Alcest Écailles De Lune
Voto:
Alcest Écailles de Lune
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"Écailles de Lune" (2010): Dopo 3 anni torna Alcest, certo del fatto che sarebbe troppo semplice tornare con una copia carbone di Souvenirs. Rimane lo Shoegaze, ma il Black metal torna ad essere spesso e volentieri il protagonista, anche se bisogna dire che il suo è Black che non ferisce, e la voce di Neve è tornato ad usare spesso il Growl. Ma anche il mood è completamente cambiato: Essendo più malinconico perchè si èarrivati alla consapevolezza della perdita dell' Eden a causa di un'età adulta che ne intaccherà la serenità, almeno fino alla discesa nel solco delle acque in tempesta. Quindi anche qui c'è un lieto fine ma arriverà solo alla fine, in un ipotetico futuro. Tra i brani spiccano sicuramente la titletrack, divisa in due differenti spezzoni e la celestiale Solar Song, l'unico brano interamente in pulito. Anche questo raggiunge ottimi livelli qualitativi ma il debut rimane comunque inarrivabile.
Alcest Souvenirs d'un Autre Monde
Voto:
Souvenirs D'un Autre Monde(2007), definito, dalla lungimirante Prophecy Records, che in tutto il suo operato non ne ha sbagliata una, "il trionfo della primavera sull'inverno". E non esiste definizione più azzeccata per definire il debut: Partendo da basi Black Metal, che ora sono molto lontane ma che rimangono nell'atmosfera generale, si proietta oltre plasmando il tutto con delle influenze così distanti, ma anche così incredibili nell' essere perfettamente miscelate, ovvero la sinuosa trascendenza del Post-Metal e i divini sussulti dello Shoegaze, della quale prende un tappeto saturo e molto avvolgente. Brani semplici dalla struttura lineare, dove la chitarra con i suoi arpeggi e le sue pennellate disegna le melodie, e con il cantato sempre limpidametne pulito.Musica che Ognuno di noi da piccolo aveva il proprio giardino segreto, reale o frutto della nostra immaginazione, ma non per questo meno vivido: Bucolici mondi nella quale le fascinazioni della soleggiata natura, con le frizzanti fronde degli alberi, rinfrescanti ruscelli che scorrono liberamente e brillanti prati fioriti, sono le vere regine incontrastate. Luminose visioni romantiche circondate da una patina di fulvido romanticismo, pura innocenza con un'aurea tiepida nella quale, dopo la fine dell glaicale inverno, è possibile trovare ristoro. Musica solare ed ottimista che celebra il miracolo nella quale si erge con vigore del pathos emozionale e della forza romantica, la quale brucia con il fuoco della passione, creando una musica così importante che solleva l'animo . Brani consigliati tutti, ma se devo fare qualche nome iniziale la diafana elegia di "Ciel Errant", "Sur L'autre Rive Je t'attenderai" e il culmine assoluto della band della terra di Napoleone, "Les Iris". Musica grazie alla quale grazie alla quale sembra che finalmente l'amore rinascerà nei nostri occhi.
Kamelot The Black Halo
Voto:
Diciamo che i Kamelot, nonostante non mi abbiano colpito, influenzeranno band come Epica ( Consign To Oblivion) e Adagio. Diciamo che ci sono diversi elementi a favore: Inanzittuto la cura certosina per gli arrangiamenti e la produzione, precisa, pulita, aggressiva (rispetto ai tomi precedenti) e le riuscite intonazioni del norvegese Roy Khan, calde e sensuali al punto giusto. Tutto scorre in maniera piacevole, e bisogna ammettere che la struttura dei pezzi è più intricata rispetto alla media del genere, e sono interessanti leatmosfere da kolossal, ma mancano quasi del tutto delle hit, se se escl.udono la celeberrima "The March Of Mephisto", con il paladino Shagrath, la breve ma efficace titletrack e gli sguilli di trombe a iosa dell lunga, ma davvero avvincente e tesa " Memento Mori".
Gli altri brani oscillano tra una sufficenza formale ad una più piena, ed è per questo motivo, ed anche per un senso di tedio che fa capolino alla fine, la votazione aggiornata per me è sul 6.8.
Kamelot The Black Halo
Voto:
Diciamo che i Kamelot, nonostante non mi abbiano colpito, influenzeranno band come Epica ( Consign To Oblivion) e Adagio. Diciamo che ci sono diversi elementi a favore: Inanzittuto la cura certosina per gli arrangiamenti e la produzione, precisa, pulita, aggressiva (rispetto ai tomi precedenti) e le riuscite intonazioni del norvegese Roy Khan, calde e sensuali al punto giusto. Tutto scorre in maniera piacevole, e bisogna ammettere che la struttura dei pezzi è più intricata rispetto alla media del genere, e sono interessanti leatmosfere da kolossal, ma mancano quasi del tutto delle hit, se se escl.udono la celeberrima "The March Of Mephisto", con il paladino Shagrath, la breve ma efficace titletrack e gli sguilli di trombe a iosa dell lunga, ma davvero avvincente e tesa " Memento Mori".
Gli altri brani oscillano tra una sufficenza formale ad una più piena, ed è per questo motivo, ed anche per un senso di tedio che fa capolino alla fine, la votazione aggiornata per me è sul 6.8.
Tool Ænima
Tool Ænima
9 lug 10
Voto:
Tool Ænima
Tool Ænima
9 lug 10
Voto:
Tool Aenima
Tool Aenima
9 lug 10
Voto:
Tool Ænima
Tool Ænima
9 lug 10
Voto:
Domina Noctis Nocturnalight
Voto:
Dopo diverso tempo sono riuscita a procurarmi il loro debut, Nocturnalight, per la quale non nascondo che nutrivo diverse aspettative, sia per le buone recensioni sparse nel web, sia perchè il genere è, almeno in potenza sulle mie corde. Invece non solo il lavoro non mi è piaciuto, ma è addirittura mediocre: Erroreamente paragonati ai Lacuna Coil, con la quale non condividono assolutamente nulla, ci troviamo davanti ad un fosco Gothic Metal, influenzato dal Doom, nella quale in realtà i riferimenti più affini sono le fughe malinconiche dei Theatre Of Tragedy, quelli a cavallo di Velvet Darkness They Fear e Aegis, ma anche se non manca qualche meloda italica che fa tornare alla mente i primissimi Macbeth. Invece la voce della donna Edera non è lontana da quella di Manda. Ma è inutile dire cnhe la loro musica è spogliata di ogni valore,scivola piatta non solo non destando il minimo sussulto, ma anche risultando fastidiosa per la sua noia e ripetitività. Le uniche scarse note positive sono la produzione e la discreta "Gloom", che nonostante pagi fortemente lo scotto del paragone all' universo cromatico dei Third And The Mortal regala piccoli sguarci di emozione. Comunque per me un forte insuccesso. Qualcun'altro l'ha ascoltato?