Grasshopper

DeRango : 5,88
DeEtà™ : 7973 giorni • Qui dal 11 agosto 2004
Rino Gaetano Nuntereggae più
Voto:
Eh ? Come ? Che cosa hai scritto ora, ez ? (non so leggere)
Danilo Perez ...Till Then
Voto:
L'appetito vien mangiando... Ho appena conosciuto questo pianista attraverso il vecchio Dizzy Gillespie, ed ecco che odradek mi dice che esiste questa eccellente recensione (a suo tempo sfuggitami, dato che il nome Danilo Perez non mi diceva nulla). Una bella spinta ad approfondire la conoscenza, se anche non ci fosse altro per la versione jazz di "Gracias a la vida", canzone che da sempre mi affascina.
Rino Gaetano Nuntereggae più
Voto:
Ben4, se è possibile non vorrei essere insultato e soprattutto non vorrei essere confuso con gli stroncatori "a prescindere" che mettono 1 anche a ciò che non conoscono. Io mi limito a ridimensionare il "fenomeno Gaetano", anche perché ci sento sotto puzza di speculazione discografica e non so se all'autoironico Rino questa glorificazione un po' esagerata sarebbe piaciuta. Battisti non l'ho tirato fuori io ma il recensore, come anche Guccini, De André e De Gregori. Sia l'uno che gli altri mi sembrano di un altro genere rispetto al pur bravo Rino, ma siccome tutto viene buttato in quel gran calderone chiamato "cantautori" un confronto sorge spontaneo, e a mio giudizio è senza storia.
Pino Daniele Musicante
Voto:
Ottimo disco, anche se per me un gradino al di sotto della trilogia "Nero a metà" - "Vai mo'" - "Bella 'mbriana". Il peggio verrà molto dopo. Recensione all'altezza
Pino Daniele Ferry Boat
Voto:
Trovo esagerata l'esaltazione che se ne fa nella recensione (comunque ben scritta), ma ancora di più le impietose stroncature dei commenti. Per me è un classico album "medio", di transizione, comunque passabile. Siamo più o meno equidistanti dal Pino Daniele melenso di certi dischi degli anni '90 (da 1) e da quello ispirato e rabbiosamente blues degli album storici come "Nero a metà" (da 5).
Rino Gaetano Nuntereggae più
Voto:
Odradek, sono contento di trovarmi finalmente in leggero disaccordo con te, anche perchè essere sempre d'accordo è una noia mortale. Però allora fammi capire perché, per quello che possono valere i voti debaseriani, hai messo pari pari i miei (3 al disco e 4 alla recensione) ?
Rino Gaetano Nuntereggae più
Voto:
La sua morte precoce, come spesso succede, ha portato alla sua immensa sopravvalutazione. Se guarda con un minimo di obiettività ci accorgiamo che, tranne qualche lodevole eccezione (Aida, Mio fratello è figlio unico...) la sostanza è fatta di canzoncine carine e divertenti, ma nulla più. Siamo lontani anni luce dal valore poetico e dalla ricchezza di contenuti di quelli che tu chiami i cantautori "impegnati e seriosi", ma al tempo siamo lontanissimi dal fascino delle immortali melodie di un Battisti. Un bluff postumo ? Non esageriamo: diciamo un autore non più che decoroso, ultimamente spacciato per un genio, per ragioni di moda.
Pietro Mascagni Cavalleria Rusticana / Karajan, Cossotto, Cecchele, Martino, Guelfi, Stasio
Voto:
Oops che sbadato: precisazione inutile (c'era già scritto che era livornese)
Pietro Mascagni Cavalleria Rusticana / Karajan, Cossotto, Cecchele, Martino, Guelfi, Stasio
Voto:
Per un sinfonista accanito come me l'ascolto integrale di un'opera spesso è un sacrificio. Mi sono sempre chiesto perché per ascoltare tre-quattro arie ispirate ci si debbano sorbire ore di recitativo e riempitivi vari. Per non tediarmi un'opera deve essere o un capolavoro assoluto (Don Giovanni, Boheme, Turandot...) e allora può durare anche 3 ore, oppure una di queste opere veriste e molto movimentate come la Cavalleria Rusticana (o anche "I Pagliacci" di Leoncavallo, "Andrea Chènier" di Giordano). Splendida recensione (se è un esordio è col botto) e oltretutto rarissimo esempio di recensione operistica. Piccola precisazione: Mascagni "veniva da Cerignola" nel senso che da quelle parti faceva il direttore d'orchestra, ma era livornese.
Piotr Ilyitch Tchaikovsky Lo schiaccianoci
Voto:
Bene che qualcuno si sia ricordato del sempre sottovalutato Tchaikovskij. Personalmente preferisco le sinfonie (4^, 5^ e 6^ "Patetica" in particolare), o il pirotecnico Concerto n° 1 per pianoforte, o anche lo struggente concerto per violino. Però mi affascina anche la leggerezza fatata dei balletti (non solo Lo Schiaccianoci, ma anche Il lago dei cigni e La bella addormentata), frutto un'ispirazione ingenua e pura. I critici più severi bollano Tchaikovskij come "troppo melodico". Spesso per lo stesso motivo rimane fuori dai programmi dei concerti. Secondo me è una critica senza senso: la melodia non è mai troppa, purché non sia stucchevole. Tchaikovskij qualche volta lo è, ma non certo in questi balletti