Electric Light Orchestra
- In Old England Town (Boogie No 2) (2003 Remaster)
Interessanti i primi due dischi! Purtroppo già dal terzo album Face the music si arriva al polpettone pop.
 
 
 
 
Electric Light Orchestra - Queen of the Hours
 
 
L 'ERA DEI GALLINACCI, ovvero L' EPOPEA DEGLI YARDBIRDS... (3)

Da Blow Up...

Jeff Beck and Jimmy Page(The Yardbirds) 1967.mpg
 
 
 
 
 
 
Frankenstein . Edgar Winters Group . 1973 ...grandi segoni progressisti...
 
 
come fate a preferirgli "motocross"? Ivan Graziani - Il topo nel formaggio
 
 
Riprendendo la geniale idea di @[Martello], mi permetto di fare una sorta di "tributo" ad un grande artista quale fu Pino Daniele, ossia una classifica di gradimento dei suoi album (fermandomi a Mascalzone Latino del 1989) dal peggiore al migliore...

N°1: "Nero A Metà" (1980)
Attenzione, signore e signori: pietra miliare. Eccoci giunti al gradino più alto del podio, ossia il picco più alto toccato da Daniele in ben 37 anni di carriera, tra alti e bassi. Oltre ad essere il massimo capolavoro di un Pino Daniele in perfetta forma, è anche quello del supergruppo che all'epoca lo accompagnava. Semplicemente spettacolare, un disco del genere lo si fa una sola volta in tutta la carriera. Mi fermo qua perché ormai anche su questo disco si è già stato detto tutto, ma fosse per me ne parlerei per ore...
Voto complessivo 10 (con tanto di lode)

Il capolavoro dell'album: Quanno Chiove (Remastered 2014)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Riprendendo la geniale idea di @[Martello], mi permetto di fare una sorta di "tributo" ad un grande artista quale fu Pino Daniele, ossia una classifica di gradimento dei suoi album (fermandomi a Mascalzone Latino del 1989) dal peggiore al migliore...

N°2: "Pino Daniele" (1979)
Due anni dopo il disco d'esordio, ispiratissimo ma ancora acerbo, ecco che arriva l'album della definitiva consacrazione artistica per Pino. Inizia la sua conversione verso il rock-fusion napoletano, o "Taramblù". Disco di tutt'altro spessore rispetto al precedente, non solo a livello di suoni ma anche il "livello" dei brani è proprio tutta un'altra cosa. Un capolavoro assoluto sotto tutti i punti di vista, suonato magistralmente e pieno zeppo di capolavori. Da ricordare la splendida versione live del pezzo linkato, con uno strepitoso Gato Barbieri al sassofono.
Voto complessivo 10

Il capolavoro dell'album: Chi Tene 'O Mare (Remastered 2008)
 
 
 
 
 
 
'Tales From Monographic Oceans': viaggio a braccio in un braccio di mare, tagliando gli istmi di alcune discografie (Pub-Rock 29, 15)
'Give me a pint of draught, give me some rock'n'roll': per un (breve) ripasso di un genere-non-genere che però racchiude tutto quello che vogliamo dal rock'n'roll. Sete, sudore e niente lacrime, solo divertimento: perchè la giornata di lavoro è stata dura
15. Eddie & The Hot Rods
Eddie & the Hot Rods - Beginning of the End
 
 
3°: I LUPI
Un anno dopo Ballata per 4 stagioni, album musicalmente ottimo ma con dei pezzi non ancora nel pieno stile di Ivan, arriva un album leggendario che altro non è che una bomba contenente tutte le qualità di Ivan Graziani. Aiutato dal collega e amico Antonello Venditti, Ivan tira fuori dal cilindro un disco sporco e incentrato di più sugli arpeggi virtuosi alla chitarra. Il compito di accogliere l'ascoltatore spetta alla title track e già fa capire le intenzioni del lavoro: un riff di chitarra penetrante e leggero come una piuma fa da sfondo a una storia di guerra, dove i lupi citati altro non sono che dei semplici soldati diretti sul campo di battaglia, e nel ritornello si apre rendendo il cantato violento e le chitarre più rock e dure. Dopo un'incipit del genere arriva immediatamente un altro brano duro e crudo dal titolo di Motocross:la classica storia oscura e magica che parla di questo ragazzo (forse Ivan stesso) invidiato per la sua moto che si innamora di una ragazza che alla fine ruberà il suo veicolo con altri due loschi figuri, il tutto condito con un arrangiamento rock e trascinante che catapulta l'ascoltatore accanto al nostro protagonista...non sembra per niente l'autore dell'anno precedente. La sostanza è rimasta intatta ma il modo di scrivere è cambiato totalmente. E tutto il resto dell'album rimane sui binari dei primi due brani ma allo stesso tempo prende continue deviazioni: Ninna nanna dell'uomo è di fatto un brano unico nella discografia di Ivan, sia perchè cantata in dialetto abruzzese sia per l'arrangiamento che unisce in modo sapiente il piano e la chitarra in un modo che non ricapiterà frequentemente, ma anche Lugano addio, unica ballata in tutto l'album su cui non ho intenzione di dilungarmi eccessivamente dato che più o meno di questa traccia è stato detto tutto. Preferisco invece citare Eva, storia di una prostituta raccontata con un testo il cui stile ha delle similitudini con quello di Venditti appunto, oppure Il topo nel formaggio, semplice invito a non accontentarsi ma a rosicchiare tutto ciò che c'è di buono, oppure anche Il soldo che pur essendo meno a fuoco rispetto alle due precedenti è un brano che racconta la vita con il solito fare di Ivan. Insomma sennò andiamo avanti fino a notte, I lupi è il primo capolavoro di Ivan Graziani, un album che con le sue storie di vita quotidiana e gli arrangiamenti grezzi e intensi lo rendono un lavoro fuori dal tempo, completamente distaccato dal modello cantautorale in voga quegli anni

La gemma: Motocross
 
 
 
 
 
 
Jacovitti - Jak Mandolino

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Porca vacca, la terza musica sembra una cover degli Yes.
 
 
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Le bustine sono già nella teiera e l'acqua sta per bollire: chi prende il tè coi biscottini con questo placido sottofondo?
 
 
 
 
Riprendendo la geniale idea di @[Martello], mi permetto di fare una sorta di "tributo" ad un grande artista quale fu Pino Daniele, ossia una classifica di gradimento dei suoi album (fermandomi a Mascalzone Latino del 1989) dal peggiore al migliore...

N°3: "Vai Mo'" (1981)
Quarto album di inediti, ed eccoci arrivati al podio. Eccoci arrivati al terzetto delle meraviglie '79-'81, il miglior Pinazzo di tutti i tempi, tre capolavori da massimo dei voti con lode. Un disco con un groove pazzesco, ispiratissimo nei singoli brani e nelle composizioni, a metà strada tra il blues e il jazz. Per non parlare del favoloso supergruppo, probabilmente al suo apice: non a caso, tempo dopo (2007), Pino riunì la band di questo disco per il nuovo album dell'epoca.
Voto complessivo 10

Il capolavoro dell'album: Viento 'e terra (2017 Remaster)