Viva Lì

DeRango : 0,32
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Bruce Springsteen 18 Tracks
Voto:
Bhe insomma, in fondo è solo un antologia di brani. Sì, è vero, ci sono 3 inediti, però non è che valgano moltissimo. Certo, averlo in casa fa sempre la sua porca figura. O no? Marco Poletti Dixit.
Bruce Springsteen 07-06-05 Forum d'Assago, Milano
Voto:
Un concerto che, probabilmente, sarà stato un concertone. Io non c'ero, peccato. Marco Poletti Dixit.
Antonello Venditti Sotto il Segno dei Pesci
Voto:
Tutto sommato, uno dei dischi cantautoriali italiani più importanti degli anni Settanta. Venditti contesta e spera in un futuro migliore, scrive testi di altissima qualità e li fonde con una musica abbondamente possente. E' un Venditti popolare, quello che ama stare in mezzo alla 'ggente, e fra le macerie di "Bomba o non bomba" e le inquietudini genitoriali di "Sara", si ha come l'impressione di essere entrati in un mondo torbido e disumano. Ma in fondo, erano solamente (?) gli anni Settanta. Insieme a "Le cose della vita" (1973), "Quando verrà Natale" (1974), "In questo mondo di ladri" (1988), rappresenta l'apice creativo di Monsieur Antonellò Vendittì. Marco Poletti Dixit.
Antonello Venditti Che fantastica storia è la vita
Voto:
Mamma mia che disco ignobile! Non aggiungo altro per non sparare sulla Croce Rossa. Marco Poletti Dixit.
Vasco Rossi Stupido Hotel
Voto:
Come rocker ha chiuso i conti con il passato: ormai è solo un animale da palcoscenico buono per essere sfruttato e poi risfruttato. Sono lontani i tempi in cui sapeva parlare di inquietudini e rabbia generazionale, ora parla con frasi fatte e slogan semi-pubblicitari di bassissima lega. Comunque vada, riesce ancora a entusiasmare e comporre qualche brano orecchiabile e vivace. Ma è poco, troppo poco, a meno che non si è rimasti fermi al 1989 (anno, per la cronaca, dell'ottimo "Liberi liberi"). Se si è fans lo si ama (e lo si idolatra), per gli altri, tutto sommato, una delusione (quasi) cocente. Marco Poletti Dixit.
Vasco Rossi Siamo Solo Noi
Voto:
Quarto album di Vasco, e sicuramente uno dei migliori (ma non il più bello). Nel bene o nel male c'è dentro tutto il Vasco di inizio anni Ottanta: quello ironico di "Voglio andare al mare", quello tardopunk di "Ieri ho sgozzato mio figlio" ("E' stato uno sbaglio, credevo fosse un coniglio, giuro, credevo fosse un coniglio"), quello angosciato e nevrotico di "Valium", ma c'è soprattutto quello generazionale di "Siamo solo noi", in cui racconta, senza metafore o arditi paroloni, la realtà giovanile dei ragazzi di fine anni Settanta, quelli che non hanno regole (ahimè) ma che sono stati distrutti da una società che non ha più santi né eroi. Indubbiamente efficace. A volte la rabbia è troppa, ma è un bene vedere un cantante relativamente giovane urlare in faccia al mondo il proprio dissenso e il proprio smarrimento esistenziale e etico. Quando Vasco sapeva ancora fare ottima musica (dal 1989 in poi non ne imbroccherà più nemmeno mezza per sbaglio). PS: la recensione è sterile e sostanzialmente vuota e vacua; la copertina, naturalmente, non è l'originale. Anzi, a proposito, che cos'è? Marco Poletti Dixit.
Vasco Rossi Nessun Pericolo... Per Te
Voto:
E già, per Vasco nessun pericolo (le vendite sono sempre esageratamente alte), per il pubblico invece qualche pericolo c'è, e fa pure male. Indubbiamente efficaci "Gli angeli" e "Sally" (molto meglio la versione di Vasco rispetto a quella della Mannoia), tutto il resto è invece una solenne pacchianata pseudo artistico infangata da scrupolose tentazioni commerciali. Peccato perchè la band che accompagna Vasco è veramente di lusso: Vinnie Colaiuta, Andrea Braido, Mike Landau, Randy Jackson). Marco Poletti Dixit.
Vasco Rossi Ma cosa vuoi che sia una canzone
Voto:
L'esordio di Vasco. Un pò naif un pò cialtrone. Si affinerà con il tempo, ma "Silvia" e "Jenny è pazza" sono due perle di straordinaria musicalità. Molto melodico, d'altronde, arrangia Gaetano Curreri. Marco Poletti Dixit.
Vasco Rossi Liberi... liberi
Voto:
Che lo vogliate oppure no, il sommo capolavoro di Vasco. Archetipo del Vasco Rossi più maturo e cresciuto, eccita i fan con ballatone tipo "Domenica lunatica" e "Muoviti", e, ogni tanto, si concede anche un momento per riflettere e compiere autocritica ("Liberi liberi"). E' in grande forma, sviscera brani come fossero noccioline, e scrive, insieme all'amico Tullio Ferrro, musiche bellissime e studiatissime. Non si può non amarlo e tenerlo nel cuore: purtroppo però, il momento d'oro finisce qua. Salvo "Gli spari sopra" (1993), bello ma non eccezionale, il Vasco non ne imbroccherà più nemmeno una. Continuerà però a vendere a paccate e i concertoni nei più grandi stadi italiani diventeranno una costante estiva che i fans accetteranno sempre con grande passione e temperamento. A Grasshopper questo album non piacerà di sicuro. Mi piace stuzzicarlo, visto che si dice amante della buona musica (ma de che?). Marco Poletti Dixit.
Vasco Rossi Canzoni Per Me
Voto:
Vasco ormai tenta solo di ingraziarsi il pubblico. Prima c'è "Io no", poi cerca di stordirlo con "Rewind" e poi, in un impeto di onestissima intellettualità morale, afferma che, in fondo, queste sono "Canzoni per me". Non è il Vasco più brutto degli ultimi quindici anni, ma però, poco ci manca. Il massimo risultato con il minimo sforzo? Può darsi, visto che vende a tonnellate. Marco Poletti Dixit.