mementomori

DeRango : 6,96
DeEtà™ : 7205 giorni • Qui dal 17 settembre 2006
Death In June Operation Hummingbird
Voto:
dunque paponcero... per conoscere i Death in June è secondo me bene partire da "but what ends when the symbols shatter?" che testimonia brillantemente il periodo folk (se ti piace prova anche con "Rose Clouds of Holocaust", che si muove sulle stesse coordinate); in secondo luogo, scorrerei gli album degli anni 80, meno eleganti ma più incisivi e laceranti, che si muovono fra industrial e ballate folk: prima di tutto "Nada!", che miscela industrial, dark wave e folk. Se ti piace anche quello, allora non potranno deluderti i successivi "the world that summer", "brown book" (da molti visto come il manifesto del folk apocalittico)e "wall of sacrifice" (molto bello ma estremamente ostico). Secondo me questo è l'essenziale. Se poi vuoi approfondire, ci sono i primi lavori, ancora acerbi, che rappresentano l'era post-punk/dark-wave, però, almeno inizialmente, io eviterei...e se proprio vuoi, parti da "The Gulty have no Pride" e di seguito punta a "Burial". Quanto agli ultmi lavori, quelli con Julius sono molto belli ed elaborati, ma rinnegano in toto il folk per abbracciare l'industrial bellico in stile Der Blutharsch: di questa fase è imprescindibile "Take Care and Control". Quelli invece con Boyd Rice, li eviterei: "All Pigs Must Die" ed "Alarm Agents" riabbracciano la formula folk di "but, what ends..." ma senza l'ispirazione di un tempo...insomma, vedi te...
Ain Soph Oktober
Voto:
alessio, sinceramente non capisco il senso del tuo intervento...sono il primo a pensare che il discorso degli Ain Soph sia dozzinale, e lungi da passarlo come una grande intuizione, io mi sono limitato a riportare fedelmente il loro pensiero, e a fare qualche commento a margine che, ovviamente, non vuole avere niente di particolarmente penetrante od illuminante. Insomma, nella tua furia di voler fare polemica a tutti i costi, mi pare che tu vada a confondere soggetto con oggetto, recensore con recensito. Dal canto mio ho voluto semplicemente parlare di un album, illustrandone i contenuti anche concettuali (che, fra l'altro, non sono di matrice prettamente politica/ideologica, ma, come dicevo, affondano le radici in dottrine esoteriche e nella filosofia di Evola, e quindi anche e soprattutto alla luce di esse questi contenuti andrebbero letti)...che so, una cosa utile poteva essere andare su wikipedia ed informarsi un minimo su Evola (che io, detto per inciso, poco conosco e di quel poco veramente poco apprezzo)...è vero che parlare così di comunismo e fascismo non renda la complessità dei due fenomeni, ma, appunto perché siamo in un sito di recensioni musicali, confidavo nell'intelligenza del lettore che avrebbe dovuto capire la necessaria opera di semplificazione che ho dovuto compiere. concordo con chi mi dice che tendo troppo a spiegare...del resto volevo evitare polemiche, soprattutto perché sono andato a toccare un argomento delicato, per così evitare di mettermi poi a dare spiegazioni nei post...non concordo invece della concezione del comunismo come "dopo".
Ain Soph Oktober
Voto:
sì, è vero, gli Ain Soph non sono proprio i figli del dubbio... del resto il loro credo, anche ideologico, discende da assunti filosofici che impongono un certo rigore ed una certa fermezza di pensiero, quindi, anche quando si parla di politica, non c'è da aspettarsi analisi complesse e comprensive di più punti di vista, ma corollari che conseguono rigidamente da principi che affondano le radici in un più ampio pensiero speculativo. Ad ogni modo penso che Electric One, nel suo ultimo commento, non si riferisse al gruppo ma ad un suo modo di vedere le cose (che condivido). E quanto alla conclusione della recensione, ho, forse con eccessiva disinvoltura, estrapolato quella frase e me ne sono appropriato, generalizzandola, accantonando per un momento quello che sono gli Ain Soph...
Pupi Avati Il Nascondiglio
Voto:
ottima rece. Un solo appunto: il film è una macchina perfetta, riesce ad incutere una tensione davvero rara nel cinema di oggigiorno che preferisce puntare sull'effettaccio facile (ad Avati, invece, basta lo squillare di un telefono a farti saltare sulla poltrona!). Il problema è che il tutto appare come un giochetto cinematografico ben architettato e confezionato, ma purtroppo fin troppo facilmente prevedibile...insomma, dove il film va a parare lo si capisce già nei primi venti minuti (colpa anche del trailer, che purtroppo va a svelare colpi di scena che sarebbe stato meglio lasciare alla visione del film)...insomma, dal trailer si creano davvero grandi aspettative, poi il film regge, inquieta, non delude, ma non stupisce né lascia a bocca aperta, come invece era successo con la casa dalle finestre che ridono. Ad ogni modo, anni luce da Argento e da quella boiata de La terza madre: Avati è senz'altro invecchiato meglio...la Morante, che solitamente non mi piace, è qui grandissima, e si fa apprezzare anche da un punto di vista squisitamente estetico...
Hypocrisy The Arrival
Voto:
fourth dimensione-abducted-final chapter-hypocrisy sono stati un bel quartetto, ma poi mi hanno stancato...tagtgren ha senz'altro del talento compositivo e melodico, ma alla fine mi ha stuccato, e come produttore mi fa semplicemente pena, è riuscito perfino a smosciare gli immortal...concordo sul iper-attivismo...stare più tranquillo e pensare bene a cosa fare prima di sfornare album a scadenza mensile gli gioverebbe non poco, anche perché le qualità non gli mancono...ad ogni modo lo invidio, deve farsi davvero una bella vita, nel suo castello futuristico in svezia a bere birre con i destruction....
Ain Soph Aurora
Ain Soph Aurora
21 nov 07
Voto:
massicrass, se si parla dei primi lavori, politica ed ideologie c'entrano ben poco, ma con questo disco era impossibile non accennare alla cosa...come non lo sarà con Ottobre, che mi accingo a recensire...è vero comunque che se la componente magica e rituale è qui praticamente assente, i contenuti di questo album fanno da corollario agli assunti della filosofia evoliana, e quindi la continuità con il passato avviene a livello concettuale...ad ogni modo ogni paragone con i Current (che ho citato come punto di riferimento) è impietoso, i Current sono di un altro pianeta...certi lavori degli Ain Soph prima maniera sono dei rituali puri, che con la musica hanno davvero poco a che fare...
Ain Soph Aurora
Ain Soph Aurora
21 nov 07
Voto:
beh, mi sembra chiaro, in definitiva...per non dare giudizi secchi ho riportato brani di loro interviste e passaggi dello scritto che spiega gli intenti di Aurora, ma nonostante giri di parole e voli pindarici l'orientamento politico è evidente...evola, tradizione, anti-tradizione...però, in questo caso parlerei più di background culturale, di una visione del mondo e delle cose che soggiace ma che non emerge prepotentemente nel corso dell'opera, perché in Aurora non c'è niente di sfacciato né si fanno spudorate dichiarazioni, molte canzoni sono per esempio d'amore, altre ironiche, e se la linea è chiara, al contempo non veniamo asfissiati da immondi contenuti. poi se nella vita quotidiana si salutassero con il braccio teso, questo non lo so: la dimensione pubblica non ha mai contato molto per gli Ain Soph (7 concerti in 20 anni, componenti sempre diversi...in una foto uno aveva persino la maglia dei CCCP...)...
Anathema The Crestfallen EP
Voto:
ancora un po' troppo rozzi e claudicanti, a mio avviso...decisamente maturo come debutto, ma forse 4 è troppo, anche per i fan stessi degli Anathema...in effetti White è troppo monocorde, per me è difficile arrivare alla fine di questi 35 minuti (a proposito: Reign in Blood dura 28 minuti!!!) e così ho sempre preferito spendere il mio tempo con l'ottimo Serenades...
Sadness Danteferno
Voto:
nella prima metà è un vero capolavoro, ma secondo me nella seconda parte si ha un notevole calo di ispirazione...inizialmente mi colpì, ma poi mi ha stancato, non superando così la prova del tempo...peccato, perché le atmosfere sono dannatamente sulfuree, e la proposta è davvero originale...il tutto, però, poteva essere confezionato meglio...i celtic frost sono senz'altro il riferimento più calzante.
Grave As Rapture Comes
Voto:
non te la prendere, Electric, è un classico in debaser: appena ci sono due o tre recensioni metal nella home si materializza l'immancabile messaggio di insofferenza per il mondo metal. Come se questi signori fossero costretti a leggere queste recensioni... invece siamo noi, onesti amanti della musica e rispettosi dei gusti altrui, pronti a confrontarci se necessario, ma sempre in modo costruttivo, siamo noi costretti a leggere i commenti infantili di bimbetti che forse fino ad un anno fa ascoltavano i Green Day e siccome l'altro ieri hanno scoperto, che so, Cocorosie, Bob Dylan o Buscaglione, si sentono in diritto di intrufolarsi nelle rece altrui e sparlare senza cognizione di causa...chissà poi perché la gente ce l'ha così tanto con il metal...purtroppo chi non lo conosce non immagina che oltre ai soliti luoghi comuni, c'è un mondo vastissimo ricco di contenuti e sfumature, e ramificato in sotto-generi fra loro diversissimi, anzi in generi veri e propri, perchè ditemi voi cosa hanno in comune i Grave con gli Anathema... ignora, Electric, ignora...on line e nascosti dietro ai nickname si è tutti più audaci...