Contemplazione

DeRango : 9,45
DeEtà™ : 6869 giorni • Qui dal 20 agosto 2007
Gianni Basso e Renato Sellani Two For The Cities
Voto:
Ottima. Non ce lo vedo un dittatore che ama e capisce davvero il jazz. Chi ama il jazz sul serio ama troppo la libertà per non ripudiare ogni forma di tirannia. Forse gli piaciucchiava, una bella musichetta allegra, qualche single di qualche orchestrina swing che gli dava la carica prima di andare al casino a consumare...
Gerry Mulligan Astor Piazzolla Summit
Voto:
Parlo dal bieco punto di vista di chi è pagato per ideare questi "summit", e di come insultino (a volte a ragione) i destinatari del prodotto. Ripeto, non credo che sia una schifezza musicalmente (né qualcosa da cinque stelle), sottolineo solo la forzatura dell'incontro e ne biasimo le motivazioni e la maniera. Alle parole "sesso" e "cultura" avevo appositamente apposto le virgolette, un disco così in realtà è l'antisesso e l'anticultura secondo me; ma pur essendo privo di valori erotici e culturali, a livello subliminale viene proprosto come se ne fosse pregno. Nell'ottica distorta di chi campa nel settore commerciale delle case discografiche, sesso e cultura sono due punti su cui far leva per vendere prodotti a consumatori "borderline", un pubblico mediamente ignorante di musica ma con l'ambizione (reale o di atteggiamento) di riscattarsi. Quindi che si fa, gli si facilita il percorso, sennò i tapini si scoraggiano e non acquistano, gli si serve su un piatto d'argento due generi musicali in uno, et voilà, jazz+tango prendi 2 paghi 1, superofferta, un bel frullato acculturante e conveniente per signori (jazz) e signore (tango). Un bel disco per la Famiglia Borghesucci, anche la mogliettina frustrata, che sogna avventure romantiche e vortici di passione (ormai sopita nel grigio letto coniugale), potrà fantasticare, mentre il babbo in pantofole, nell'attesa di vedere Don Matteo avrà una degna musica di sottofondo, ma impegnata al punto giusto.
Herbie Hancock Mr. Hands
Voto:
Per Muff del commento 11: minchia come fai a ricordarti? Mi lusinga molto! E' vero non è tra i miei preferiti, lo trovo sottotono per gli standard di Bill...
Herbie Hancock Mr. Hands
Voto:
Che cosa brutta quando a ogni brano cambia la formazione. Brutta brutta! Per il commento 5: sono con Muff, come fai a paragonare due artisti così diversi? Puoi solo dire chi ti piace maggiormente, inoltre per capire davvero chi ti piace di più dovresti conoscere estesamente la discografia di entrambi, o i dischi nei quali suonano in generale. Comunque se proprio si volesse fare una "analisi", ti si potrebbe invece obiettare per esempio che Herbie (oltre ai dischi da leader e i capolavori con Davis-live e studio) compare da sideman in molti dischi modernisti della Blue Note negli anni '60, ed è un maestro di versatilità, dote questa di cui invece Bill in effetti non era particolarmente fornito. Poi: la complessità delle improvvisazioni, la capacità di astrazione, l'avventurosità del modo di suonare (parlo del '63-'68), pure sono a "vantaggio" di Herbie. Ecco perché Davis se l'è tenuto più di cinque anni a Herbie nel suo quintetto (e qui concordo con VOODOOMILES-per me quella formazione, lo dirò fino alla morte, è l'apice del jazz). Riguardo bellezza del suono, lirismo e scelta delle note, beh li Bill batte tutti, ma Herbie del periodo d'oro segue da presso anche in quel campo! Insomma se proprio si vuole essere dolorosamente obiettivi temo che sia Herbie il musicista più completo, certo lo stile di Bill è fatto col diamante, ed è universale. Però ripeto, giochino dell'"analisi" a parte direi che sia giusto metterli sullo stesso livello artisticamente!
Gerry Mulligan Astor Piazzolla Summit
Voto:
Si può immaginare un disco più mainstream di questo? Qualcosa di studiato a tavolino per le casalinghe, che bene o male sono tutte affascinate dal tango (una sensualità che a loro manca) e allora schiaffiamoci il musicista più sputtanato del tango. E schiaffiamoci pure Mulligan, che il jazz fa tanto chic e poi Mulligan qui è di casa e l'hanno sentito nominare (per carità non suonare) pure i sassi. Anche l'ignorante che non vuole sentirsi tale è dunque accontentato, ce n'è per tutti i gusti. La formula è quindi: "sesso"+"cultura", due cose che attirano come mosche chi ne è privo e aspira a risollevarsi. Avrei anche la curiosità morbosa di sentirlo, e non metto in dubbio che sarà pure ascoltabile, ma mi respinge con tale violenza a partire dalla copertina che lascerò perdere.
Herbie Hancock Maiden Voyage
Voto:
Mo se uno sa suonare da dio è sborone? E' un difetto? Dove esattamente ti sembra che esagerino, poi? Non ti sbaglierai con qualche virtuoso ipertecnico privo di idee??
Billy Wilder La Fiamma Del Peccato
Voto:
Grande anche l'interpretazione di Robinson!
Billy Wilder Giorni Perduti (The Lost Weekend)
Voto:
I suoi dialoghi col barista poi, sono impagabili!
Charlie Haden Nocturne
Voto:
Questo mi manca, ancora per poco credo! Copernico, Bobo Stenson è un pianista...ha un trio fantastico con Anders Jormin e Jon Christensen che incide per l'ECM ("War Orphans" e il doppio "Serenity" sono grandi dischi, astratti e con un fuoco silenzioso sotto)