mementomori

DeRango : 6,96
DeEtà™ : 7205 giorni • Qui dal 17 settembre 2006
Das Ich Die Propheten
Voto:
...ma, non si capisce bene...solitamente si tende a considerare come vero primo full-lenght questo die propheten, mentre satanische come l'EP che raccoglie materiale del primo periodo di attività della band, e il fatto che diversi pezzi in esso contenuti siano poi rielaborati su die propheten, fa pensare che si tratti più di un demo che altro...comunque potrei anche sbagliarmi...
Pantera Vulgar Display Of Power
Voto:
non è il migliore dei novanta, però portò una bella ventata di freschezza...mi ricordo che mise d'accordo un po' tutti, grandi e piccoli, estremi e meno estremi...fino a load dei metallica l'universo metal era qualcosa di sano, meno etichette e più rispetto...poi, con load, sono iniziate le spaccature, i distinguo, le gare di virilità, defender contro poser, l'avvento del power e la riesumazione del manowar pensiero, il conservatorismo ecc. Peccato, il metal della prima metà dei novanta prometteva bene, con il black, il doom inglese, il progressive, il death melodico svedese, il death'n'roll degli Entombed, le derive hardore dei Sepultura, l'ondata metal industrial con godflesh e ministry, il post metal dei tool (all'epoica lo chiamavano così), lo stoner, i Fear Factory, i Nevermore, i Type o Negative, i Therion...di bei dischi ce ne sono stati a bizzeffe, erano anni creativi...poi il sistema è imploso e si è diviso fra gli ultraconservatori e chi è uscito dal metal (ulver, tiamat, moonspell...), meno male che sono attivati i Neurosis ad aggiustare le cose...a proposito, miglior disco anni novanta: through silver in blood!
Der Blutharsch Time Is Thee Enemy!
Voto:
in realtà questo forum è stato un continuo intrecciarsi di piani diversi, e cio, anche per colpa mia, ha impedito che si creasse un chiaro terreno di confronto che permettesse una comunicazione chiara ed adeguata. Mi scuso inoltre se certe mie risposte non sono state miratissime (l'es. di battisti è in effetti non centrato), colpa anche del fatto che spesso, a seconda delle circostanze, sono costretto a leggere i vari contributi con un po' di fretta. I punti di vista delle persone sono perfettamente chiari, è inutile girare intorno all'infinito sulle cose, non è certo questa la sede ideale. Io ho cercato di portare avanti un approccio alle cose difficile e personale, che doveva passare in punta di piedi in un sentiero ostico e pieno di trabocchetti, fra pregiudizi, luoghi comuni e tematiche particolarmente delicate. Un approccio freddo e scientifico che doveva andare oltre l'ovvia condanna e la celebrazione di parte. Colpa mia, evidentemente non sono riuscito nel mio intento, forse anche perché fin dall'inizio avrei dovuto circoscrivere meglio il problema, argomentare meglio certi passaggi (cosa che non si sposa del resto con la sintesi richiesta dal contesto) e buttare meno carne al fuoco.
Vorrei a questo punto aggiungere un'ultima cosa riguardo al tema cruciale del rapporto arte-messaggio, ed in particolare sull'analisi di una opera d'arte in cui il messaggio/contenuti/intenti siano particolarmente negativi/deleteri.
Farò un esempio concreto, onde evitare inutili giri di spiegazioni. Non so se avete mai visto "Cannibal Holocoust", un (pessimo) film trash divenuto culto perché in esso vengono ammazzati degli animali per aumentare l'impatto di certe scene splatter. Come giustamente dice Hal, c'è il piano emotivo (esaltazione ed indignazione, a seconda che si sia malati di mente o persone per bene) e il piano analitico: è ovvio che, un'analisi di questa opera non può prescindere da questo aspetto (la violenza sugli animali), non parlarne (o peggio ancora giustificarla) sarebbe davvero compiere una analisi monca. Ma è davvero così impensabile scindere l'aspetto tecnico-artistico da quello etico-morale? Secondo il ragionamento di molti, mi sembra di capire, una volta condannata l'operazione, non esisterebbe perizia tecnica, sceneggiatura, maestria registica, bravura degli attori ecc. tali da giustificare un atto così grave (l'uccisione di animali). Bene, opinione condivisivile, ma non è l'unico approccio possibile. Per esempio Paolo Mereghetti, nel suo dizionario del cinema, dà a questo film 2 stelle (il massimo è 4), e ciò non equivale affatto ad una stroncatura, bensì ad una sufficienza (Giusti, nel suo dizionario sul cinema trash, addirittura lo esalta, naturalmente con una buona dose di ironia). Se per molti si sarebbe trattato di "senza voto", Mereghetti ha ritenuto andare oltre l'ovvia condanna all'operazione e valutare altri fattori. E cito: "di vero, comunque, ci sono le violenze sugli animali, che anche molti fan del genere trovano insopportabili. All'epoca fu sequestrato e condannato, sollevando un coro unanime di esecrazione; poi è tornato in circolazione con qualche taglio. Resta un documento indiretto sul malessere dell'epoca e una tappa obbligata per chiunque voglia riflettere sulla rappresentazione della violenza". Vorrei sottolineare l'attenzione sull'ultima frase, che pone in essere la necessità di un'analisi metatestuale (del resto anch'io, al di là dell'aspetto tecnico, ho descritto l'opera dei Der Blutharsch negli stessi termini: come una rappresentazione di un malessere, di una pulsione aggressiva sempre pronta a manifestarsi, e un utile saggio per sapere cosa frulla nella testa ad un idiota guerrafondaio). E con queste parole non penso a Mereghetti come ad un sadico, ad un ipocrita o ad un malizioso, ma semplicemente come ad un divulgatore, una persona che dà informazioni, una persona che ha compiuto un'analisi completa. Forse goffamente e con qualche frase di troppo, io ho cercato di fare lo stesso.
Der Blutharsch Time Is Thee Enemy!
Voto:
cacchio, mi sento come l'apprendista stregone, si sono scatenate forze incontrollabili...ho fatto un anch'io un salto nel sito, però devo dire che più che sdegno il tutto mi ha ispirato idiozia. Tutti i discorsi che fare sono giusti, ma vanno a scavare troppo razionalmente in una dimensione puramente soggettiva ed emozionale. Si scontrano essenzialmente con un dato di fatto: ascolti una musica, e ti piace. Scopri che chi la fa è un idiota. Che succede, smetti di avere la pelle d'oca?, smetti razionalmente di avere emozioni? No: continui ad avere emozioni (non parlo dei Der Blutharsch ma in generale), le reazioni emotive non sono un interruttore da spengere o accendere a proprio piacimento. Come dicevo prima, l'unica cosa che si può fare è interrogarsi...perché mi piace questa musica? forse perché (faccio un'ipotesi in generale) la mia vita è fredda e razionale, lavoro 40 ore alla settimana, magari sono pendolare, vedo la solita gente e allora nasce il bisogno di evadere in qualche modo, magari leggendo un romanzo o guardando un film, senza naturalmente guardare al messaggio, solo per intrattenimento. Uno stacca semplicemente la spina. E magari, come capita con il cinema horror, andiamo a cercare esperienze estreme che la vita quotidiana non ci dà. Per questo è possibile non curarsi del messaggio, la musica è poi l'arte più eterea, che fa presa su sentimenti che tante volte non possiamo controllare...Battisti allora? che finanziava l'MSI? Non è grave che i soldi di qualcche fan ignaro andassero per una causa del genere? Smettiamo di ascoltare Battisti? (ci tengo a precisare che non ho mai ascoltato Battisti). La sua voce è meno bella? I testi meno belli? Ma tornando a noi, perché uno ascolta musica deprimente...perché è depresso? Perchè è necrofilo? No, semplicemente perché nella natura psicologica di ciascuno, consciamente o meno, esiste una pulsione aggressiva, che Freud definiva pulsione di morte, che può essere rivolta verso altri o verso se stessi. Magari non esiste in questi termini, ma una tendenza di questo tipo c'é, è una tendenza che esiste e che molti si riconoscono: perché negarla? La reazione in questo forum di certe persone che professano la pace mi è sembrato una manifestazione bella e buona di quello che sto dicendo. E' piuttosto utile conoscerla per meglio domarla, o sublimarla con ascolti di questo tipo piuttosto che concretizzarla in violenza effettiva. Purtroppo la guera non persiste solo perché c'è chi ne fa strumentalmente un mezzo di risoluzione di conflitti. Purtroppo la guerra è fatta anche da chi ci crede e la reputa una cosa ganza. E allora ascoltare questa musica aumenta anche la percezione che si ha del mondo, fa capire i sentimenti che stanno alla base di chi pensa in questo modo. Come magari un film dell'orrore, seppur dozzinale, ci aiuta a capire come ragiona un serial killer. Questi sono quattro sfigati, hanno un seguito di quattro gatti, almeno sono genuini e suonano per passione, e poi che noia possono dare all'atto pratico? perché tanto sdegno, quando nella realtà quotidiana fare un pieno di benzina ha ben altre conseguenze? non voglio nuovamente rimescolare capre e cavoli (riconosco che il mio discorso sul mondo è stato un po' fuori luogo), ma mi sembra che si presupponga un mondo fittizio ed assolutizzato di buoni e di cattivi, di bianco e di nero, dove per forza c'è da prendere una posizione, con o contro qualcosa. Non è qualunquismo, solo mi trovo nella strana situazione in cui il cervello dice una cosa e la pelle un'altra. E' un dato di fatto, capita spesso in amore ma anche nelle cose stupide della vita, a voi non è mai capitato?
Der Blutharsch Time Is Thee Enemy!
Voto:
caspita ragazzi, passa un giorno e vi trovo ancora a dibattere? Dunque, al di là che apprezzo tutti i contributi(dico davvero,) vorrei ridimensionare un secondo i confini del dibattito, se no non se ne esce più. L'intento era di parlare di una band. Punto. Ho ercato di rimanere più aderente possibile ai contenuti, e penso, come recensore, di aver dato tutti gli elmenti necessari (aspetti positivi e negativi) per capire se l'album può eventualmente interessare a chi legge (colui, per esempio, che non sa scindere la forma dal concetto è stato avvertito e se ne terrà giustamente alla larga). Ho voluto fare un quadro anche del messaggio che sta dietro a questa musica, che si presta ad essere descritta con enfasi, cosa che non ho fatto (ho bensì usato un taglio ironico), e, per onestà, e a titolo esclusivamente personale (forse in un modo un po' facilone che può aver urtato la sensibilità di qualcuno) ho voluto precisare la mia posizione a riguardo, prendendo la distanza dai tipici luoghi comuni che ronzano attorno a questi personaggi (grandissimo vs fascista di merda). Quanto al resto due precisazioni: è logico che ci sono mille e mille distinguo, il mio non era un trattato di sociologia, ho solo voluto incararnare una tendenza. C'è sicuramente chi lotta silenziosamente ed anonimamente contro il sistema, c'è anche chi si limita a combatterlo non andando al McDonald...ma nei grandi numeri, mi pare che le masse rispondono, consciamente o inconsciamente, chi più chi meno, con tutte le variazioni del mondo, a modelli culturali ben precisi ed indotti. E anche chi è conscio di ciò, deve muovere un autocritica, e chiedersi se non può fare di più. Del resto parlavo di un punto di partenza. Personalmente parlando, non mi sento con la coscienza a posto se mi limito a prendere meno la macchina o a scrivere su un forum per sensibilizzare la gente su certi temi. E se questa è la mia unica arma, allora il senso di impotenza accresce. So che è una goccia nel mare. Non dico che sia inutile, ma non penso nemmeno che solo ciò possa cambiare le cose. Su tre azioni "buone" ne compirò cento "cattive" di cui non mi renderò nemmeno conto. Per questo, conoscere i propri limiti è un buon primo passo per un approssimarsi verso il meglio, cosa che però non impedisce che nella quotidianità, nel breve periodo, persone continuino a morire. E il sistema è divenuto così complesso e incotrollabile, che è impossibile capire le conseguenze che può avere un nostro semplice atto quotidiano (per esempio comprare un bottiglia d'acqua, dietro cui ci sta un'infinita catena di attività che non dipendono da noi...non viviamo in una comunità montana di 5 persone!). Questa è la contraddizione lacerante che sento. Quanto alla musica, se per esempio un chitarrista è bravo e sa trasmettere emozioni, perché non riconoscerglielo? E secondo me Julius con l'elettronica ci sa fare (tecnicamente parlando), perché non apprezzarlo? Io sono un tipo analitico, e non sintetico, mi riesce (e piace) scindere le cose con il bisturi della mente. E poi, è' una banalità, ma la recezione dell'arte è solo e puramente soggettiva. Se mi ritrovo ad esaltarmi per un tipp di musica il cui messaggio va contro il mio modo di pensare, come minimo mi pongo delle domande, e le riflessioni nella rece non sono altro che delle risposte e non delle giustificazioni...
Der Blutharsch Time Is Thee Enemy!
Voto:
ragazzi, non volevo sollevare un vespaio, volevo solo parlare di un certo tipo di musica senza passare per un guerrafondaio. Per il resto che ve devo dì, il fatto che siamo qua come dei coglioni a battibeccare di cose futili su internet un po' dimostra la nostra condizione di privilegiati...il fatto che io mi ponga domande e faccia un'autocritica è solo una manifestazione del mio approccio dialettico alla realtà e della mia visione materialistica e soprattutto relativistica delle cose, una visione che non contempla alcuna verità assoluta, nessuna, nemmeno le ideologie che diventano fedi ed annebbiano le menti....sì, i miei valori sono fragili, ma non potrebbero essere altrimenti, perché tutto è in continuo movimento e la conoscenza è una continua negoziazione...se il tutto può risultare come qualcosa di nichilista o negativo, non so cosa dirvi, è il mio modo di vedere. Un rapporto di studiosi ha detto l'altro giorno che l'effetto serra è arrivato a livelli quasi incontrollabili: quanti di voi hanno minimamente cambiato la loro condotta quotidiana?, quanti si sono documentati sulla cosa? non penso in molti, però se il cellulare si scarica tutti a ricaricarlo di corsa, eh? Quanto ai Der Blutharsch, possono anche fare schifo alla merda, non me la sento di portare avanti una crociata per loro (che non mi fanno nemmeno impazzire), però penso che per il mondo sia più dannoso il messaggio degli U2, che ci fa credere che tutto va bene, con graziosissimi bambini del terzo mondo che fanno i versacci alla telecamera ecc. ecc. ...grazie a gente come loro e la banda bardò si arriva a pensare di poter essere contro il sistema ed al tempo stesso abbandonarsi alle comodità della vita...facile la vita, no? un bel comunismo da salotto, ma soprattutto una buona panacea per le coscienze...e basta che uno evidenzi (erroneamente o meno)una piccola contraddizione, ed ecco tutti ad abbaiare. Per questo, e lo dice uno di sinistra, se la sinistra vorrà avere un senso in occidente, dovrà mettersi al culo un bel po' di pregiudizi, scrollarsi di dosso qualche dogma e farsi un bell'esame di coscienza, e magari iniziare a leggere nietzsche... altro che moretti, andetevi a leggere (e guardare) piuttosto pasolini! Quanto a Lou Reed, mi scuso, voleva essere solo un'ilare provocazione...
Fennesz Endless Summer
Voto:
concordo, forse come primo approccio è meglio venice, scorre meglio, è più ambient e meno rumoristico... a mio avviso un po' meno geniale, ma egualmente splendido ed elegante, consigliatissimo!
Current 93 Lucifer Over London
Voto:
CA-PO-LA-VO-RO...forse la recensione è troppo eterea, ma in effetti non si tratta di musica facilmente descrivibile a parole. Basti dire che la title-track si apre con il celebre riff di Paranoid dei Black Sabbath, e che continuerà per otto minuti di pseudo rock allucinato, con un Tibet più satanasso del solito e un Balance più paranoico che mai...un pezzo davvero inclassificabile....quanto alla monumentale seven seals ecc ecc, beh, l'inchino è d'obbligo: dodici minuti di psichedelia apocalittica, un crescendo di visioni e parole che costituisce senz'altro uno dei momenti migliori di sempre dei current! difficilmente reperibile, è stato ristampato di recente, insieme ad altri ep fondamentali, in six six six: sick sick sick. da avere, senza se e senza ma.
NON Children Of The Black Sun
Voto:
parole d'oro, sfascia: l'apologia della guerra non solo è una cosa ingiustificabile culturalmente e razionalmente, ma è proprio da coglioni. E' una cosa scontata ma non mi stancherò mai di ripeterla: la guerra è veramente una stronzata, e tutti quelli che la esaltano sono dei totali idioti che non sanno di quello che parlano e si meriterebbero di esplodere in trincea fra le peggiori sofferenze. Che poi ci parli di guerra un cazzone americano come Boyd Rice, che la guerra non l'ha vista nemmeno in cartolina, è il colmo dell'idiozia. E se tutte queste stronzate sulla guerra volessero avere un più ampio respiro concettuale ed essere una visione misantropica del mondo ed una rappresentazione metaforica di un'umanità ridicola, beh, sarò dozzinale, ma rimango dell'idea che è meglio essere coglioni in pace che morti (e coglioni) in guerra. ai guerrafondai di questo sito consiglio una sana lettura: "Viaggio al termine della notte" di Cèline.
Raison d'être In Sadness, Silence and Solitude
Voto:
lethe mio, tieni conto che in absence rappresenta più o meno il 30% dell'album...se non ti piace la componente industrial, allora ti conviene puntare sull'ambient canonico di Eno ("On Lands" è anche inquietante e si avvicina a certe cose qui presenti), oppure, se proprio vuoi rischiare, prova con "Requiem for abandoned souls", che è un po' più melodico...purtroppo, quando si ha a che fare con i raison d'etre, bisogna mettere in conto, fra uno stacco melodico e l'altro, almeno 5-10 minuti di rumorismo minimale (non industrial in senso stretto)...prendere o lasciare...