Contemplazione

DeRango : 9,45
DeEtà™ : 6869 giorni • Qui dal 20 agosto 2007
Miles Davis Miles Smiles
Voto:
Avevo capito male...comunque ero stupito, non risentito! W le opinions
Dennis Hopper Easy Rider
Voto:
Film a tratti un po' fiacco, altrimenti meriterebbe le cinque stelle! Gran bella analisi.
Miles Davis Miles Smiles
Voto:
Ciao muffin! Forse è vero, nel caso di Morton, però ad esempio Charlie Parker spesso amava improvvisare a lungo. Diciamo che non esiste una regola generale, però il concetto è questo: se sei obbligato a non suonare per più di tre minuti è comunque un LIMITE, e sei obbligato a togliere qualcosa (se sei uno prolisso) oppure devi fare un grande (o piccolo) sforzo di sintesi! Se invece puoi scegliere la durata, non devi adattare le tue esigenze espressive al formato! Molta bella musica è di ampio respiro, e ha vari "scompartimenti" al suo interno...per fare un esempio che non c'entra nulla col jazz, te la immagini una "Shine On You Crazy Diamond" di tre minuti?
Miles Davis Miles Smiles
Voto:
@Uxo: dimenticavo..."Circle" NON DICE NIENTE?? Ma dai gli assoli di Shorter e Hancock li studiano perfino al conservatorio da quanto sono belli e strutturati! "Circle" va sentita alcune volte, comunque, prima di apprezzarla pienamente...il contrabbasso è bellissimo, suona linee contrappuntali magnifiche, e che dire del tono della tromba sordinata di Miles?
Miles Davis Miles Smiles
Voto:
Grazie a tutti della visita e dei commenti! @Stoopid: l'autobiografia di Miles è una ficata di libro! Piena di aneddoti a go-go che fanno piegare dalle risate e ti fanno sentire la New York viva e pulsante. Per non parlare delle opinioni di Miles sulle donne, sulla politica, sugli altri musicisti, nettissime e taglienti! E' una specie di storia del jazz anticonvenzionale, underground, vista da uno dei suoi massimi protagonisti. Comunque uno pensava che i rockettari di Woodstock fossero dei drogati pesanti....maddeché? @charley: anche solo per "Footprints" si potrebbe fare questa affermazione! @Morning & Odra: dicendo che questo album è il migliore dopo Kind, non volevo fare classifiche o macinare concetti triti e ritriti, ma far capire che è davvero qualcosa di speciale. Volevo più che altro sottolineare che "Miles Smiles" non è solo un ottimo disco, ma è un'opera che si è anche guadagnata nel tempo (come Kind) un vero e proprio status (meritatissimo) presso gli "addetti ai lavori" in virtù del suo altissimo valore artistico e tecnico. @Uxo: quoto il tuo secondo post, tranne il fatto di chi vince e chi perde. "Birth Of" è molto bello, ma preferisco i dischi in cui risaltano maggiormente le singole voci strumentali e gli assoli, piuttosto che il sound di gruppo. E poi c'è il discorso dei vincoli di durata di circa tre minuti che i brani di quel periodo dovevano rispettare per motivi tecnici! Preferisco pezzi "liberi" nella loro estensione, che durino 11 minuti come "All Blues" o anche solo 2 minuti come "Countdown" (da Giant Steps di Coltrane), ma che non diano l'impressione che gli assoli siano obbligati a finire, quando magari l'artista avrebbe continuato a improvvisare. Intendiamoci, molti pezzi brevi, a partire dagli hot Fives and Sevens di Louis Armstrong, Jelly Roll Morton, Django Reinhardt, Charlie Parker, sono veri capolavori della piccola forma! Ma pensa che ficata se avessero potuto "prendersela comoda", anziché "scattare"!
Castellano & Pipolo Grand Hotel Excelsior
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"Tatteus, tu mu piace!" "...in che senso?"
Matthew Shipp One
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Ehi grazie!
Matthew Shipp One
Voto:
@Fest: si la copertina è la stessa dei Pearl Jam, ma rovesciata. Rappresenta una nebulosa planetaria, dice lo scienziato (mio fratello).
@Odra: a me piace molto "The Trio Plays Ware" con William Parker e Guillermo Brown. 8 composizioni di David Ware arrangiate e interpretate in maniera molto sentita. Unico difetto: la qualità della registrazione, un po' così e così!
Anthony Braxton For Alto
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Ciao Gabry, grazie! Niente da fare, ogni volta che mi capita il tuo nick sottomano non posso resistere alla tentazione...che bellezza! Sono un esteta, mi perdonerai.
Anthony Braxton For Alto
Voto:
Beh, non conosco la musica del figlio, ma in effetti è abbastanza sensato che con un padre del genere in casa qualcosa di particolare la prole doveva pur assorbire...molto bella anche la traccia che hai nominato! E Cecil Taylor è un altro nome da paura...a partire dall'esordio, "Jazz Advance" del '56, tra i primissimi esempi di free jazz (anche se Lennie Tristano e Charles Mingus avevano già prodotto qualcosa di atonale e totalmente improvvisato in singole tracce o in alcuni passaggi). Bellissima la sua rilettura di "Bemsha Swing" di Monk, talmente intricata dal punto di vista ritmico da far sembrare quasi convenzionale nell'approccio l'originale.