Grasshopper

DeRango : 5,88
DeEtà™ : 7973 giorni • Qui dal 11 agosto 2004
Tom Waits Blue Valentine
Voto:
Bellissima recensione che non mi fa rimpiangere (quasi) per niente il fatto che era tra le mie in programma, anche se per ora non l'avevo neanche iniziata. Il disco per me è uno dei più belli in assoluto di Tom Waits, ed è consigliatissimo per chi vuole accostarsi a questo artista ombroso e antiestetico, molto più di altri capolavori un po' ostici come "Rain Dogs" o "Franks Wild Years", che possono scioccare chi non ha mai sentito Tom Waits.
Pink Floyd The Dark Side Of The Moon
Voto:
Un po' troppo accanimento ai danni di questa recensione, che invece in senso oggettivo sarebbe passabile. Si è visto molto di peggio. Il problema è che ormai è la terza o la quarta, e per di più su un disco che forse conosce perfino qualche fan di Max Pezzali, sul quale è già stato detto tutto e il contrario di tutto, e quindi è difficile aggiungere qualcosa
Paolo Conte Parole d'amore scritte a macchina
Voto:
P.S. Mi trovo in disaccordo solo su un punto: "Una faccia in prestito", mi sembra molto di più di un disco più che buono, ma ha una varietà di idee paragonabile solo a quella di "Aguaplano", sia pure con qualche lievissima pecca. Quanto al sogno chiamato "Razmataz" sarà pure mancato, ma comunque non di molto, e si trattava in effetti di un progetto molto ambizioso. Il che si traduce nel 5 dato ad "Una faccia in prestito" e nel 4 dato a "Razmataz" nelle mie rispettive recensioni
Francesco Guccini Stanze di vita quotidiana
Voto:
Io credo che queste partecipazioni siano segno di autoironia più che di rincoglionimento: Guccini è uno che, pur dicendo cose serissime e a volte impegnative, non si è mai preso troppo sul serio. Chiunque sia stato ad un suo concerto sa che tra una canzone e l'altra, magari di quelle esistenziali che mettono i brividi tipo "Canzone quasi d'amore" o "Canzone delle domande consuete", ci infila un intermezzo con battute da osteria, e in un disco c'è perfino una testimonianza incisa ("I fichi") di questo aspetto del nostro grande cantautore-narratore, serioso sì ma solo fino ad un certo punto
Paolo Conte Parole d'amore scritte a macchina
Voto:
Dimenticavo: recensione perfetta, esaustiva e particolareggiata come piace a me. Non solo 5 ma la metto tra le consigliate
Paolo Conte Parole d'amore scritte a macchina
Voto:
Disco davvero strano, uno dei pochissimi dell'Avvocato in cui qualcosa non mi convince (l'esperimento di sintetizzatori di "La canoa di mezzanotte", "Il maestro" con la sua introduzione e il successivo coro da parodia di opera verdiana, certe involuzioni della melodia in "Eden" e "Un vecchio errore"). Un disco solo bello e non bellissimo, il che per uno che ci ha viziato con capolavori a raffica sembra un mezzo passo falso, anche s enon lo è.
Giorgio Gaber Far finta di essere sani
Voto:
Finalmente la mia recensione su Gaber, rimasta sola per più di un anno, trova una compagna, un'ottima compagna, degna di un disco epocale e fondamentale. Considerato che Jovanotti su questo sito ha 5 o 6 recensioni, tra cui perfino qualcuna che lo prende sul serio, di strada ce n'é da fare parecchia, però intanto...
Francesco Guccini Stanze di vita quotidiana
Voto:
Se le canzoni si giudicassero solo dai concetti contenuti e dalle parole usate per esprimerli, probabilmente sarebbe uno dei più bei dischi mai prodotti dai nostri cantautori. Purtroppo, o meglio per fortuna, c'è anche la musica, e qui mi sento di sottoscrivere Ajeje. I danni prodotti da Pier Farri qui sono ancora più evidenti che in "Radici": una ballata seria e riflessiva come "Canzone delle osterie fuori porta" non la puoi rivestire di marimbe, congas e carnevalate del genere, tanto per fare un esempio. Ottima recensione
Bruce Springsteen The River
Voto:
A difesa del "fracchione" di cui parla Enea (che poi sarebbe puntinicaz) va detto che nelle ultime due recensioni su Bruce Springsteen (Darkness on the edge... e questa, almeno per ora) si è astenuto dalle solite sfuriate tipo "Bruss = cacca" e simili. Il che va a suo favore, e spero di avere in qualche modo contribuito anch'io, quando tempo fa gli consigliai di ignorare le recensioni su Springsteen. Per il resto, che dire ? Questo, insieme a "Born to run" è il massimo risultato raggiunto da Bruce, e merita una recensione così appassionata
Edoardo Bennato Sono solo canzonette
Voto:
O è il 4 il numero alla moda ? Ma forse neanche il modesto Bennato si meritava un delirio numerico di questo genere. Mi sento molto infantile e ciò alla mia veneranda età non è buono, perciò mi ritiro nel mio guscio extradebaseriano fino alle 8 di domattina (come sempre, ahimè). Sto già destando sospetti di eccessivo attaccamento al lavoro. Ciao Enea.