gabbox

DeRango : 0,97
DeEtà™ : 7607 giorni • Qui dal 11 agosto 2005
Paolo Nori La vergogna delle scarpe nuove
Voto:
Che piacere leggervi di nuovo su questa pagina. Odra mi sa che ti sei preso la "norite" anche nello scrivere i commenti;). Ho il piacere di conoscere Paolo Nori che qui a Reggio ha condotto la Scuola Elementare di Scrittura (vedi il suo podcast su Feltrinelli) e cento altre iniziative, insieme a Daniele Benati e Ugo Cornia di cui consiglio vivamente la lettura. Sempre se piace questa idea di letteratura che viene dal basso, dai semicolti, coltivando il solco tracciato per primo da Zavattini e poi da Ermanno Cavazzoni e soprattutto Gianni Celati. Di quest'ultimo andrebbe letto necessariamente "Narratori delle pianure" e a cascata tutto il resto.
Groove Armada Soundboy Rock
Voto:
Boh, i Groove Armada resteranno a malapena nell'immaginario pubblicitario non certo nell'evoluzione di un suono che sia dance o d'ascolto a differenza dei citati Basement Jaxx e Fatboy Slim. Aggiungo anche Les Rythmes Digitales, Tipper e Motorbass per citare chi ha definito nuove forme di suoni house, breakbeat, big beat etc.
ps: di recensioni piene di luoghi comuni e falsi moralismi è pieno Debaser per cui è auspicabile uno spessore nei contenuti soprattutto se intendi recensire gruppi come Swayzak e Modelselektor
Salmonella Dub Inside the Dub Plates
Voto:
Recensione interessante, evocativa e concisa di un gruppo che mi è ignoto in un ambito tra in miei favoriti, continua pure così
Carl Craig & Moritz Von Oswald Recomposed
Voto:
Adesso lo ascolto poi dico la mia impressione. Però concordo con Purpulan sul ritorno all'ordine. E la cassa in 4/4 scusami ma è tipica dell'house non della techno, specie quella di Detroit. Se poi vogliamo parlare di Carl Craig la sua essenza è in dischi come "More songs..." e "Landcrusing" se non nei vari pseudonimi che fecero coniare la definizione di Intelligent Techno proprio per distinguerla da quella "maranza" da discoteca. Posto che queste definizioni e distinzioni tra "alto" e "basso" non hanno un gran senso resta una sensazione di appiattimento verso il suono cosidetto "minimal" che sa tanto di restaurazione.
Fennesz Black Sea
Voto:
A mio avviso SAKAMOTO a fatto cose egregie con ALVA NOTO e meno con Fennesz. Certo se il metro di giudizio è sul quanto ci si spinge avanti senza "lesionare" l'udito dell'ascoltatore allora l'influenza del giapponese viene penalizzata. Chi apprezza il lato più sperimentale di FENNESZ troverà soddisfazione in "Til the old world's blown up and a new one is created" mentre chi è in cerca di suoni composti assai bene e meno informali del passato troverà assai gratificante BLACK SEA.
Fennesz Black Sea
Voto:
E' proprio un gran disco! Forse bisognerebbe accoglierlo liberi da aspettative legate ai suoi precedenti lavori (ammesso che Endless Summer sia il suo apice). Però dopo la rivoluzione arriva la conferma che Fennesz entrerà con questo disco nel gotha dei musicisti cosidetti ambient. Qui di glitch ne troviamo poco piuttosto è a Brian Eno che occorre guardare per orientarsi nell'ascolto di queste gemme (4,5)
Tim Burton La Sposa Cadavere
Voto:
Il problema di Tim Burton è la regia. Molto spesso ha nascosto questi limiti dietro a una grande capacità visionaria e circondandosi di grandi professionisti. La differenza tra Nightmare Before Xmas e questo film è che il primo l'ha girato Henry Selick e questo direttamente lui. Andatevi a rivedere "James e la Pesca Gigante" e capirete come si gira un film in stop-motion.
Kangding Ray Automne Fold
Voto:
Grazie dei commenti, x Giorgio non sono aggiornato nel settore house-techno. Posso dirti cosa ascolto e apprezzo in questo periodo: i primi tre di POLE (quelli con le copertine monocolore), MODELSELEKTOR e RHYTHM & SOUND. Insomma tutta roba teutonica fatta di bassi pesanti e gran classe.
Gui Boratto Chromophobia
Voto:
Al primo ascolto mi è suonato finto., sembra di essere già al revival degli anni 90.
Recloose Cardiology
Voto:
Dici bene Giorgio, uno dei classici misconosciuti dei nostri tempi. Ciò che più impressiona in questo disco è la capacità di concepire i suoni (breakbeat, jazz, dance) come piccoli mattoni. Così ogni brano suona come una costruzione ricca di fascino, complessa ma accessibile. Impressiona anche il fatto che questo architetto sonoro che poteva "fare le scarpe" a uno come AMON TOBIN si sia perso per strada. Direi che un degno erede del brasiliano può essere BOXCUTTER.