Grasshopper

DeRango : 5,88
DeEtà™ : 7972 giorni • Qui dal 11 agosto 2004
Elton John Elton John
Voto:
Caro TinyBnaks, ci ho pensato più volte a fare una recensione su quel mio illustre (ahimé) concittadino che hai citato (e che a me fa un po' ribrezzo perfino nominare), ma ciò comporterebbe di ascoltare almeno una volta un suo disco, e di farlo per intero. La vita è breve e non deve essere sprecata in questo modo. E poi come farei a non infarcirla di insulti o parolacce ? No, per le stroncature ci vogliono i professionisti come Punisher e/o LestoBang (che poi forse è lo stesso Punisher, comunque ha uno stile quasi identico).
Elton John Elton John
Voto:
Se Denver si riferisce all'Elton John attuale o a quello degli anni '90 potrebbe avere anche ragione, ma qui si parla di quello del 1970, che faceva molto fumo ma bruciando del succulento e sostanzioso arrosto. In ogni caso rifarsela con me, che non ho certo esaltato più del lecito il vecchio Reginald, anzi ne ho criticato il lato umanamente più discutibile, non ha alcun senso.
Fabrizio de André Tutti morimmo a stento
Voto:
Questo disco non solo è un capolavoro ma (forse proprio per questo) ha il dono di ispirare eccellenti recensioni. E' già la seconda o terza notevole che leggo, mentre in genere i doppioni o triploni aggiungono poco o nulla a quanto è stato già detto. Evidentemente un'opera del genere offre un'infinità di spunti su cui argomentare.
The Alan Parsons Project The Instrumental Works
Voto:
Sì, ce l'ho anch'io e condivido le perplessità di Joe Cavalli sulla scelta dei brani. Si poteva mettercene di più e soprattutto di migliori. Più accurata la recensione della raccolta
Genesis ... And Then There Were Three
Voto:
P.S. Tra le cose notevoli dimenticavo "The Burning Rope", forse il più evidente segno di continuità con le grandi suites dei vecchi Genesis
Genesis ... And Then There Were Three
Voto:
E' evidente che per Stipe il disco ha un valore sentimentale che va oltre l'analisi del suo contenuto, che anche se non eccezionale è comunque decoroso. C'è perfino qualche punta di eccellenza, e in questo concordo in pieno con quelle segnalate da Meurglys. Coerente con il 3 che detti a suo tempo quando recensii questo disco, anche se mi ricordo che all'epoca qualcuno s'incazzò perché avrebbe voluto che lo stroncassi brutalmente con un 1. Via, non esageriamo, l'1 lasciamolo a Masini o Ramazzotti, anche se sicuramente i Genesis in passato hanno fatto molto di meglio.
Thelonious Monk Brilliant Corners
Voto:
Thelonious Monk è un enigma di cui per fortuna non si trova mai la soluzione, ma in compenso non si vorrebbe mai smettere di cercarla. Quelle note che sembrano sempre fuori posto, ma che ascolto dopo ascolto si rivelano incastrate secondo un disegno preciso incomprensibile per gran parte dei suoi contemporanei, forse perché straordinariamente in anticipo sui tempi... tutto ciò è unico
Phil Collins ...But Seriously
Voto:
Oggi batto cose incerdibili : prima "non ha caso" ora "ciè" che sarebbe "c'è"
Phil Collins ...But Seriously
Voto:
E' vero, viene spontaneo dare a Phil Collins tutti i demeriti della svolta canzonettistica dei Genesis (che poi ha dato comunque luogo a risultati decorosi, specie rispetto a quello che cìè in giro ora) perché era quello più in vista, in qualità di cantante, "front-man" e presunto leader. E' più verosimile che sia stata una scelta condivisa, per la quale sicuramente Phil Collins ha fatto pressioni sugli altri, ma che all'atto della realizzazione ha avuto bisogno del contributo essenziale di Tony Banks (incredibile la sua metamorfosi da compositore di lunghe suites barocche a "canzonettaro" nel giro di un anno, cioè da "Wind And Wuthering" a "And Then There Were Three"), più ancora che di Mike Rutherford, il cui contributo compositivo, come quello di Phil Collins, non è mai stato notevole.
Phil Collins ...But Seriously
Voto:
Tony Banks e Mike Rutherford hanno senz'altro assecondato la svolta easy-listening dei Genesis. Senza il loro contributo non sarebbero potuti nascere dischi come "And then there were three", "Duke" o "Abacab", non tanto privi di inventiva melodica ma totalmente privi di quella libertà espressiva che andava ben oltre lo schema della canzonetta radiofonica da 3-4 minuti. Del resto il contributo compositivo di Phil Collins al gruppo è stato sempre piuttosto scarso, e da solo non avrebbe potuto comporre le famigerate "canzonette". Però basta leggere una qualsiasi biografia dei Genesis (es. quella accuratissima di Mauro Giammetti) per accorgersi che la spinta propulsiva verso forme più semplici rispetto alle elaborate suites dei tempi d'oro è venuta soprattutto da Phil Collins. Resta innegabile che dischi pop di questo livello, e soprattutto suonati in questo modo, ormai non se ne fanno più.