Maudlin Of The Well Part The Second
Voto:
bello ;)
Burzum Fallen
Burzum Fallen
24 mar 11
Voto:
In Tormentata Quiete In Tormentata Quiete
Voto:
Molto bello ed originale
Godspeed You! Black Emperor F# A# oo
Voto:
Ho comprato anche F# A# (Infinity) finendo così tutta la discografia: Ci troviamo davanti ad un altra pietra miliare di Post-Rock sperimentale e orchestrale, dai tempi dilatati ed eterni e dalla struttura complessa. Un lavoro dove un timido ottimismo esce sottopelle, molto diverso anche dall'apocalisse senza speranza dell'ultimo lavoro in ordine cronologico, più simile invece a Lift you. Già qui sono presenti tutti trademark che in un sol colpo creano il post-rock sperimentale ed orchestrale , definendo le sue caratteristiche, e portandolo ai massimi livelli: Abbiamo una perfetta cristallizzazione delle gambe d'angelo di assoli a sei corde, effetti sonori e continui(dalle voci umane e ai binari e i freschi dei treni fino ad arrivale a carry on, e i soliti archi trascendenti e i rarefatti e le armoniose tastiere e tumultuose orchestrazioni, che riesce a dipanare da solo i fili dorati della melodia. Già qui sono presenti gli inconfondibili e sempreverdi crescendo, che già in questa relase raggiungono il loro caro e consueto infinito.
Questo ora è un album pressochè imperativo per ogni appassionato di post rock.
Dark Tranquillity The Mind's I
Voto:
o finalmente ascoltato The Mind’s I, che possedevo ma che non avevo ancora ascoltato. Da molti viene considerato un mezzo passo falso, che non dovrebbe mancare di lievi crepe, per la sua aggressività più marcata, e secondo molti è anche molto diverso con il masterpiece The Gallery, essendo meno elaborati, ma io non mi trovo d'accordo, perché trovo questo album, pur diverso, a livello di tutti i loro altri album, The Gallery escluso ovviamente, e quello in qui , per la prima volta le chitarre appiano scordate di un tono, ed è ciò che rende dal 1997 in poi il loro sound più oscuro. Qui i brani, sono più scarni e in your face,ma ciò non vuol dire che manchi la raffinatezza che ha fatto scuola da sempre nell'oscura tranquillità, con brani come Zodijackyl Light, le intense "Constant", e "Hedon" senza dimenticare la perla Insanity's Crescendo",ognuno di loro cesellato dal virtuoso del microfono Stanne. Album consigliato a chi già conosce la band, per chi vuole invece avvicinarsi per primo alla band consiglio Projector e The Gallery
Dark Tranquillity The Mind's I
Voto:
o finalmente ascoltato The Mind’s I, che possedevo ma che non avevo ancora ascoltato. Da molti viene considerato un mezzo passo falso, che non dovrebbe mancare di lievi crepe, per la sua aggressività più marcata, e secondo molti è anche molto diverso con il masterpiece The Gallery, essendo meno elaborati, ma io non mi trovo d'accordo, perché trovo questo album, pur diverso, a livello di tutti i loro altri album, The Gallery escluso ovviamente, e quello in qui , per la prima volta le chitarre appiano scordate di un tono, ed è ciò che rende dal 1997 in poi il loro sound più oscuro. Qui i brani, sono più scarni e in your face,ma ciò non vuol dire che manchi la raffinatezza che ha fatto scuola da sempre nell'oscura tranquillità, con brani come Zodijackyl Light, le intense "Constant", e "Hedon" senza dimenticare la perla Insanity's Crescendo",ognuno di loro cesellato dal virtuoso del microfono Stanne. Album consigliato a chi già conosce la band, per chi vuole invece avvicinarsi per primo alla band consiglio Projector e The Gallery
Nucleus Torn Knell
Voto:
Ed ecco che con il secondo "Knell" ho completato la discografia della band svizzera. Il combo nel 2008 ha pubblicato quest'album appunto, più disomogeneo, ostico, complesso ed ambizioso rispetto al fratellino minore "Nihil", ma qualitativamente uguale. Come sempre abbiamo mille influenze, amalgamate sapientemente, ma i fili cardine sono senz'altro il timido Neo-Folk, il vitale Metal e la raffinata avanguardia. L'album è come un'opera sinfonica divisa in quattro movimenti ed è il primo concempt album di Maria D'Alessandro & friend, nella quale gli archi a tratti vengono addirittura torturati in maniera viscerale, e dove si parla di un uomo che deve ritrovare la sua amata.
il sostantivo semplice sarebbe inappropriato, per descrivere i buon "Knell",ma che sinceramente consiglio solo in un secondo momento rispetto a primo "Nihi", che consiglio di ascoltare a tutti, senza remore, per poi avvicinarsi a secondogenito con più convinzione se "Nihil" è stato di vostro gradimento. Qualcuno ha sentito qualcosa nel frattempo?
The Provenance Red Flags
Voto:
Perché sempre i migliori se ne vanno? Questo è il triste destino dei The Provenance, che si sono sciolti al culmine della carriera, lasciandoci con il loro ottimo canto del cigno, questo "Red Flags, appunto. Sinceramente non mi aspettavo un lavoro così dannatamente riuscito, visto che il precedente lavoro era si intenso, ma solo buono, mentre questo sfiora quasi i livelli dei primi lavori. La loro musica si fa sempre più minimale e d'impatto, più melodica e psichedelica( ai livelli del secondo platter), più scarno ed essenziale, più intimo e celebrale, realizzando il lavoro più ostico della loro carriera ma anche il più catchy. Paradossale, vero? Non meno della nostra società che dipingono: Panorami urbani abbandonati allo sfascio. Musica che è un vero e proprio pugno allo stomaco di raffinatezza, con brani come spietatezza retorica Crash Course, l'asfittica " Thanks To You" e la tramortita "Second And Last But Not Always". Consigliato a uomini, donne e vecchi e bambini, e non mi stancherò mai di ripetere di quanto fosse sottovalutata questa band. Dategli una chance
The Provenance Red flags
Voto:
Perché sempre i migliori se ne vanno? Questo è il triste destino dei The Provenance, che si sono sciolti al culmine della carriera, lasciandoci con il loro ottimo canto del cigno, questo "Red Flags, appunto. Sinceramente non mi aspettavo un lavoro così dannatamente riuscito, visto che il precedente lavoro era si intenso, ma solo buono, mentre questo sfiora quasi i livelli dei primi lavori. La loro musica si fa sempre più minimale e d'impatto, più melodica e psichedelica( ai livelli del secondo platter), più scarno ed essenziale, più intimo e celebrale, realizzando il lavoro più ostico della loro carriera ma anche il più catchy. Paradossale, vero? Non meno della nostra società che dipingono: Panorami urbani abbandonati allo sfascio. Musica che è un vero e proprio pugno allo stomaco di raffinatezza, con brani come spietatezza retorica Crash Course, l'asfittica " Thanks To You" e la tramortita "Second And Last But Not Always". Consigliato a uomini, donne e vecchi e bambini, e non mi stancherò mai di ripetere di quanto fosse sottovalutata questa band. Dategli una chance
Tool Undertow
Tool Undertow
25 gen 11
Voto:
Ho sempre voluto approfodire i Tool e ascoltando il debut, "Undertow", riesco a farlo, ancora in maniera più approfondita. Un album, che presenta già i trademark della band, ma con influnze, come quella grunge, che risente dell'anno di pubblicazione, iontanissimo per oggi 1993. Un ottimo lavoro, veloce, intenso ed intelligente, ma meno fondamentale dei successivi, anche se presenta buoni brani come la dirompente Bottom, la grandiosa titletrack, la raffinassima " 4 degres" e l'assurda Sorber. Un ottimo lavoro, soprattutto considerata lo statuto di debutto.