Grasshopper

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Johann Sebastian Bach Variazioni Goldberg
Voto:
Ho messo un "proprio" di troppo, e comunque ne approfitto per rispondere che no, purtroppo non vedo Fossati dal vivo da una vita. Questione di tasche: i concerti classici da questo punto di vista hanno il miglior rapporto qualità/prezzo possibile
Johann Sebastian Bach Variazioni Goldberg
Voto:
Non capisco che cosa ci sia di scorretto in quella mia espressione. Forse è un'affermazione un po' forte, al limite del paradosso, ma il significato era quello che ho spiegato, e che tu hai capito benissimo. Un illustre musicologo di cui non ricordo il nome (forse Roman Vlad, ma non vorrei dire fesserie) afferma che la musica deve a Bach quanto una religione al suo fondatore, ossia che certe regole vengono fissate a partire da Bach e rimarranno quelle per sempre. Questo intendevo nel dire che è barocco solo dal punto di vista della collocazione temporale. Ma sull'influenza del periodo storico sulla sua arte, e su quella di chiunque, sono pienamente d'accordo con te, e anzi ne ho anche parlato diffusamente proprio qui su debaser a proposito delle proprio delle Suites Orchestrali di Bach (se ti interessa vedi la recensione). Forse avrei fatto meglio a dire che Bach fu al tempo stesso un genio senza tempo e un genio dei suoi tempi, comunque penso che a questo punto ci siamo intesi. E comunque in ogni caso grazie di aver riportato la grande musica su debaser: ce n'era bisogno
Johann Sebastian Bach Variazioni Goldberg
Voto:
Non scherzo, e mi sembra anche di essere stato piuttosto chiaro, comunque mi spiego meglio. Certo che le composizioni di Bach FORMALMEMTE in genere sono barocche, anche se ci puoi trovare degli "unicum" mica da ridere, come il Clavicembalo ben temperato, l'Arte della Fuga e le stesse Variazioni Goldberg, che è ben difficile incasellare in un preciso periodo storico. E' CONCETTUALMENTE che la sua musica è assoluta, e si spinge ben oltre i limiti del suo tempo. Poi è ovvio che il suo genio atemporale ha trovato espressione nelle solite allemande, passacaglie, sarabande, gavotte, insomma nel repertorio dell'epoca. Ci mancava anche che si fosse messo a comporre tipici scherzi beethoveniani, poemi sinfonici wagneriani o tipiche fantasie schumaniane... Ma più della forma è importante il contenuto, e quello lo puoi plasmare nelle forme più attuali, cosa piuttosto improponibile per es. con un Telemann, che pure è contemporaneo di Bach, è già abbastanza ardua con un Handel, altro contemporaneo: uno dei pochi a riuscirci in modo convincente è stato Keith Jarrett con la versione pianistica delle sue suites, di cui esiste qui su debaser un'ottima recensione (non mia)
Johann Sebastian Bach Variazioni Goldberg
Voto:
Lo ha già accennato Corifeo, ma rilancio. Direi che Johann Sebastian Bach è barocco solo perché è nato nel 1685. In realtà la sua musica, salvo poche eccezioni, è atemporale, assoluta nel senso etimologico del termine, e come tale si presta ad essere suonata con qualsiasi strumento. Glenn Gould, insieme alla sempre sottovalutata Rosalyn Tureck, hanno ampiamaente dimostrato che il pianoforte va benissimo (per la cronaca anch'io preferisco nettamente la versione gouldiana del 1981 a quella del 1955). Ma c'è anche chi ha proposto Bach in versione jazz (Swingle Singers, Trio Louissier, e perfino i Jethro Tull, che pure non sono una formazione jazz) e i risultati sono più che apprezzabili. Non mi sorprenderebbe che Bach potesse reggere senza troppi stravolgimenti anche l'urto di un'interpretazione in salsa hard rock o funky-soul: le sue architetture musicali sono praticamente indistruttibili, e non a caso conservano la loro modernità dopo 300 anni. Se si vuole essere storicamente rigorosi comunque non c'è dubbio che lo strumento più adatto per apprezzare Bach "com'era" è il clavicembalo. Anche per questo strumento esistono interpretazioni memorabili: da quelle storiche di Wanda Landowska (integralista: mai lo avrebbe suonato per pianoforte !) a quelle più recenti di Gustav Leonhardt, Ton Koopman e Bob Van Asperen, a cui aggiungerei l'ottima quanto dimenticata Christiane Jaccottet. Non conosco questa di Ottavio Dantone, ma mi danno fiducia alcune sue eccellenti interpretazioni barocche come direttore d'orchestra (Concerti Grossi di Corelli, per es.).
Bruce Springsteen Working On A Dream
Voto:
Per citare un'espressione già letta da qualche parte, mi sembra di capire che anche il vecchio Boss, sulla cui onestà artistica ed intellettuale neanche io nutro dubbi, si stia comportando come un esperto cuoco che ormai sa preparare solo un certo tipo di piatto e, non appena ha a portata di mano qualche ingrediente passabile, ce lo rifila con l'usuale maestria. Tutto ciò, oltre all'usuale valore della recensione, mi invita a verificare se anche questa volta la ricetta è riuscita. A dire il vero quelle chiamate "Devil's Dust" e soprattutto "Magic" mi sembravano piuttosto sciape, ma comunque sempre decorose
Wolfgang Amadeus Mozart Concerti per Violino N°3 & N°5
Voto:
A volte i vitupearti "doppioni" di debaser, peraltro rarissimi nel campo della musica classica, hanno il merito di guidare verso recensioni sulla stessa musica che, chissà perché, all'epoca ci erano sfuggite. E in casi come questo perderle per sempre sarebbe stato davvero un peccato P.S. Su Diana Krall se ti interessa vedi mia recensione, mi pare per ora unica
Wolfgang Amadeus Mozart The Violin Concertos / Sinfonia Concertante
Voto:
Praticamente sottoscrivo al 100% ciò che ha detto Contemplazione, con la trascurabile differenza che i miei preferiti sono a pari merito il K 219 e il K 216, con il K 218 subito a ruota. Curioso il parallelismo tra i 5 concerti per violino di Mozart e i 5 concerti per pianoforte di Beethoven: in entrambi i casi gli ultimi tre sono di livello superiore ai primi due, ma mentre nel caso di Beethoven tra gli uni e gli altri c'è un notevole lasso di tempo, in questo caso si tratta di opere composte tutte nello stesso anno. Ma da un genio come Mozart è lecito attendersi anche un'evoluzione così repentina. Oltre alle già citate esecuzioni, suggerisco quella, meno nota e non recentissima ma deliziosa, dell'ottimo Josef Suk con l'Orchestra da Camera di Praga. L'Andante della Sinfonia Concertante basterebbe da solo a demolire l'ormai logoro cliché dell'"allegro Mozart", ammesso che si sia ancora qualcuno che giudica Mozart frivolo e leggero: la sua malinconia spalanca profondità preromantiche, oserei dire pre-schubertiane.
Ivano Fossati Dal Vivo, Volume 1: Buontempo
Voto:
Si può dirlo sì che è uno dei live più riusciti del cantautorato italiano, anzi lo sono sia questo che il secondo, e se è possibile ancora di più il terzo (del 2005, detto "Tour acustico"). Suono naturale, ma curato in ogni minimo dettaglio. Come l'altrettanto eccellente "Concerti" di Paolo Conte, ha il potere di ricreare perfettamente su disco l'atmosfera del teatro, che personalmente preferisco di gran lunga a quella dei live da stadio o da Palasport
Orietta Berti Io, tu e le rose e altri successi
Voto:
Vortex, quello che hai dato (amare l'amore e odiare l'odio) mi sembra un'ottima definizione di buonismo, ma non c'entra nulla con quello che a me piacerebbe ci fosse nelle discussioni, sia in Tv sia su debaser, sia ovunque, che si chiama semplicemente buona educazione. Tipo (per fare un esempio a caso) non dare del demente a chi non ha il tuo stesso atteggiamento nei confronti di qualcun altro. Poi, naturalmente, padronissimo di non soffrire la buona educazione: in Italia non è affatto amata, neanche (anzi direi soprattutto) nei piani alti del potere
Bryan Adams Reckless
Voto:
Puro e onesto rock'n roll, appunto. Niente di più, a parte due picchi qualitattivi che più diversi non potrebbero essere: la languida "Heaven" e la serrata "Run to you".