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Martello e i suoi ascolti

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4. Radio Ga Ga (Remastered 2011)
"Immensa canzone di merda. Il successo che ha avuto mi fa venire la nausea", e lì fu amore


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3. Viaggi organizzati
"In fondo credersi liberi non è poi così diverso dal non esserlo"


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2. Pinguini Tattici Nucleari - Me Want Marò Back
"Oh, ci scherzan pure, ma c'è gente in Italia davvero così". Aveva assolutamente ragione. Oggi, se mi posso permettere, si va solo peggiorando.


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Dopo la recenzia di T.R.E ho deciso di fare una cosuccia un po' amarcord:NOSTALGIA CAVALLA, le 10 canzoni di "Erbetta" che mi fan volare indietro nel tempo.
1. Si No... non So (Comunque Ci Penso)
"Oh, se al tuo matrimonio (non necessariamente con me) ti metti a fare così ti prendo a mazzate"...direi che c'è poco da aggiungere.


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Martello | Podio
1.Canzoni a manovella
4 anni dopo l'ottimo Il ballo di San Vito Vinicio ritorna con un album straordinario chiamato Canzoni a manovella. Un quasi reset si può dire, c'è poco in comune col precedente album e soprattutto con i primi tre. C'è una variazione di generi ancor più stupefacente, c'è la ballata più "classica" in Bardamù con un ritornello completamente fuorviante rispetto al pezzo e la conclusiva Resto qua, la polka di Marajà, pezzi bandistici come Marcia del camposanto e Suona Rosamunda, piccole reminiscenze dei precedenti album in Solo mia e Con una rosa che si mescolano benissimo al resto dell'album, c'è il blues magniloquente di Signora luna eccetera eccetera. Vinicio matura moltissimo a livello lirico e questa evoluzione diviene palese quando raggiungiamo I pagliacci, Bardamù, Nella pioggia e soprattutto Signora luna. A differenza di Ovunque proteggi, Canzoni a manovella è più omogeneo e quindi è più apprezzabile nella sua interezza che per pezzi presi singolarmente. Questo è il suo grande pregio, essere un disco compatto e folle allo stesso tempo, sperimentando nuovi generi in un album che stranamente non riesce ad essere etereo come il successivo. Per questo Canzoni a manovella è il capolavoro di Vinicio: l'entrata nei campioni della canzone italiana corrisponde al disco più riuscito e bilanciato di Capossela
Voto: 10 con lode
La gemma: Signora Luna


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Martello | Podio
2.Ovunque proteggi
Dopo 6 lunghi anni d'attesa Vinicio pubblicò un altro grande capolavoro. Ovunque proteggi è un album fuori dalla norma, un mischi One di generi e influenze che lo rendono affascinante (ma difettoso) e allo stesso tempo oscuro. Il tutto comincia con un pezzo spirituale e trainante come Non trattare, dove probabilmente risiede una delle più belle frasi di Vinicio (a mascellare d'asino difenderai il tuo cuore). Così si apre la prima e più sperimentale parte, dove Brucia Troia sbanda e schiamazza su delle chitarre quasi hard-rock e Dalla parte di Spessotto rallegra con quel ritornello con quella banda che entra. Si viaggia tanto: si passa dalla Russia di Moska valza alla Roma antica di Colosseo, con tanto di fermate ad ammirare L'uomo vivo e la Medusa cha cha cha. La seconda parte è composta interamente da ballate, dove spiccano la malinconica Nutless, la straziante Pena de l'alma, la mistica Lanterne rosse, la ancora straziante Santissima dei naufragati e la conclusiva e fenomenale title track. In breve, in questo disco c'è molta, anzi troppa carne al fuoco e il rischio che Vinicio cada in alcuni passaggi è alto. E invece non accade niente di tutto ciò. Anzi, Vinicio si trova a suo agio anche in territori musicali mai prima d'ora esplorati (Moska valza, Brucia Troia) e questo è un grandissimo pregio, perché è ciò che rende Ovunque proteggi un disco unico: sperimentare con un criterio.
P.S:dato che è difficile scegliere solo uno di questi pezzi da farvi ascoltare ho deciso per stavolta non di mettere il pezzo migliore ma un pezzo da rivalutare, bellissimo e sconosciuto
Voto pignolo: 10
La gemma da riscoprire: Lanterne rosse


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link rotto Natale con i tuoi e tamponi quanti ne vuoi

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Martello | Podio
3.Marinai, profeti e balene
Una delle opere più ambiziose del cantautore si rivela essere uno dei suoi apici. Una pseudo opera lirica dove si compiono avvenimenti e avventure nel mare, un'avventura in continuo movimento. Citazioni letterarie indondano le canzoni, il Polpo d'amor che tanto fa ricordare i pezzi di Camera a sud si palesa, lo scandalo degli abissi di Pryntil fa scalpore, conosciamo Billy Budd, animali giganti come il leviatano e la balena bianca ostacolano la navigazione. Nel mare però ci sono anche creature non necessariamente ostili, c'è La madonna delle conchiglie che protegge i navigatori, c'è la dea Calipso e alla fine del viaggio ci sono Le sirene, senza coda ne piume. A parole credo sia indescrivibile questo disco, tanto è enorme e vario. Dico solo: ascoltatelo con tanta pazienza, perchè sennò questo disco non lo capirete mai
Voto:9 e 1/2
La gemma: Le sirene


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Bluvertigo - Cieli Neri (videoclip) Questo video è arte. Chi vota contro?


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4.Ballate per uomini e bestie
Strano che un artista arrivato oltre i 50 abbia ancora molto dello smalto che aveva anni fa. In Ballate per uomini si può trovare un fil rouge interessante che lega tutti i pezzi tra di loro: l'uomo che pian piano sta diventando un animale e gli animali che stanno prendendo caratteri degli esseri umani. Si viaggia nel tempo, l'Uro scala le montagne, Il povero Cristo si dissocia dalla condizione moderna dell'uomo, il porco lascia il suo testamento all'umanità, la morte si palesa in una danza e nel carcere di Reading si mette in mostra, la natura e la sua perfetta letizia si distrugge, i mannari e le giraffe di Imola vengono abbattutti; il tutto mentre circola la meravigliosa peste virale, incontrollabile entità che non conosce più limiti. In questo disco si mischiano il cantautorato classico (Il povero Cristo, Perfetta letizia), la musica da banda (I musicanti di Brema), l'elettronica (La peste) e il folk (Il testamento del porco, Le loup garou) che si avvicina pericolosamente al mischione di generi che ha caratterizzato Ovunque proteggi. Per chiudere, Ballate per uomini e bestie è un album necessario, perchè descrive i tempi moderni con uno sguardo al passato e uno al futuro. Così come la lumaca: rallentare il tempo e godersi la scia
Voto pignolo: 9+
La gemma: Il povero Cristo


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Mi perdonerete vero? Come alcuni di voi sanno, da anni ormai vengo attratto in maniera ingiustificata dalle band argentine. I Siamés li scoprii nel lontano 2017 a causa di un loro video in stile simil-giapponese e così ho scoperto un'ottima band e uno degli album a livello globale più bello degli ultimi 15 anni (il debutto Bounce into the music). A marzo uscì anche il secondo album Home, che per il sottoscritto fu un mezzo trauma, perchè era sfacciatamente pop ("un disco dei Thegiornalisti" dichiarai allora con non poca cattiveria). Oggi è uscito il loro nuovo singolo. Ed è meno Thegiornalisti e più loro stessi. E questo è un bene. E ripeto: mi perdonerete vero?

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5.Il ballo di San Vito
Credo ormai per quest'album non esistano più aggettivi. Dopo Camera a sud, Vinicio Capossela attraversa un periodo di buio totale che verrà esplicitato nel ballo di San Vito, dove rispetto al precedente c'è un'evoluzione spaventosa. I generi si ampliano ancora di più, si passa dalla taranta della title track al blues di Corvo torvo, dall'acustica Affondamento del Cinastic al tango (o meglio dire Tanco) del Murazzo, dalla ballata Pioggia di novembre al simil-reggae di Body guard. Ma ciò che balza subito all'occhio sono i testi, che scottano, che palesano in maniera quasi esplicita tutti i demoni che il cantautore ha accumulato nel 95 (Il ballo di San Vito su tutte quante). Il ballo di San Vito si può considerare come l'evoluzione definitiva del Vinicio anni 90, dove i generi si mischiano in maniera sapiente e mirabolante e dove i testi si fanno più riflessivi e vicini a quelli del Vinicio del ventunesimo secolo
Voto pignolo: 8 e mezzo
La gemma: Il ballo di San Vito (2018 Remaster)


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6.Canzoni della Cupa
Un disco meditato a lungo, #forse per questo perde un poco della sua efficacia. Canzoni della Cupa è un disco completamente sopra le righe, un doppio album diviso tra Polvere ed Ombra. Il primo disco è appunto Polvere, registrato nel lontano 2003, raccoglie in se 16 pezzi, sempre portatori di quella complessità che ha contraddistinto le ultime opere di Capossela, oltre che alcuni piccoli classici del repertorio di Capossela (Zompa la rondinella, Ratatatumpa). Ombra invece è stato registrato nel 2015 e in questo disco si possono trovare i risultati migliori: La bestia del grano, Le creature della Cupa, Il Pumminale, La notte di San Giovanni e Il treno, tutti pezzi che portano a se la qualità e l'evoluzione di Capossela fino ad ora. In conclusione, Canzoni della Cupa è il disco più ambizioso di Vinicio, un'opera corale che trova il suo culmine nel secondo disco (ombra), mentre nel primo polvere possiamo riscontrare felicemente un più giovane Capossela alle prese con canzoni intriganti.
Voto pignolo: 8 e mezzo
La gemma (una per tutte): Vinicio Capossela | LA BESTIA NEL GRANO | Canzoni della Cupa


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7.Camera a sud
Come ho già detto ieri, il sound di Vinicio si sarebbe evoluto ancora dopo le scoppiettanti idee di Modì. E' successo con questo Camera a sud, dove le idee musicali arrivano a dei livelli strabilianti. Lampi maestosi di genialità attanagliano alcune tracce del cd, musica e testi vanno di pari passo attirando l'ascoltatore. Alcuni episodio lasciano già intravedere una grossissima evoluzione come la danza paesana di Zampanò, il funk-jazz di Il fantasma delle tre, il ritratto di Amburgo o la ventata tropicale e leggera della title track. Sparse nella scaletta anche le solite ballad sognanti e meravigliosi come Non è l'amore che va via e Tornando a casa. Inoltre vi è all'interno la prima vera hit del buon Vinicione e non serve che vi dica quale, bastano solo due parole:Italia-Marocco.
E' incredibile come il ragazzo da piano bar che solo 3 anni prima cantava di essere stanco e perduto ora sia un incantatore musicale, che costruisce pezzi leggeri e raffinati con estrema attenzione e passione. E il bello è che in futuro sarà ancora meglio!
Voto pignolo: 8+
La gemma: Tornando a casa (2018 Remaster)


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like Monna Lisa, savansadir

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8.Modì
Un anno dopo il buon esordio di All'una e trentacinque circa, Vinicio pubblica il suo secondo album Modì. Le intuizioni dell'esordio vengono amalgamate meglio, Vinicio in un anno è maturato molto. Un caleidoscopio di personaggi e situazioni tra pezzi tropicali e ballatone, con un'incursione nel mezzo del quadro americano e surreale a passo jazzato di Notte newyorkese. Vi sono pezzi più leggeri come La regina del Florida e E allora mambo, decisamente piacevoli, e ballatone incantate come Solo per me e la title track. Modì è un album ancora oggi piacevole che mischia sapientemente generi e stili formando così un sound piacevole e particolare che 2 anni dopo si evolverà ancora
Voto pignolo: 8-
La gemma: Modì (2018 Remaster)


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9.Da solo
Facciamo un attimo il punto della situazione: nel 2006 Capossela tira fuori dal turbante Ovunque proteggi. Un pensiero che attanagliò tutti all'uscita fu:"E mo come farà a dare un seguito a un album del genere?". La risposta fu svelata nel 2008, quando uscì questo Da solo. Il disco è forse il più acustico e intimo del buon Capossela, alternando andazzi allegri (Il gigante e il mago, Una giornata perfetta) a pezzi più sussurrati e lenti (Parla piano, Il paradiso dei calzini). Il problema maggiore di Da solo consiste in qualche pezzo decisamente sotto la sua media (In clandestinità, quasi una reprise di Nutless, Vetri appannati d'America, dove a un certo punto cita melodicamente Bardamù, Sante Nicola). Ma nonostante ciò il disco scorre più che bene, anzi Vinicio azzecca pure una manciata di capolavori come Orfani ora, La faccia della terra e Lettere di soldati che è probabilmente tra i 3 capolavori assoluti dell'artista. Da solo rimarrà un disco quasi anomalo nella produzione di Capossela e stiamo parlando di un artista la cui intera discografia può essere considerata come una grande e massiccia anomalia della canzone d'autore.
Voto pignolo: 7/8
La gemma: Lettere di soldati


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Sondaggino per tutto il debasio:dato che in se contiene più di due parti, il primo convivio della gente di debaser lo volete diviso parte per parte o in un'unica pagina? Accorrete numerosi

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Riprendendo la geniale idea di....me stesso, ecco un piccolo assaggio delle (molte) rubriche a classifica che vedranno la luce nel 2021. A cominciare da oggi vedremo gli album del buon Vinicio Capossela, dal peggiore (o meno bello) al suo capolavoro. Cominciamo subitissimo:
10.All'una e trentacinque circa (1990)
Purtroppo sul fondo della classifica si trova il suo esordio. Prima di tutto puntualizzo una cosa: All'una e trentacinque circa è un buonissimo album, dai toni un po' pianobar parecchio intriganti e contenente in se una manciata di classici (Scivola vai via, Stanco e perduto, la title track), ma anche esperimenti/divertissement come Pongo sbronzo che risultano quasi tragicomici. E quindi, perchè si è meritato l'ultima posizione? Semplicemente perchè ancora il buon Vinicio deve ancora prendere la mano, certi pezzi sono ancora molto grezzi e anonimi (Christmas song e Suite delle quattro ruote). Un esordio buonissimo ma il meglio verrà dopo. Voto pignolo? Massì dai
Voto pignolo: 7+
La gemma: All'una e trentacinque circa (2018 Remaster)


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Samuele Bersani, Francesco Bianconi e Emma Nolde live a Niente di Strano

Consiglio di vederlo dal minuto 18 e qualcosa, dove c'è una versione bellissima di Pixel


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Annarella

....sto in vena di CCCP/CSI va bene?