Grasshopper

DeRango : 5,88
DeEtà™ : 7973 giorni • Qui dal 11 agosto 2004
Dexter Gordon Our Man In Paris
Voto:
La mia uscita sulla biblioteca me la potevo anche tenere, comunque faccio ammenda, e sia ben chiaro che non voglio incoraggiare nessuno a "rovinare le case discografiche", tanto più che nella mia collezione di 1950 CD per ora solo circa un quinto sono masterizzati
Bill Evans Turn Out The Stars
Voto:
Quanto Bill Evans ho ancora da scoprire...
Dexter Gordon Our Man In Paris
Voto:
Stavo per prenderlo in prestito in una delle fornitissime biblioteche della mia zona, vera fonte di dischi di qualità. Dopo aver letto questa eccellente recensione il disco non ha quasi più misteri: resta solo da prenderlo al volo e (si può dire ?) duplicarlo
Keith Jarrett The Carnegie Hall Concert
Voto:
Da trovare assolutamente, possibilmente per vie traverse (i dischi ECM prosciugano il portafoglio). Recensione "as usual", come direbbe sfascia carrozze (ma questa volta non l'ha detto)
Sting The Soul Cages
Voto:
Ringrazio per la segnalazione dell'anno sbagliato (in effetti ho messo l'anno di "Nothing like the sun") e sono felice di risentire la rocciosa voce del vecchio Pietro. Al fan di Zucchero vorrei dire che il testo l'ho già messo io nel link apposito, ma mi sembra più adatto per farsi due risate che per rimanere stupiti di cotanta poesia...
Sting The Soul Cages
Voto:
Birbabirba, se dici che ti ripeti vuole dire che (come qualche migliaio di persone sospetta) sei Bisius, visto che ancora non mi avevi adulato neanche una volta, mentre Bisius ormai lo fa da un pezzo e in maniera veramente esagerata (tutte le volte arrossisco). Sapevo che con Sting avrei incontrato molti dissensi, ma continuo a pensare che fino a questo disco si sia espresso su buoni livelli. Poi il personaggio è quello che è, non brilla certo per simpatia, ma questo non c'entra niente con la sua musica. La sua parabola discendente è nota a tutti, anche se io parlerei più di una grigia mediocrità (dischi da 2/3) che di orrori veri e propri come certi critici.
Inti Illimani La Nueva Cancion Chilena
Voto:
"La musica andina, che noia mortale... sono più di vent'anni (o trent'anni ?) che si ripete sempre uguale" cantava Lucio Dalla qualche lustro fa. Non sono mai stato d'accordo, anche se di questo genere conosco solo gli Inti Illimani. Il fascino dei loro flauti di canna e dei loro chitarrini dai nomi esotici (citati nella recensione) dovrebbe portare a superare largamente il condizionamento politico (se uno ce l'ha, ovviamente). A me stanno pure simpatici per quello: essere comunisti è molto demodé, e io da buon antiquario amo le cose antiche e desuete.
Charles Mingus The Black Saint And The Sinner Lady
Voto:
Preso... per vie traverse, ma preso. Avete ragione: è un capolavoro, meglio dello stesso "Oh Yeah", che ho celebrato in questa sede
Luca Carboni Intanto Dustin Hoffman Non Sbaglia Un Film
Voto:
Per ragioni anagrafiche sono anch'io un residuato degli anni '80 e tendo a vedere con molta indulgenza i fenomeni anche più triti di quell'epoca. Però con Luca Carboni, che con quel "ca" ripetuto è cacofonico perfino nel nome, proprio non mi riesce, anche se questo disco contiene l'unico suo brano che non mi dispiace, "Ci stiamo sbagliando", dove c'è ancora traccia di quel sound "dalliano" che viene giustamente messo in evidenza in questa recensione, comunque ottima (il fatto che valorizzi un cantante che non mi piace non deve influenzare il giudizio sulla sua qualità)