Grasshopper

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Alunni del Sole Raccolta di successi
Voto:
Il 2 ha appunto puro valore affettivo: razionalmente sarebbe un 1
Alunni del Sole Raccolta di successi
Voto:
Da bambino mi piacevano, e se non altro questa recensione ha il merito di avermi fatto ricordare il mangiacassette dalla voce gracchiante, con tanto di microfono, con il quale "catturavo" in qualche modo, da una radio altrettanto gracchiante, le leggendarie Hit Parade di Lelio Luttazzi, che spesso e volentieri contenevano le loro canzoni. Allora ancora non sapevo, e non potevo sapere, che in quegli stessi anni stavano dando il loro meglio la Premiata Forneria Marconi, il Banco del Mutuo Soccorso e le Orme, lasciando stare gli Area o i Perigeo, che fanno parte di un altro mondo, e rimanendo nel ristretto campo del progressive italiano. Certo di fronte a questi gruppi (per non parlare di quelli stranieri) gli Alunni del Sole rimangono soltanto un dolce ricordo d'infanzia, e il loro valore è puramente affettivo. Grazie comunque di avermi riportato a quei tempi.
Ivan Graziani Nove
Voto:
Ti rispondo qui perché parlare di Ivan Graziani in una recensione di Vivaldi non ha senso. Grazie di che ? Ma ci mancherebbe, anzi sono io che caso mai devo scusarmi di certe espressioni che mi sono scappate, come "cantori della banalità", e "lodi insulse di questi pupazzi", anche se non erano rivolte personalmente a te, ma dette così in generale. Mi sembra che dalla tua, nonostante il valore davvero infimo dei personaggi che difendi, ci sia un'assoluta, quasi ingenua buona fede, e non riesco a pensare che tu sia il solito fake che si diverte a prenderci tutti per il culo. Credo di capire perché Ivan Graziani ti ispira più di altri cantautori: canta vicende legate alla vita di tutti i giorni, e con un linguaggio semplice e diretto, anche se spesso molto ironico. Ma fossi in te non mi farei spaventare dall'apparente cerebralità di altri cantautori, ritenuti a torto "politicizzati" solo perché in una carriera di quarant'anni hanno composto tre o quattro canzoni impegnate. Classico esempio Francesco Guccini: può sembrare strano ma ha scritto molte più canzoni sentimentali, o comunque esistenziali, che di protesta. Tornando a Ivan Graziani, pensa un po': sembra che noi due siamo musicalmente agli antipodi, e invece considero la melodia di "Olanda" una delle sue più ispirate in assoluto. Insieme a "Firenze (canzone triste)" direi che è il miglior pezzo dell'ottimo "Viaggi e intemperie", che aggiungo ai consigliati per telespallabob
Ivan Graziani Nove
Voto:
Mi unisco a Cacchione nella piaceviole sorpresa, e al tempo stesso invito Romeo (se non lo ha già fatto) a leggere la mia risposta, spero pacata ed esaustiva, alle sue comprensibili rimostranze (v. Quattro Stagioni di Vivaldi). P.S. Vuoi vedere che l'ineffabile Romeo, partendo da Alexie e mancate cassiere dell'Esselunga, passando per l'inossidabile Fidenco e quindi per l'ottimo Ivan Graziani, ci sorprende con un crescendo rossiniano e tra qualche mese lo troviamo a disquisire di jazz anni '50, rock psichedelico o progressive e (perché no ?) anche musica classica ? Boh... se son rose fioriranno. Comunque i migliori albumi di Ivan Graziani per me sono altri: soprattutto "Agnese dolce Agnese" e "Pigro"
Antonio Vivaldi Il Cimento dell'Armonia e dell'Inventione (parte 1)
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@Romeo1985: prima di tutto non c'era nessun riferimento personale in ciò che ho detto sugli strenui difensori dei prodotti commerciali imposti (più che proposti) dalla TV. Mi sembra ce ne sia più di uno, anche se sicuramente ne fai parte a pieno titolo. Come avrai notato mi sono sempre guardato bene da sparare facili 1 + 1 (o peggio ancora insulti) alle tue recensioni su questi "artisti", sia perché in te vedo una passione sincera, sia pure ai miei occhi assolutamente immotivata, per quello che difendi così eroicamente, sia perché degli "artisti" che proponi conosco poco e niente, a parte i tormentoni che radio o TV ci rifilano quotidinanamente, e non è mio costume stroncare a priori un intero disco (per es.) di un Tiziano Ferro, avendone sentito solo un brano, anche se spaventosamente piatto e banale. Lasciami però almeno dire che non capisco quale sia la necessità di proporre anche su un sito per musicofili come debaser un tipo di "musica", se proprio vogliamo chiamarla così, che può usufruire già di enormi e potentissimi canali di propaganda, e che anzi in certe sedi, come alcuni programmi televisivi, è praticamente l'unica offerta "musicale" reperibile. Per me puoi continuare tranquillamente a deliziarci sulle magnificenze delle tue Syrie, Alexie, Giorgie, Elise e tutte le sante del calendario: non verrò mai ad insultarti nè a darti 1 + 1. Ti consiglio solamente, se ti va, di ampliare un pochino i tuoi orizzonti musicali, evitando di privilegiare solo quello che riscuote enormi successi di massa. Ti assicuro che il meglio è altrove, e ce n'è davvero in grande abbondanza.
Antonio Vivaldi Il Cimento dell'Armonia e dell'Inventione (parte 1)
Voto:
P.S. Non vorrei passare per un fan di Giovanni Allevi, ma penso che se evitasse di montarsi troppo la testa (in senso figurato, senza riferimento alla pidocchiera che porta sul cranio) e invece di ritenersi un autore classico (letta intervista sul Venerdì di Repubblica in cui diceva che anche Mozart, come lui, non venne capito subito... sic) il suo POP PIANISTICO in sè per sè sarebbe piuttosto gradevole, e potrebbe fare da utile trampolino di lancio verso la vera musica classica per chi non l'ha mai ascoltata. Peccato che per ora il personaggio sta avendo la meglio sull'artista
Antonio Vivaldi Il Cimento dell'Armonia e dell'Inventione (parte 1)
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E' bello vedere riaffacciarsi su debaser, dove capito sempre più di rado, quella che Pollini chiama "musica d'arte", per distinguerla da quella "di consumo". Maurizio Pollini, un po' come Uto Ughi, è un tipo cazzoso, elitario e selettivo, che non fa sconti alla musica leggera, e dal suo punto di vista bisogna capirlo: è mai possibile infatti che un qualsiasi carciofo magari privo di voce ma con un bella capigliatura, inventato da un'apposita trasmissione e poi consacrato in un'altra, debba guadagnare in un sol botto più di tutto quello che questi due maestri, che nel loro genere sono star internazionali, riusciranno a raggranellare in tutta la loro onorata carriera ?. Peccato che con questo atteggiamento snobistico Ughi (e con lui Pollini) finiscono per commettere l'errore di buttare nello stesso calderone Fabrizio De André e gli innumerevoli "nuovi fenomeni" sfornati di continuo a partire dal nulla, ad uso e consumo del popolo bue che ringrazia, ingurgita e (non contento) ultimamente manda anche qui su debaser qualche eroico cantore della banalità, disposto a farsi ricoprire da enormi palate di letame pur di non cedere di un millimetro nelle insulse e sperticate lodi di questi pupazzi, non di rado definiti "artisti" (ma allora sono artisti anche Mastro Lindo o Activia... in fondo anche loro sono dei prodotti, no ?). Ben venga quindi una sana (e ben fatta) recensione di Vivaldi, a dispetto di tutte le segreterie telefoniche e suonerie di cellulari che vorrebbero volgarizzarlo, ma non ci riusciranno mai, anche se per quanto mi riguarda all'arcinoto motivo iniziale della "Primavera" preferisco due movimenti giustamente citati: la pirotecnica "tempesta", terzo movimento dell'"Estate, che non solo è pre-impressionistica ma anche pre-beethoveniana (Sinfonia n° 6 "Pastorale"), e il secondo dell'"Inverno", un quadretto ovattato che non sfigura al confronto con l'onomatopeico "Des pas sur la neige", preludio di Debussy scritto circa due secoli dopo. Magari saranno esagerati quei critici che definiscono questi concerti "la massima espressione della musica figurativa mai apparsa sulla Terra", ma certamente siamo di fronte ad un grande esempio di musica "seminale", ricca di soluzioni di modernità inaudita per l'epoca. Peccato che non si possa dire altrattanto di tutta la sterminata produzione concertistica di Vivaldi, ma è chiaro che in più di 500 concerti (senza contare quelli andati perduti) è impossibile mantenere questo standard qualitativo.
The Beatles Abbey Road
Voto:
Va bene, padronissimo di provare una sensazione del genere. Effettivamente riguardandole bene non sono certo tra le riflessioni più originali che mi siano venute, ma l'intenzione (quella di placare gli animi) era buona, e a giudicare dalla polemica Beatles contro Pink Floyd, a quanto pare qualcuno non è per niente al corrente di quelli che per te sono luoghi comuni.
Maurice Ravel Musica orchestrale
Voto:
Va bene, d'accordo, ma posso almeno avere il piacere di affermare senza se e senza ma che il Barbaresco d'annata è sicuramente di qualità superiore al vino novello, o invece devo essere per tale ragione tacciato di snobismo o di "elitarietà", pur non essendo, come ho già detto, un intellettuale ? Lascio ben volentieri ad altri il compito, questo sì davvero incorreggibilmente snob, di esaltare il gusto medio, specie quello italiano.
The Beatles Abbey Road
Voto:
Hymnen, vuoi novità ? Di che genere ? Perché le cerchi in una recensione di un disco di 40 anni fa ? La mia morale è troppo ovvia ? Mettiamo pure che lo sia, ma secondo te è meglio spegnere le polemiche dimostrando (o cercando di dimostrare) che sono infondate, oppure aizzare la gente ad insultarsi con commenti assoluti, lapidari e incontrovertibili ? Secondo me meglio la prima. So che per te è un po' scontato, e quindi aggiungo un consiglio: attento ai venti da nord est. In gennaio sono davvero molto gelidi, ma anche in febbraio non scherzano. Comunque fossi in te rivaluterei Cappuccetto Rosso: non sarà proprio una novità come quelle da te agognate, ma è una fiaba molto attuale, con tanto di "riferimenti non troppo celati ad argomenti come violenza e cannibalismo". Almeno così dice Wikipedia: io naturalmente non lo sapevo.