
Diego Librando Il Jazz a Napoli dal dopoguerra agli anni Sessanta
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Bene, se dovessi passare da queste parti mandami un privato. Una Peroni su una pizza ci sta benissimo... incredibilmente, eh :)
Diego Librando Il Jazz a Napoli dal dopoguerra agli anni Sessanta
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Nono, non è deserta Carlo :) Bel commento Caravan, siamo d'accordo... discorso lungo e complesso, più da seduti attorno ad un tavolo con un birra in mano che su una pagina di Debaser, dove i toni e le sensazioni si perdono. Però in generale sono d'accordo con te e per come la vedo io l'unica cosa che conta è l'identità e l'identità è bella forte. D'altronde in posti dove tutto il mondo è passato a fare i fatti propri, a sfruttare, saccheggiare per poi dileguarsi quando la festa era finita non può essere altrimenti. Un'identità forte aldilà di tutto è sempre un bene... un identità vera, soprattutto. Ciao
Diego Librando Il Jazz a Napoli dal dopoguerra agli anni Sessanta
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Il colto come il popolano napoletano non era servo di nessuno, tant'è che hanno cacciato i tedeschi e il resto da soli, quando il contadinello del Kentucky non era arrivato ad imperare sul cazzo di niente. Discarica Nazi-Comunista? Ma chi te li scrive i commenti, Bondi o Boldi? Faresti meglio a studiare un po' invece che passare tempo a scrivere minchiate. Gli ammmmerecani avranno liberato l'Europa, ma non Napoli.
Pixies Doolittle
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Finiti con Bossanova, veramente brutto... Trompe le Monde quasi ridicolo. A Londra fanno quattro date al Brixton Accademy, già tutte Sold Out. Non ci sarei andato comunque... e poi tra un po' vengono i Dinosaur, risparmiare soldi per il miglior gruppo del Massachusetts.
Nigella Lawson Nigella Express
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E io mica lo sapevo di essere uno slower, però non bevo vino, le barche mi fanno cacare e i posti esotici mi fanno venire i brufoli. E comunque, ristorante mai... I camerieri, giustamente, vi sputano nel piatto.
Diego Librando Il Jazz a Napoli dal dopoguerra agli anni Sessanta
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Merdionalista pure io, ci mancherebbe, e pure bello convinto. Solo un obiezione: "una città pronta a lasciarsi conquistare, in tutti i sensi, dagli americani". Napoli non l'ha mai conquistata nessuno, né Napoleone né Hitler, figuriamoci qualche contadinello del Kentucky che fino ad un mese prima il massimo della libertà che si prendeva era pascolare le vacche. La gente impera su chi si lascia imperare, qua, nelle coscienze, che poi è l'unica cosa che conta, non ha mai imperato nessuno. Ieri come oggi ed è per questo che non sarei mai voluto nascere da un'altra parte e per fortuna non ci sono nato. Il libro me lo cerco, non per il Jazz (Bleah!), ma per il contorno. Per il resto bella pagina.
Willy DeVille Hey Joe
Voto:
Ehi Super, vinci tu, i Creedence sono i Creedence, ci mancherebbe, ma questa pure va forte...