morningstar

DeRango : 1,25
DeEtà™ : 7434 giorni • Qui dal 1 febbraio 2006
Françoise Hardy The Vogue Years
Voto:
@Nicholas: Tutto quello che so l'ho scritto nella recensione, prendendolo su internet dai Nick Drake files, e manco so quanto sia attendibile. Se qualcuno ne sa di piu' ben venga.
Pat Metheny One Quiet Night
Voto:
Troppo divertente la chitarra Picasso, Symbad. Del Pat mi sono ascoltato "American Garage" e "Letter from home", ma ti confesso che non mi hanno detto granchè (mi è sempre sembrato uno con una gran tecnica e un po' pochine idee musicali, riciclatore indefesso di oscuri ritmi samba svincolati dal contesto originale e svuotati di contenuto). Magari non fa per me. Ma forse ho sbagliato i dischi? Comunque gran bella recensione as usual.
Françoise Hardy The Vogue Years
Voto:
Non ho ancora ascoltato "La question", Zion, pero' ho letto da qualche parte che molti lo considerano il capolavoro, ci sono cover a quanto pare pure cover di Jobim e di Gainsbourg, e' in effetti nella lista della spesa. Non conosco neppure Claudine Longet, dici che merita?
AA.VV. Tropicalia - A Brazilian Revolution in Sound
Voto:
Bravo Odradek, consiglio a tutti se volete approfondire l'autobiografia di Caetano Veloso, "Verità tropicale", descrive questo clima sociale bene e contiene un sacco di notizie sulla musica brasiliana.
Ornette Coleman At the "Golden Circle" in Stockholm, Vol. 1
Voto:
Caro Pollock, con la frase "dimenticare è almeno altrettanto importante che ricordare" volevo semplicemente dire che ad un certo punto il fare musica diventa in un certo punto un'operazione di selezione e di filtraggio di tutto quello che hai ascoltato precedentemente, da un solo free a un ritmo bossa-nova al rumore di un camion sull'autostrada. A tutti succede di sentire una frase, di dimenticarsi chi l'ha detta, di ricordarla in seguito, di auto-attribuirsela sul momento come un pensiero proprio, di collegarla in seguito con qualcos'altro etc. Fare musica ad un cero punto diventa un processo di questo genere, con "dimenticare" intendiamo se vuoi "assimilare, selezionare & filtrare".
Mark Feldman & Sylvie Courvoisier Malphas: Book Of Angels Vol. 3
Voto:
Ho abscultato solo il primo volume dei nuovi-usciti Masada book 2, intitolato all'arcangelo "Astaroth". Con il piano di Jamie Saft, un'autentica chicca. Il secondo volume l'ho appena comprato, e si intitola "Azazel", con il leggendario Masada string trio anzicheno'. Questo terzo ancora mi manca. Divertente la trovata di chiamare ogni pezzo come uno degli angeli caduti, e veramente stupende pure le copertine dei CD della serie. Bravo messer Sfascia come di consuetudine.
Ornette Coleman At the "Golden Circle" in Stockholm, Vol. 1
Voto:
Grazia a tutti per i commenti. Bella argomentazione Pollock, la condivido in gran parte. Uno dei punti che differenzia secondo me un musicista di oggi da uno di 80 ma anche 50 o 30 anni fa è che adesso praticamente tutti hanno accesso ad un incredibile quantità di materiale musicale e sono esposti ad un enorme numero numero di generi. Ad un certo punto quello che era una volta l'arte del creare sta diventando un po' l'arte del mischiare. Viene quasi da pensare a quel racconto di Borges dove c'è quell'uomo che ricorda ogni attimo precedente della sua vita in assoluto dettaglio, e questo per lui è qualcosa di tragico perchè lo paralizza da un successivo agire. Morale della storia, dimenticare è almeno altrettanto importante che ricordare (che cosa ho detto?). In sostanza boh e w la sacher torta.
Ivano Fossati Macramè
Voto:
in effetti bello, non ne conosco abbastanza di Fossati per fare paragoni. Degli altri quali mi consigliate (io ho solo questo, il live vol 2 e l'arcangelo )?
Jean Luc Ponty The Very Best Of Jean Luc Ponty (2000, Rhyno-Atlantic Records)
Voto:
Non ne sapevo niente di Ponty, ma penso che il caso di documentarsi. Sono d'accordo con Hal che "My favourite things" non è un disco jazz rock, il Coltrane quando venne il momento di scegliere tra fusion e free scelse per il free, lo sappiamo tutti. Comunque bella recensione.
Brigitte Bardot & Serge Gainsbourg Bonnie And Clyde
Voto:
Serge in effetti è un genio di quelli veri. Non ho questa raccolta, ma più o meno ho quasi tutte le canzoni. Tra l'altro la versione di "Je t'aime moi non plus" con la Bardot uscì un sacco più tardi, anche se è quella incisa prima. Brigitte un po' si vergognava... e quindi la prima ad uscire è stata quella di due anni dopo con Jane Birkin. Quando Serge seppe che la santa sede aveva interdetto la canzone, si fregò le mani, questa sì che è pubblicità. La title track riprende credo una lettera di Bonnie e Clyde ad un giornale e penso che è fortemente ispirata al film che appunto uscì in quegli anni, se non lo hai visto te lo consiglio alla grande. "Les Sucettes" e' una genialata pazzesca, fai caso al testo scritto per una giovanissima France Gall, la quale dichiara che la cantò la prima volta senza capire il doppio senso. Un altro vero capolavoro è "Requiem pour un con". "Intoxicated Man" è un elogio a Boris Vian, che credo che per lui sia stato un modello di vita. Buona recensione, Lewis.