Wanderer

DeRango : 0,40
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Brian Eno Here Come The Warm Jets
Voto:
E' vero bisogna ripartire dai caposaldi invece di perdersi nella merda sperimentale...che so Take That, i Bee Hive di Kiss me Licia...poi dopo si può parlare... ;-)
Cult Of Luna Somewhere Along The Highway
Voto:
Adoro i brani lunghi, sembra qualcosa di veramente interessante, con qualche sempol mi farei più convinto. Recensione ottima.
Brian Eno Here Come The Warm Jets
Voto:
Io intanto voto per Brian Eno. Se la rissa degenera e avete bisogno di un legale chiamatemi.
Klaus Schulze X
Klaus Schulze X
12 mag 06
Voto:
A me è piaciuta la recensione. Schulze non lo conoscevo, approfondirò.
The Red Krayola God Bless The Red Krayola & All Who Sail With It
Voto:
Gran bella chicca, ottima recensione.
Maurizio Pollini Friedrich Chopin Nocturnes
Voto:
Chiudo il rubinetto del fiume in piena chiedendo venia per eventuali errori o strafalcioni, causati dalla fretta e dalla foga. Ah dimenticavo, per me il punto massimo raggiunto dalla lirica è il wagneriano "Parsifal", lo dico così magari si scatena un dibbbbbbbattito sui personali gustibus. E mi sono dimenticato pure il faiv a Pollini. Ciao ciao (caspita vi avrò rotto le palle in una maniera...).
Maurizio Pollini Friedrich Chopin Nocturnes
Voto:
3) LIRICA - Se ne parla meno solo perchè si è trasformata (L'HANNO TRASFORMATA) in un trastullo per ottuagenari instoliditi. I teatri sono diventati dei sarcofagi pieni di anziani quando va bene o, più spesso ormai, di pubblico completamente disinteressato all'aspetto musicale e concentrato sull'"evento", sulla mondanità, sull'esserci e farsi guardare. La lirica italiana oggi è lo specchio del vuoto spinto in cui versa la nostra società: è ovvio che non ci siano giovani a seguirla e, conseguentemente, ad ascoltarla e coltivarla nel privato. La classica, fortunatamente, priva della componente di socio-accreditamento si è preservata meglio (non poi tanto, ma comunque...). Il risultato è l'allontanamento da uno tipo di spettacolo che è vecchio perchè pensato e realizzato per vecchi o per gente a cui della componente artistica frega poco o nulla. Ho avuto la fortuna di andare all'opera in città come Praga e Vienna: lì, in teatri gremiti di giovani, si fanno allestimenti moderni e arditi, impensabili nello stivale e si cattura il pubblico con politiche di prezzo segmentate ed intelligentissime. In Italia continuiamo a giocare alla finzione ottocentesca, triste e piccolo borghese. Di questo passo la lirica, qui, sarà destinata alla sparizione.
Maurizio Pollini Friedrich Chopin Nocturnes
Voto:
2)MUSICA DEL NOVECENTO E CONTEMPORANEA - Tante, tante belle cose nel Novecento, ma anche, onestamente, diverse operazioni un pò fini a se stesse. Il guaio è che c'è molto pregiudizio e poco ascolto: si può rimanere sorpresi di quante meraviglie siano state composte in questo secolo. A me vengono in mente Berio, Nono, Maderna, Petrassi, quel pazzo di Sylvano Bussotti, Boulez, Lygeti, Part, Kurtag, Bartok, Schnittke, gli stessi Cage e Stockausen per certe cose, e altri ancora (non cito neanche i compositori della prima metà del Novecento perchè li includo di default, senza discussione). Basta approcciare questi autori con spirito laico e predisposizione alla novità e magari si rimarrà colpiti, forse più nella mente che nel cuore, ma comunque sempre colpiti. Enjoy Contemporain!
Maurizio Pollini Friedrich Chopin Nocturnes
Voto:
segue - Poi, riflettendoci, mi sono reso conto che queste contrapposizioni alla Mazzola-Rivera o Coppi-Bartali fanno scadere il tutto a mero "tifo", con la sgradevole conseguenza che, accecati dalla logica del contrasto, si perde l'occasione di apprezzare due distinte, ma egualmente interessanti, visioni artistiche. Poi se e potrà preferire una piuttosto che un'altra, ma arrivare alla "delegittimazione" artistica è francamente esagerato. Dal canto mio, forse un pò qualunquisticamente, oramai ascolto con sommo interesse tutte le possibili proposte, godendo delle diversità, attraverso le quali, peraltro, l'ascolto si arricchisce e si completa. Quanto ai Notturni, oltre al citato Ashkenazy, ho avuto modo di sentire sia quelli di Maria Joao Pirès che questi di Pollini, entrambi prestati, e ne ho tratto piacevolissime sensazioni: ogni volta sembravano nuovi e diversi. Mi si dice che quelli di Rubinstein siano splendidi, ma l'incisione credo che segni un pò il tempo (io sono un maniaco della pulizia del suono). continua
Maurizio Pollini Friedrich Chopin Nocturnes
Voto:
Caspita, i Notturni di Chopin! Certo avrebbero meritato parole calde e appassionate, piuttosto che poche indicazioni nozionistiche: ma don't worry The Mad Pianist la prossima sarà sicuramente migliore, e in ogni caso la scelta era veramente pregevole, quindi in questo senso continua decisamente così; intanto welcome! Nel frattempo ho visto tante belle discussioni fuoriuscite dai commenti, sulle quali mi piace lasciare anche le mie ideuzze. 1) INTERPRETAZIONE - Io ho l'integrale chopiniana di Ashkenazy, a mio parere stupenda, per niente metallica, anzi sanguigna e pirotecnica. Ora il punto è che anche in questo ambito c'è una certa tendenza alla "fazione": insomma io ho sentito dire di tutto (anche qui ne abbiamo avuto la riprova), che Pollini è freddo come l'Antartide, che Ashkenazy è metallico, che Benedetti Michelangeli (anche lui!) è maniacale etc. Ancora peggio con i direttori: ho sentito dire che Abbado è intellettualistico e poco coinvolgente (!), che Muti dirige Verdi a tempo di tamurriata, che Harnoncourt è matto da legare con le sue menate filologiche, etc. Fino a qualche tempo fa mi ci appassionavo anche io, prendendo posizione. continua