easycure

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Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
Voto:
Dunque sotto la scorza di continui mutamenti dinamici, il loro è un approccio unilaterale.. massimo rigore formale, che si esplica in un ben ravvisabile conservatorismo musicale. Non solo; ma dogmi e stilemi vari non arrivano mai a conformarsi come stile anche perché laddove si tenta di integrarli con altri riferimenti o espedienti i Dream Theater mancano totalmente di senso: che senso ha quel riff orientaleggiante in “Home”? che senso hanno gli inserti funk che ogni tanto fanno capolino? Che senso ha il riferimento esplicito al Thrash di cui abusano in “train of Tought”? Nessuno, se non la pura autoreferenzialità dell’espediente che esiste in quanto tale. Per questo, Arrivando pian piano sempre più a questioni di “sostanza”, la loro pseudo-poetica è terribilmente pretenziosa e esteticamente ipocrita: perchè formalmente ciò che loro comunicano è quello di essere un gruppo a 360°, una band che tutto può esprimere, e che non a caso si esprime scegliendo il formato più altisonante, corroborandolo oltretutto di un interpretazione ben più parossistica e labirintica rispetto al passato, e pretendendo oltretutto con questo di “raccontare”, cioè non facendo affatto un discorso “Zappiano” di meta-musica, ma rimanendo fedeli al classico “esprimersi” dell’arte. È proprio in questo che sono però profondamente ipocriti; poiché il loro non è mai un elicitare un emozione, ma è sempre un imporla. Attraverso il dogma o attraverso la citazione. O addirittura fingere di esprimere un emozione con espedienti senza senso che ancora una volta pretenderebbero di risolvere l’espressione solo per il loro esistere (quindi non solo imporre un emozione, ma imporre addirittura la percezione di un emozione, facendo evidentemente leva su mancanza di cultura. Come intellettuali, a me paiono a livello dei libri della serie Harmony). Da questo punto di vista l’opposto di un gruppo come gli Slint, che disgregano lo stilema e riformulano uno stile per asservirlo ad un espressione. I Dream Theater, nel migliore dei casi, al contrario pretendono di risolvere l’espressione massacrandola e asservendola a pochi inevitabili dogmi, e nascondendo questa loro enorme mancanza sotto una forma parossistica e altisonante.
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
Voto:
Limitandosi per un attimo al primo punto, ovvero quello degli specifici “pseudo plagi” volevo porre alla tua attenzione, come esempio, due brani contenuti nel disco “metropolis part.2 scenes from a memory”: il primo, “Regression” è un palese e fin troppo esplicito richiamo di “outside the wall” dei Pink Floyd. Il secondo “the spirit carries on” nella parte dell’assolo centrale non solo si rifà palesemente all’assolo di Gilmour di “shine on you crazy diamond” ma addirittura lo plagia in un passaggio in cui Petrucci copia esattamente un bending di Gilmour. A parte questo, il punto che mi preme di più sottolineare è come il loro approccio manchi totalmente di stile: nel loro citazionismo diffuso, l’impianto del loro approccio rimane generalmente quello della suite progressive o della ballata rock, con poche e poco significative eccezioni (il più “sperimentale” “six degrees of inner turbolence” patetico nel ricalcare più di un periodo dei King Crimson, o “falling into infinity” ancor più banale nel riproporre il sound atmosferico dei Floyd periodo Parsons), eppure al formato suite o brano lungo non pongono alcuna reale novità a quanto già espresso nel progressive se non a livello di pura aggiunta di altri elementi, come alcuni stilemi del metal (doppia cassa, palm muting, tempi in 2/4) o altri accenni che in quanto tali mai contribuiscono realmente alla “poetica” del gruppo. Anzi ogni loro brano nel districarsi e dispiegarsi di mutamenti dinamici e ritmici non si esime mai dal fondarsi su pochi dogmi che non possono non ripetersi. E questi dogmi, in quanto tali, non possono per definizione costituire stile: se infatti a livello esecutivo ognuno di loro è palesemente e coscientemente un musicista colto e particolarmente tecnico, allo stesso tempo la loro interpretazione non è mai personale, ma sempre citativa, rincorre nelle sue mutazioni forsennate sempre e comunque un “già detto”. Per esempio Petrucci è assolutamente anonimo per come interpreta gli stilemi del metal: se ascolto appunto il modo in cui suona in palm muting non sento affatto quell’espressività, quella finalità precisa che può avere un Heatfield per esempio. È proprio questa palese mancanza di finalità che non sia quella della contingenza del pezzo a rendere totalmente amorfa l’esecuzione dei Dream Theater. E per questo il loro rifarsi a stilemi non prevede una reinterpretazione, ma nel suo affidarsi superficialmente a ciò che un passaggio di un brano dispiega nel preciso momento del suo esistere, è solo citare un qualcosa che nel ripetersi e nel non essere mai evitato di brano in brano non costituisce appunto altro che un dogma. Questa è una contraddizione palese e non superata: perché se si potrebbe obbiettare che tale approccio è motivato da un impostazione sostanzialmente “jammistica”, non si spiega perché ogni elemento all’interno del brano, nonostante si rifaccia anche a generi molto diversi fra loro, ha una collocazione straformalizzata, precisa e inevitabile. In primis mi riferisco al cantato di Labrie, che con la sua patinata pulizia canora ha sempre e solo una funzione patetica nel senso letterale del termine, ma anche l’uso e la posizione degli assoli di chitarra, o gli ingressi enfatizzanti delle tastiere.
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
Voto:
i Dream Theater fondano (o si approcciano fra i primi) il Progressive metal, ovvero un genere che sintetizza elementi commutati dal rock progressivo con stilemi tipici del Metal, in varie sue forme. rispetto ai Rush i Dream Theater sono di un'altra generazione e hanno ovviamente un approccio che comprende una gamma di riferimenti più ampia. Ma la loro intuizione è tutt'altro che originale; si limitano a saltare sul carrozzone di quelle band che con quasi un decennio di anticipo facevano del crossover stilistico la base della loro avanguardia.. anche limitandosi alla chiusa cerchia del metal, questa intuizione di fondo potrebbe essere tranquillamente attribuita ai Metallica, ove vari fattori (la batteria molto più asciutta, il brano generalmente meno teatrale e più diretto, il riff iper velocizzato) sono tutti elementi che abbattono le barriere fra metal e hardcore, ovvero due generi non solo diversi, ma addirittura agli antipodi. Questa è comunque solo la prima questione.. il punto di fondo è che i Dream Theater mancano totalmente di originalità, e ancor più basilarmente mancano di personalità: il loro è un approccio sostanzialmente conservatore, una sorta di revivalismo diffuso di trent’anni di musica rock, un atteggiamento da turnista che SA di tutto e lo cita in maniera più o meno velata o più o meno astratta; in effetti la loro operazione, quando non si limita alllo pseudo-plagio, consta nel estrapolare un dogma e riproporlo in maniera decontestualizzata, appunto una sorta di “astrazione” di uno stilema, astrazione che ha una valenza puramente e meramente esecutiva, esibizionistica.
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
Voto:
in più ovviamente migliaia di post e tantissime discussioni non possono certo essere ridotte ad una risposta. Riprendere il filo del discorso sarebbe cosa lunga, dunque per esporti il mio punto di vista (ben più largo del semplice riferimento ai plagi), farò come ho già fatto in un'altra recensione, ti posterò per intero la lettera che scrissi ad un critico esponendo il mio punto di vista sui DT; se ti va, leggitela.
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
Voto:
ti ringrazio fortemente per il "ridicolo e "geniale".. sono due aggettivi che insieme mi piacciono da morire :-D ..punto primo: non ho detto che petrucci è uguale a Gilmour perchè inizia un arpeggio in RE maggiore. Ho detto che Petrucci è uguale a Gilmour perchè in "The spirit carries on" fa un passaggio uguale a Gilmour..mica me lo sono inventato. A Orione, con cui avemmo una lunghissima discussione, gli postai il secondo preciso in cui la chitarra di "spirit..." era uguale a quella di "shine on you crazy diamond".. adesso ovviamente non me lo ricordo (ne mi interessa andare a ricercarlo), ma se vuoi torglierti lo sfizio fatti una ricerchina più sopra e vedrai che lo trovi. Ah, è stato ormai ufficialmente assodato che "regression" è praticamente identica a "ouitside the wall" dei Floyd. Ah, l'arrangiamento di "spirit.." soprattutto nelle parti vocali, è copiato paro paro dagli arrangiamenti di "Dark side of the moon"... e ce n'è altr, tante altr di plagi o pseudo tali, postati non solo da me :-D
Muse Absolution
Muse Absolution
26 mag 07
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ah, pure i Polvo
Muse Absolution
Muse Absolution
26 mag 07
Voto:
boh, non saprei davvero da dove partire.. magari dimmi un genere o chessò, una decade.. per tagliare la testa al toro posso dirti quello che ascolto in questo periodo: di nuove uscite i Battles, in generale i Blossom Toes, gli onnipresenti Sonic Youth, e pure mi hanno fatto riscoprire il primo dei clodplay, del quale però francamente mi piacciono tre/quattro pezzi in tutto il disco.. poi non so, se me ne vengono in mente altri te li posto
Richard Donner The Goonies
Voto:
nessuna nostalgia, comunque.. cioè se lo guardo adesso lo guardo stravolentieri e mi diverte da matti.. e sono uno che apprezza, che so, Sokurov, tanto per capirsi. sono totalmente d'accordo con chi ha detto che bisogna relativizzare i giudizi. Nel cinema è una necessità.. voglio dire, in musica, se anche esistono davvero i generi, sono decisamente sfumati i confini della seriosità e dell'intrattenimento.. ma nel cinema esistono eccome delle distinzioni in tal senso (con questo rispondo a Poletti, non a Psycho che faceva un altro discorso)
Richard Donner The Goonies
Voto:
Psycho hai ragione (perdona sono arrivato ora e mi son perso buona parte della discussione) ma per me rimane davvero un gran film.. è geniale la trama come rimesta da riferimenti vari, sono geniali i personaggi per come sono costruiti, è irresistibile la commistione di avventura e ironia. Per me è un capolavoro (relativamente, è ovvio, alla sua finalità e target)
Muse Absolution
Muse Absolution
25 mag 07
Voto:
non voglio istruire nessuno! Seguo esattamente la tua stessa logica.. tu hai ragione: a me i Muse non piacciono, questa è l'unica sostanza della recensione. ciò che però non mi è chiaro è perchè io non la possa esprimere, questa opinione.. sei davvero un fascista! :-D