pretazzo

DeRango : 3,14
DeEtà™ : 7374 giorni • Qui dal 2 aprile 2006
Led Zeppelin III
Voto:
vabbeh non sarà ai livelli di II, però c'è Immigrant Song che è un capolavoro (asciuttissima, senza assolo: fatto più unico che raro nell'hard-rock), c'è Since I've Been Loving You che è come tagliarsi le avanbraccia più e più volte, la dolce Tangerine e soprattutto i chiaroscuri di Friends, chicca nascosta...la rece così così, ti dò un punto in più per quella gradevole immagine campestre evocata nel finale :-)
Indigesti Osservati dall'inganno
Voto:
mi spiace GEB, ma proprio non concordo con la tua opinione...secondo me, se c'è un genere ad essere proprio "datato", ossia legato indissolubilmente ad un dato contesto storico-sociale è proprio il PUNK77 (lo dice il nome stesso, evocando l'anno 1977)...il punk inglese di fine anni 70, nelle sue incarnazioni più tipiche (Sham69), ha rappresentato la gioventù londinese alle prese coi probemi scaturiti dalla nascente era post-industriale (in primis, la disoccupazione)...l'american hardcore invece, al di là delle precise istante politiche di alcuni gruppi (come gli MDC, che tu citi), ha avuto la caratteristica (e il merito) di trascendere la dimensione storico-sociale e di raggiungere quella esistenziale...tanto per dirla, banalmente, alla Leopardi: il punk77 era il pessimismo storico, l'hc era in pessimismo cosmico...e comunque non è vero che c'erano pochi gruppi validi musicalmente! Fear, Minutemen, Descendents, Bad Brains avevano una tecnica notevole...i Black Flag hanno inventato una mezza dozzina di generi alt-rock contemporanei...i Misfits avevano un'originalissima ed evocativa vena melodica...i Germs, poi, nel loro unico LP faceno pezzi a dir poco struggenti...gli Adolescents, gli Zero Boys erano compatti all'inverosimile...gli Agent Orange erano bravissimi...i Flipper erano geniali...i Meat Puppets sono stati una delle 3 o 4 band fondamentali di TUTTO il rock anni 80...ragazzi, in quegli anni, all'interno dello stile old-school, c'erano già i germi dei futuri sottogeneri underground, dal noise all'indie, dallo sludge al crossover etc...
Crisis Like Sheep Led To Slaughter
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karyn crisis fu una delle mie idole adolescenziali, con quel faccino sommerso dai rasta e quella voce SPAVENTOSA! Poi l'ho persa di vista...
Rhythm Pigs Rhythm Pigs / Choke on This
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ciao ragazzi! grazie per la visita! @ popolo: da quello che riportano le cronache, non credo che fosse Lee Ving, quanto il bassista dei Fear Derf Scratch (R.I.P.) ad essere finito all'ospedale dopo un pestaggio da parte di una gang di surfisti! Pensa che i Fear hanno dovuto organizzare un concerto benefit per raccogliere i soldi necessari alle cure mediche di Derf! :-D Era un grande musicista, come del resto tutti gli altri membri della band, una delle migliori in assoluto della scena HC...riguardo ai debiti dei Rhythm Pigs coi Mission Of Burma, occhio che io mi riferisco agli stati d'animo evocati da quella chitarra così sformata più che al "sound" in sè (perchè da quel punto di vista i MOB erano inimitabili!)
Zero Boys Vicious Circle
Voto:
i principi della scena di Indy...il beat anni 60 messo a 10000 Volt...molto compatti, suonavano davvero bene ed erano anche melodici...personalmente adoro la loro Trying Harder!
Indigesti Osservati dall'inganno
Voto:
correzione: nel post precedente, sostituire Dopesmoker con ILTRATTORERAGNO :-)
Indigesti Osservati dall'inganno
Voto:
@ Kaczinsky: beh ma è chiaro che i gruppi hc italiani si ispiravano a quelli americani (anzi: li veneravano)...tu dici che quanto è sorta la scena hc italiana, "era già tutto finito"...Alt! Era già tutto finito negli USA, forse...ma non certo nell'Europa continentale! Gli USA (e in parte UK) ha sempre dettato legge nella cultura popolare dal Dopoguerra ad oggi...ciò che negli USA nasceva in un certo periodo, in Italia e in altre periferie dell'Occidente arrivava con qualche anno di ritardo...e l'HC non ha fatto differenza...riguardo al "crederci": ho letto la storia dei Kina e mi sono quasi commosso...venivano da Aosta, dove non esisteva nessun gruppo HC, si sono inseriti nella scena di Torino e poi hanno girato l'Europa...con pochi mezzi, ma tanta passione, hanno diffuso il verbo HC italiano in Olanda, Germania, Danimarca...e hanno solidarizzato con altri gruppi HC di quei Paesi (i quali, parimenti, avevano una scena HC autoctona chiaramente ispirata ai modelli americani)...insomma, tutto questo per dire che (e qui mi riallaccio al discorso fatto prima, consonante con l'opinione di Dopesmoker) ciò che era "finito" (e quindi futile, privo di senso) per un contesto come gli USA di metà anni 80, era in realtà vivo e sensato in altri contesti...
Sunny Day Real Estate Diary
Voto:
la rece è scritta col cuore, però dai...non credo che nasca dal nulla lo stile di questo album...c'è alle spalle tutta la scena sperimentale della Dischord (fine anni 80) e quella di San Diego (ricordi i Drive Like Jehu?)...detto questo, è innegabile che l'emo-core come lo abbiamo conosciuto (e prima dello sputtanamento dell'ultimo decennio) è proprio quello di Diary (e anche dei primi Texas Is The Reason)...in questo disco, stupenda Seven, autentico rito di primavera...
Indigesti Osservati dall'inganno
Voto:
per me Kina e Negazione al top dell'HC nostrano anni 80...e comunque Piemonte centro nevralgico della scena...riguardo alle idee di Blush (uno che la sa lunga, sia chiaro, visto che quell'esperienza l'ha vissuta in prima linea) e alla contestualizzazione dell'hc americano, penso che quel discorso valga un po' per tutti i generi...se ha senso oggi suonare garage, punk77, psych-rock, folk, blues etc...allora ha senso suonare anche HC...è un linguaggio universale, adattabile a tutti i contesti in cui è necessario esprimere rabbia, frustrazione, sdegno etc...non solo gli USA di Reagan quindi, ma anche la plumbea Italia dell'era Craxi e altrove...l'HC è solo un mezzo...il fatto è che questo mezzo è stato metabolizzato, anche inconsciamente, da buona parte degli stili alt-rock che lo hanno seguito: grunge, indie, emo, persino il primo post-rock (quello del Kentucky) e il risultato è gente che oggi suona veloce e violenta senza manco sapere chi siano i Black Flag o i Negazione...
Stan Ridgway The Big Heat
Voto:
Quanti ricordi in questo disco! Uno dei miei preferiti in assoluto. C'è stato un periodo che lo mettevo sull'autoradio tutte le notti. Difficile fare graduatorie di bellezza tra i brani, tuttavia eleggo Can't Stop The Show e Walkin' Home Alone vertici assoluti di amarezza e malinconia. Dei Wall Of Voodoo, invece, nodo in gola per Lost Weekend e They Don't Want Me. Ege, please come back!