I thought it over The Zantees.

Il 4 luglio del 1976 Miriam Linna arriva da Cleveland a New York dopo un breve soggiorno a Londra. Gira nei club dove suonano le minuscole band di cui legge su Bomp! finchè non si imbatte nella coppia più bella che abbia mai visto. Si chiamano Erick Lee Purkhiser e Kristy Marlana Wallace e stanno cercando qualcuno per sostituire la batterista della loro disastrosa band di rockabilly: Miriam prenderà il posto di Pam Balam dietro i tamburi dei Cramps dal settembre di quell’anno fino a quello successivo.

L’incontro con quello che diventerà l’uomo della sua vita avviene proprio in quel periodo: lei è una fanatica di riviste e dischi rock ‘n’ roll. Lui, pure. Lei cerca una copia di You Must Be a Witch. Lui ce l’ha. Gliela vende o forse, chissà, gliela regala. Ma da quel momento Miriam e Billy Miller diventano un corpo e un’anima. Ascoltano, suonano, vendono, scrivono, stampano un sacco di roba. Fonderanno un negozio di dischi e un mailorder strepitosi, allestiranno la più grande concorrente della rivista Bomp! di Greg Shaw e metteranno in piedi delle band scalcagnate, prima fra tutte gli Zantees, un quintetto che suona come i Cramps che pensano di suonare come i Blasters. Riuscite ad immaginare?

Gli Zantees nascono in quell’ultimo spicchio d’estate del ’77, come band improvvisata per aprire una data dei Fleshtones. A metterseli in casa per tirarci fuori un disco ci pensa proprio Greg Shaw che alla Linna aveva già affidato la direzione del Flamin’ Groovies Monthly. Il risultato viene pubblicato nel 1980, quando la band ha affinato le sue capacità tecniche passando dal livello base al livello “base. Ma a tempo”. Alle chitarre vengono reclutati i fratelli Statile mentre il ruolo di bassista viene coperto part-time da Rob Norris, l’ultimo chitarrista dei Velvet Underground. Al piano, anche lui part-time, Peter Holsapple dei dB’s.

Gli Zantees non vestono ridicole divise da rockabilly, non hanno ciuffi impomatati ne’ scarpe di vernice. Sono, semplicemente, lo spirito del rock ‘n’ roll più autentico, quello dei rockers di serie B mai finiti in tv e del cui anno di naja nessuno ha mai documentato un solo giorno. Gente come Jimmy Carroll o Bill Allen o Leon Payne. Le cui canzoni finiscono qui dentro, in un rockabilly malmesso che non è stato imbalsamato con la brillantina ma che continua a friggere come i primi amplificatori per chitarra e le mutandine delle teenagers degli anni Cinquanta.

Thank Reverendo…
 
Warren Zevon - Carmelita anche se non la sentivo da tempo Carmelita di W.Z mi fa sempre lo stesso effetto.
Ti ricordo, Warren Zevon.
 
All Them Witches - Real Hippies Are Cowboys (Official Video) Di tutti i pezzi usciti "gratis senz'album" negli ultimi mesi, sicuramente il migliore. Anche quello di "Tua Mamma Nonricordocosa" non è male, ed è l'esatto contrario.
Led Zeppelin, we're coming to get ya, and we're phokkin cloUse.
 
The Arcs - Electrophonic Chronic (Full Album) 2023 anche se la copertina fa schifo sono curioso d'ascoltare cosa fanno, magari è interessante
 
Un Chien Andalou (1929) - cortometraggio completo tutto da capire o forse meglio il muro di mistero ?
 
 
Bardo Pond ‎– Bufo alvarius, amen 29:15 (1995) FULL ALBUM ecco per essere cattivo potrei asserire che soltanto con "Amanita" e questo possono giustificare la loro esistenza altrimenti assai piatta
 
 
"L'angelo sterminatore" (El àngel exterminador) di Luis Buñuel, Messico 1962 - Drammatico 95' - b/n
"L'angelo sterminatore" che sia una parabola della condizione umana?
Luis Buñuel: "Sulla condizione borghese, meglio.
Fra operai non sarebbe la stessa cosa, sicuramente ci sarebbe una soluzione all'essere rinchiusi.
Per esempio, in un quartiere operaio un uomo battezza sua figlia, riceve 50 amici per una festa e alla fine non possono uscire...
Io credo che in qualche modo troverebbero l'uscita.
Perché?
Perché un operaio è più abituato alle difficoltà concrete della vita."
"L'angelo sterminatore", titolo che Buñuel rubò ad un amico che ne stava scrivendo una commedia e che, a sua volta, l'aveva mutuato dalla Bibbia (Apocalisse), inizialmente avrebbe dovuto chiamarsi "Los naufragos de la calle de la Providencia".
Probabilmente, si tratta dell'opera più esplicita del regista spagnolo.
Un film "senza significati", come una didascalia iniziale inserita in alcune edizioni (francese e italiana) tiene a ribadire Buñuel, "Se il film che state per vedere vi sembra enigmatico, o incongruo, anche la vita lo è.
È ripetitivo come la vita e, come essa, soggetto a molte interpretazioni."
Buñuel dichiara di non aver voluto giocare su alcun simbolo, almeno coscientemente.
Forse la migliore spiegazione per "L'angelo sterminatore" è che non ce n'è nessuna.
"Qualche volta mi rammarico di aver girato "L'angelo sterminatore" in Messico", afferma Buñuel, "Lo avrei immaginato meglio a Parigi o a Londra, con attori europei ed un certo lusso negli abiti e negli accessori.
A Città del Messico, malgrado la bellezza della casa, malgrado tutti i miei sforzi per scegliere attori che non ricordassero il Messico e basta, ho dovuto affrontare una certa miseria in fatto di qualità.
Mostrando solo un tovagliolo, per esempio, che poi apparteneva alla truccatrice che me l'aveva prestato.
Nella vita come nei film, sono sempre stato attirato dalle cose che si ripetono.
Non so perché e non cerco di spiegarmelo.
Nel "L'angelo sterminatore" ci sono almeno una decina di ripetizioni.
Per esempio due uomini che qualcuno presenta e che si stringono la mano dicendo: 'Felicissimo'.
Un attimo dopo si incontrano e si presentano di nuovo come se non si conoscessero affatto.
Una terza volta infine si salutano calorosamente come due vecchi amici.
A due riprese, ma sotto un'angolatura diversa, si vedono gli invitati entrare nell'atrio e il padrone di casa chiamare il maggiordomo.
Finito il montaggio, Gabriel Figueroa (il capo operatore e fotografo), mi prese in disparte e mi disse: 'Louis, è successo qualcosa di grave'.
'Cosa?'.
'La sequenza di quando entrano in casa è stata montata due volte'.
Come ha potuto pensare, anche per un attimo, proprio lui, che aveva girato le due sequenze, che uno strafalcione del genere fosse potuto sfuggire al montatore e a me stesso?
"L'angelo sterminatore" è uno
 
Sleeping Beauty OST - 02 - Hail to the Princess Aurora Ascoltare la colonna sonora della Bella Addormentata mentre si va a lavoro ha qualcosa di glorioso
 
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ehm, un po’ di neve a Separadorgiu…
 
 
Genesis-Get Em' Out By Friday La canzone più brutta di ogni disco dei Genesis, anche di quei dischi dove "più brutta" sarà un termine molto relativo per dire "quella leggermente meno stupenda delle altre", altrimenti che gusto c'è. Ragazzi, qui ne ho messa una a caso, mi sono arreso. Qui proprio mi sono arreso. Per me è un disco perfetto questo, IL disco dei Genesis in un certo senso. Nemmeno per giocare se ne potrebbe trovare una da mettere veramente...