Pietro Minchiadura

DeRango : 1,90
DeEtà™ : 7678 giorni • Qui dal 2 giugno 2005
Pier Paolo Pasolini Salò o le 120 giornate di Sodoma
Voto:
Ottima, Vic, mi hai convinto. Quello che più mi convince è la coerenza del discorso, anche se non ti credevo discreto ammiratore di cultura anarcoide: le tue osservazioni sono sacrosante. Personalmente continuo comunque a pensare che la cultura marxista graviti ancora un bel po' in questo Pasolini, e soprattutto che l'anarchia, almeno questa, trovi ragion d'essere in un sostrato comunista, un'anarchia che prenda in prestito il gesto del pugno di uno dei dissidenti dell'ultimo episodio ormai prossimo all'imminente fucilazione. In quell'immaginario Pasolini ancora si muove, a mio dire, anche se concordo circa il fatto che le esigenze primarie del regista siano state quelle anticapitalistiche. Ad ogni modo l'importante è la coerenza del discorso, e in questo senso il tuo modo di considerare le cose è corretto. Alla prossima
Bernardo Bertolucci Ultimo tango a Parigi
Voto:
C'è uno spessore culturale, e quello secondo me vale qualcosa: il fatto che Muccino, più o meno volontariamente descrive la cultura dei ragazzini reazionari di oggi come una delle più vuote possibili. Ascolta le menate che dice Muccino Jr. quando gli si chiede conto del perché della sua protesta. Parole assurde, completa vacuità troppo evidente per non essere stata messa a bella posta in evidenza da Muccino senior. Come contraltare c'è il '68, quello magari aveva più senso. In questo senso il film ha contenuto, ha forza, nonostante la solita blesa pochezza di Silvio.
Alfred Hitchcock Psycho
Voto:
...l'inseguimento di qualità, di cui parlo, è quello in auto. Fiacco invece quello finale sui tetti.
Alfred Hitchcock Psycho
Voto:
Sì, ma la storia d'amore tra i due ha un fascino immortale. Soprattutto per merito di lei (vabbè, le nostalgiche diranno invece per merito di Grant). Il film è buono, la scena dell'inseguimento ne dà segno. Fiacco l'inseguimento finale, semmai. Secondo me strappa un consenso in più rispetto a Delitto Perfetto
Pier Paolo Pasolini Salò o le 120 giornate di Sodoma
Voto:
Ottima visione del problema. Approvo, ma provoco, ché ci sono alcuni punti da definire. Innanzitutto, rinneghi il Pasolini pre-68 allora? Non ci credo. E riguardo agli altri? Rossellini? Antonioni? Ti ho visto spendere parole di elogio. A questo punto allora ti chiedo: benché cultura de sinistra e politica siano sempre state scisse, non ti urta comunque ragionevolmente il fatto che ideologia marxista e succedanei vengano esposti in questa produzione? Ok sul fatto che Pasolini abbia preso le distanze dal '68, ma sempre di comunismo parla, che sia stato traviato o meno.
Alfred Hitchcock Psycho
Voto:
Appunto per questo è surrealistico, mica surreale! :)
Alfred Hitchcock Psycho
Voto:
...Ovviamente volevo dire "caccia al ladro".
Alfred Hitchcock Psycho
Voto:
Uno dei migliori Hitchcock, per me al pari di "Uccelli" e "Delitto per delitto"; "Io ti salverò" lo metterei giusto un gradino sotto (ma che splendore quel sogno surrealistico), insieme a Vertigo. "Delitto perfetto" geniale, ma non dello stesso peso specifico. D'altronde, alias, se vuoi goderti la kelly, che ti vedi a fare delitto perfetto se in "Caccia al la ladro" è molto più presente e godibile? Che donna meravigliosa, che epifania divina.
Pier Paolo Pasolini Salò o le 120 giornate di Sodoma
Voto:
Non riesco a starvi più dietro. Tiriamo le fila del discorso: il film è un disgusto perenne. Godibile, però, affascinante, a più livelli di lettura. E' un disgusto, quello che suscita, più emotivo che intellettuale, nei confronti dell'umanità e dei suoi fededegni. Lo si può certo non guardare più, ma rimane comunque il suo valore. Il finale non lo vedo nero: il ballo è indifferenza, ma non il contenuto di quelle parole "quotidiane". A Tabba (e i suoi fratelli) chiedo: ovviamente sono benintese le tue idee politiche e culturali; come le sani con i giudizi positivi che dai a buona parte dell'inteligencija di sinistra?
Blake Edwards Hollywood Party
Voto:
Ma non moderna. Faccio un esempio: la censura si è evoluta, e oggi è quasi impossibile ridere se si tratta di uno spettacolo pulito e scevro da volgarità come Hollywood Party. La stessa versione dei Broncoviz, che qua e là aveva fasi di stanca, dava il meglio quando scappava qualche parolaccia. O quando c'era qualche metafora ardita. In questo senso Hollywood fa parte di quella cultura. Come sarebbe stato altrimenti Frankenstein Jr senza le allusioni allo Schwanzstuck?