Grasshopper

DeRango : 5,88
DeEtà™ : 7973 giorni • Qui dal 11 agosto 2004
Franco Fanigliulo Io e me
Voto:
Un grazie per avermi fatto ripescare da qualche piega nascosta della memoria il buon Fanigliulo, e tra l'altro tra l'altro con un'ottima recensione. Non sono in grado di valutare il disco: conosco solo quel nonsense spassoso, ma anche velenoso, che si chiama "A me mi piace vivere alla grande". Non sapevo che fosse anche andato a Sanremo: troppo spiritoso per quel palcoscenico. Avevo sentito invece della morte precoce, lo stesso destino di Ivan Graziani, un altro che aveva il dono dell'ironia, che evidentemente lassù non piace
Paolo Conte Paolo Conte
Voto:
Io non prendo impegni, perchè poi prima di mandare una recensione ci penso e ci ripenso (e in più in questo periodo non trovo neanche tempo per scriverne, e sono a secco da 10 giorni), però uno tra "Un gelato al limon" e "Appunti di viaggio" non mi dispiacerebbe, anche se sarebbe già la mia quinta recensione contiana. Vediamo un po' che succede...
Fabrizio De André Volume 1
Voto:
Ajeje, il sale della vita è la diversità di opinioni, non per nulla dittatori e aspiranti tali cercano di annullarla. Ti trovo come unico sostegno nel ridimensionare un po' il valore della "Voce del padrone" di Battiato (anche se la tua semi-stroncatura mi pare leggremente severa: io sono per un 4) e mi trovo invece in totale disaccordo su questo giudizio sul Vol. 1 di De André. La musica per questo grande poeta è diventata gradualmente sempre più importante, fino a gioielli come "Creuza de ma" e "Anime salve" , ma qui siamo ancora vicini agli esordi e la sua funzione è relegata ad un sottofondo, su cui si stagliano nette e potenti le parole. Ciò nonostante è tutt'altro che sgradevole: certe ballate per chitarra acustica come "Si chiamava Gesù" e "Canzone di Barbara" hanno un bel suono, essenziale ma limpido, e la tromba che abbellisce "La stagione del tuo amore", citata anche nella recensione, è una bella sorpresa, specie per l'epoca. Anche l'ambientazione medievale, con tanto di corno e clavicembalo, in "Carlo Martello" è un po naif, ma non da buttarsi via. Insomma ritenere mediocre o la massimo discreto (3) un disco del genere solo per via di qualche ingenuità musicale mi sembra veramente eccessivo. D'accordissimo su "Spiritual", unica macchia di questo grande capolavoro.
Franco Battiato La Voce Del Padrone
Voto:
Massimof, non giochiamo a non capirci. Che il disco sia bello è fuori discussione, e io l'ho ascoltato migliaia i volte. Secondo me semplicemente non è così fenomenale come farebbe pensare il suo successo a macchia d'olio. Le componenti del successo a volte sono anche irrazionali: io penso che esistano dischi senz'altro all'altezza di questo ("L'imboscata") o addirittura migliori ("Gommalacca"), che però non essendo diventati "fenomeno di costume" vengono ritenuti inferiori. Chissà, forse questo disco ha avuto il vantaggio di essere uscito al momento giusto, quando c'era un surplus di scemenze sanremesi ed estive, e di conseguenza una fame feroce di qualcosa di più intelligente, fame che magari negli anni '90 era già un po' placata.
Comunque non sono uno snob: sono solo uno che cerca di valutare il disco per quello che è, a prescindere dal suo enorme impatto sul pubblico.
Franco Battiato La Voce Del Padrone
Voto:
Caro Enea, mi dispiace di aberti ferito, sia pure involontariamente: io sono un nonviolento gandhiano e libertario (come diceva Pannella prima di rimbecillire) e odio la violenza. Ho però solo espresso una mia opinione, che ribadisco: ottimo disco, ma epocale solo per motivi imperscrutabili e poco razionali (moda, occhiali neri segno di carisma e sintomatico mistero, follia estiva del 1981 ? Boh !). Del resto tu stesso hai dottamente ed eloquentemente illustrato uno dei punti deboli del disco: la piattezza assoluta della musica di "Bandiera bianca". Io aggiungo la pretenziosità di certe parti del testo di "Sentimiento nuevo" (lo shivaismo tantrico... ?!) o l'incanto del volo degli "Uccelli" spezzato brutalmente dal riferimento alle "regole assegnate a questo sistema solare", più il surplus di citazioni canzonettistiche in "Cuccuruccucucù"... insomma qualche magagna c'è, anche se rimane sempre un disco di ottima qualità, ma quella per Battiato è un fatto ordinario. Ecco, per me questo non è affatto migliore di "Patriots" o "L'era del cinghiale bianco", per intenderci.
Comunque non sentirti ferito per così poco.
Genesis ...and Then There Were Three...
Voto:
Viva le buone intenzioni, ma se "Ballad of big" doveva ricalcare "All in a mouse's night" è riuscita davvero maluccio. Soprattutto è priva di un finale che sia anche lontano parente di quello bellissimo, sinfonico e commovente della sua "antenata"
Franco Battiato La Voce Del Padrone
Voto:
Che il disco sia epocale non c'è dubbio: più di un milione di copie vendute per una serie di canzoni "colte" è un fatto senza precedenti. Che la sua importanza storica corrisponda anche ad un'effettiva eccellenza dei contenuti... ecco, su questo ho qualche dubbio e mi permetto di dare un giudizio fuori dal coro. Per me rimane un ottimo disco che ha avuto il successo di un capolavoro. Recensione ancora migliore del disco
Paolo Conte Paolo Conte
Voto:
Non c'è da scusarsi, Mullah: quando si bazzica più o meno lo stesso tipo di musica può capitare di "rubarsi" le recensioni. E a pensarci bene non c'é nessun rammarico: ci sarebbe stato solo se di un disco del genere avesse parlato uno che non ci capisce niente, magari per stroncarlo.
Genesis Three Sides Live
Voto:
A costo di essere ripetitivo, il declino dei Genesis non è brusco (dalle stelle alle stalle, da 5 a 1 in termini di voti debaseriani) come molti vogliono farci credere. Ci sono ancora alcuni episodi decorosi, e questo "Three sides live" ne è un esempio. Cosa che purtroppo non è "Abacab", per non parlare di "Invisible touch". Certo i Genesis migliori appartengono ad un'altra epoca
Paolo Conte Paolo Conte
Voto:
Per me insieme a "Paris Milonga" è il disco di Paolo Conte che più si avvicina alla perfezione... e l'Avvocato, con la sua mentalità artigiana, anticommerciale, assolutamente refrattaria alle mode, alla perfezione ci si è avvicinato non di rado. Mullah come al solito all'altezza. Unico rammarico: questa recensione avrei voluto scriverla io, ma ho cincischiato troppo