Voto:
eccomi, finalmente ho trovato un minuto...dunque, spenderei fiumi di parole per filosofem, per poi non dire niente, quindi cercherò di essere più schematico possibile. anzitutto c'è da partire da una visione più ampia, non a caso parlai di "musica del malessere" e non di black metal...adottando questo approccio, possiamo individuare nella storia della musica del 900 un percorso specifico che contempla tutti quegli artisti che hanno nel tempo utilizzato il medium musica per estrinsecare sentimenti negativi. in questo percorso vedo filosofem come un punto di arrivo, non, naturalmente, il capolinea definitivo, ma un snodo concettuale molto importante (ovviamente "superabile" in futuro)...e non a caso si parla di un lavoro che ha aperto delle vie...in ambito di metal estremo è difficile parlare di "autenticità" del dolore, dato che il dolore viene preso come parametro, spesso sviluppato con logiche manieristiche o di semplice attitudine, posa. ad esempio: lo screaming è indubbiamente un modo di veicolare emozioni negative, ma oramai si tratta di uno standard stilistico, di un clichè adottato aprioristicamente come un elemento fondante di un certo tipo di musica, tanto che il growl, lo screaming possono essere visti in un'accezione anche positiva (insomma, esistono anche band estreme "allegre", o semplicemente "intelligenti", basti pensare all'uso di questo elemento in band come atheist, therion, misanthrope o anche in molte stronzate nu-metal o post-metal). in filosofem, invece, l'adozione di certi standard di brutalità non sono più il fine ma il mezzo per l'estrinsecazione di un certo stato d'animo, di un certo messaggio, di una certa concezione dell'arte. quando lo stilema è recepito, interiorizzato e metabolizzato, diventa un punto di partenza. e in filosofem il black metal è un punto di partenza per giungere a qualcos'altro, che oggi possiamo chiamare depressive black metal, ma nel 96 questo qualcosa non era definibile, era qualcosa di oltre. concordo che certi lavori precedenti di burzum possono per certi aspetti essere giudicati superiori (sicuramente lo sono in ambito strettamente metal, perchè meglio suonati e strutturati), ma alla luce del percorso compiuto appaiono parziali nel processo di perfezionamento che la concezione artistica di burzum ha assunto nel tempo...prendi picasso: se guardi i suoi primi lavori, più vicini ad una pittura maggiormente "canonica", si capisce che picasso sa disegnare, ma rispetto a quello che verrà dopo, diventano progressivamente sminuiti dal valore concettuale dei lavori della maturità...idem per burzum..e peccato che con l'arresto il percorso di burzum si sia fermato, poichè son convinto che i lavori successivi avrebbero spostato ulteriormente l'asse: facendo un'ipotetica proiezione (pure seghe mentali) non faccio fatica a pensare ad un'era post filosofem sempre più lontana dal black metal...chissà, magari sarebbe venuto un cocktail abnorme di cantautorato elettrificato, ambient elettrificato, folclore elettrificato...tutte queste tendenze erano già presenti in filosofem, la batteria stava scomparendo o rivestendo un ruolo marginale, la distorsione sempre più rarefatta ed impalpabile, una voce sempre meno strillata ed agonizzante, la struttura dei pezzi annegata in una rarefazione basata sulla ripetizione e le vibranti onde sonore della distorsione......prendi un artista (folle) come daniel johnston e pensa a come il collasso psichico, in altre forme, sia il medesimo: tracotanza artistica, inarginabile, indomabile che sovverte ogni razionalità...e tutti i lavori post, spesso, sono aborti del presente, criticati o ignorati, per poi divenire standard nel futuro...all'epoca anch'io accolsi tiepidamente filosofem, a cui preferivo di gran lunga le uscite appena precedenti, ma questo perchè uno (fisiologicamente) è portato a giudicare un prodotto con categorie di genere, ma soprattutto con quelle del presente...con il tempo ho percepito crescere il valore di questo album, in parallelo con la c