Dr.Adder

DeRango : 8,74
DeEtà™ : 6669 giorni • Qui dal 6 marzo 2008
Vernor Vinge Alla fine dell'Arcobaleno
Voto:
Di Vinge ho letto il massiccio, sia per numero di pagine che di concetti, Universo Incostante, romanzo molto riuscito.
Questo lo devo ancora leggere.
A proposito, i viaggi generazionali vennero già trattati nel 1963 da Heinlein nel suo capolavoro Universo.
Per ora il romanzo che ho maggiormente apprezzato su un possibile futuro ipertecnologico è l'eccellente Aristoi di Walter Jon Williams.
Sulle potenzialità dell'uomo intesa soprattutto come ricerca dell'Infinito Assoluto, e quindi ricerca di Dio da parte dell'anima, c'è il sorprendente La Mente e L'infinito di Rucker.
Sarei disposto a sacrificare tutta l'esistenza per un viaggio nello spazio sconfinato?Forse si, anzi è più un si che un no, almeno credo...
Certo, c'è chi è soddisfatto da quello che ci offre la vita quotidiana, ma ci saranno sempre degli uomini (e donne) che cercheranno di raggiungere (con duri sacrifici) nuovi e affascinanti obiettivi.Magari scopriranno alla fine dell'arcobaleno uno nuovo completamente diverso.
Leggo giusto in tempo (prima di spegnere la baracca) i commenti di Zaireeka e Cimmino: grazie al primo per il ricordo, e al secondo per i complimenti.ª
Vernor Vinge Alla fine dell'Arcobaleno
Voto:
Intanto un complimenti al Sig.Cimmino e un 5 bello pieno per lo scritto interessante e con spunti affascinanti.Poi dopo (forse) arriverà un polpettonico commento fantascientifico sugli argomenti trattati nella recensione...
Id-Software Doom
Voto:
Per quanto concerne la violenza (con annessi e connessi) nei prodotti videoludici, ormai è una vecchia storia.
Oltre il 90% (se non di più) dei Vg, contiene concetti e azioni violente (e su questo argomento bisognerebbe domandarsi il perchè).
Se si tolgono azione e violenza cosa rimane?
Il valore tecnico e l'impatto di Doom è indiscusso.
Lati artistici, creativi, etc, non ne intravedo, se non nella possibilità di stimolare (in un certo qual modo) i riflessi.
Ottimo lo studio del design dei livelli.
Se dovessi scegliere un prodotto alternativo, nominerei Exhumed (del '96).
Più originale come ambientazione (Egitto), struttura delle mappe, armi alternative alle solite mitragliatrici e fucili, leggeri elementi di gdr (la maschera di Sobek, lo scialle di Isis, la piuma di Horus...), che erano in grado di creare una sensazione di 'esplorazione e conquista'.
Anche se non era un vero e proprio FPS, ricordo MakenX (quello per DC), originale come ambientazioni, personaggi, strane armi di derivazione Jap, finali alternativi, ottima grafica (per quei tempi).
C'era la possibilità di effettuare l'aggancio (lock-on) e Brainjack sui nemici, impossessandosi così del corpo, dell'arma e di informazioni.
In tempi più recenti sono apparsi i vari Metroid, capolavori di programmazione con evidenti aspetti grafico-artistici.
Gli incredibili e veloci Half-Life (compreso il sorprendente Portal), i due Condemned (apprezzabili per le idee), i due Far Cry (per lo sviluppo di un'eccellente ambientazione, purtroppo penalizzati da alcuni difetti).
Discorso a parte per i capolavori Bioshock e Fallout 3, per la trama, grafica e studio dei livelli: in questi personalmente percepisco arte.
Sarebbero da menzionare i validi: Geist, Prey (memorabili alcune idee), Fear, Timeshift, e altri...
Lo scritto è ben realizzato.
PS: "nel '93 uscì Hired Guns (Psygnosis) con elementi gdr, dove si potevano utilizzare in contemporanea 4 pg".ª
Leonardo da Vinci La Vergine delle Rocce
Voto:
Risp.comm.nº17: appunto, il buon giorno si vede dal mattino (rif.scritto.nº60).
Risp.comm.nº22: forse è stata scritta velocemente (la velocità può essere penalizzante).
I critici sono critici, hanno pareri discordi, opposti e criticabili (e in genere non creano).
Anche la seconda non è solo di Leonardo.
Meritava un approfondimento il bambin Gesù.
Meritava un approfondimento l'Angelo.
Meritava un approfondimento la Vergine.
Meritava un approfondimento l'anemone rosso.
Ogni parte dell''Opera avrebbe meritato un approfondimento.
Infatti continueranno per secoli ad approfondire...
Approfondiamo...
Mo lti pittori eseguono un disegno preparatorio sulla tela: il risultato finale in genere è differente.ª
Leonardo da Vinci La Vergine delle Rocce
Voto:
Risp.comm.nº7: riga 11/12 [se avessi scritto tutto ciò che provo sulla Vergine delle Rocce, sarebbe stata una "MATTONATA granitica", ma mi sarebbe piaciuto tanto farlo!].
Risp.comm.nº8e9: semmai sul libro di storia dell'arte di mia nonna.
Risp.comm.nº12: la retorica la lascio ai retorici.
Se devo essere sincero, i generi artistici che amo più di tutti sono: la metafisica e il surrealismo...[compresa una cucchiaiata di nuvoletta di Magritte].
Proprio per l'alone surreale che promana dallo sfondo, dall'atmosfera, dalla tridimensionalità e dalle rocce, nonchè dai colori esistenti nell'opera di "Questo Leonardo", io l'ho scelta.
Comprese le figure inserite nella caverna, che sono ugualmente fantastiche.ª
Capcom Resident Evil 3 - Nemesis
Voto:
Secondo me era un discreto Vg (niente di più e niente di meno).
Troppo legato ormai ad una serie di situazioni e meccaniche di gioco, trite, ritrite e ritritate.
Meglio il 4 (no comment per il 5), perchè è stato in grado di 'superare' sia la grafica statica prerenderizzata, affascinante, ma per certi versi discutibile, più tutta una serie di procedure piuttosto macchinose, inerenti soprattutto il movimento del personaggio.
Però, la strada da percorrere, per raggiungere il concetto di arte, creatività, riflessione e cultura nell'aspetto ludico, è ancora molta...
Con il supporto di motori grafici tridimensionali come Unreal, Avalanche 2.0, Dunia e altri, chissà cosa riusciranno ad ottenere i programmatori...
Comunque il mio preferito rimane il primo, quello della versione 'Remeic' del 'dolce forno' della N, per il miglioramento grafico (per quei tempi), il maggior numero di stanze, enigmi e molto altro.
Senza dimenticare l'aggiunta della possibilità di incendiare i corpi degli zombi.
Può essere considerato il capostipite dei survival horror, ed è puro intrattenimento al cubo³ di terrore.
Nonostante questo però, solo in alcune sezioni si può rilevare qualche aspetto artistico.
Comunque nello studio dei disegni, dei bozzetti preparatori, di ricerca, sviluppo e programmazione, che ormai avviene per Vg di un certo livello, personalmente intravedo arte.
Per quanto riguarda i vari Silent Hill [chissà la versione per il (uì)...], in particolare il primo (e qualche aspetto del 4), con l'utilizzo di un motore grafico completamente tridimensionale, una trama più 'profonda e realistica', personaggi con caratteristiche più 'umane e credibili', sono riusciti a fare un passo in più verso arte e creatività (ovviamente sempre rapportata nel contesto del Vg).
Peccato che, successivamente, a mio avviso, la serie si sia indirizzata un po' troppo verso lo splatter.
Discorso a parte per Dead Rising, il suo seguito, e il misterioso Dead Island (!?!).
Da citare anche i riusciti Haunting Ground e i vari Project Zero.
Personalmente in questi ultimi riscontro un buon tocco di originalità e di poeticità.
Se dovessi proprio nominare il survival che più mi ha colpito, opterei per Eternal Darkness.
Un Vg fuori dagli schemi, con concetti innovativi, situazioni inedite e finali alternativi ad esclusione (se non sbaglio).
PS: "Una vocina mi dice che Forbbiden Forest è uno dei Vg seminali di questo genere".ª
Space Invaders Videogioco Arcade 1978
Voto:
Bau7te!
Ma anche sì!
Quanti ricordi...e quante £ire inserite nell'apposita fessura.E (si può cominciare una frase con la e vero?) mi ricordo del 'trucchettino' di sparare nella parte centrale dello scudo, per creare un corridoio dove era più difficile essere colpiti.
Comunque dopo un po' mi distruggevano lo stesso...ahimè!
Poi arrivarono altri sparatutto.
Ad esempio quello con le tre navic(i)elle che si agganciavano (anche lì esisteva un 'trucchetto', se non ricordo male).
Ovviamente lo scritto [trasc(i)endente o trasc(i)endentale] di questo Vg, non poteva che essere Suo.
PS: "Ascoltato anche il Samp(ei)le".ª
Space Invaders Videogioco Arcade 1978
Voto:
Rif.comm.n°159 di G (e non aggiungo altro)...ª
Ulaan Khol II
Ulaan Khol II
30 giu 09
Voto:
Secondo me, ad un primo ascolto [grazie all'infocomm.nº15], è risultato un lavoro apprezzabile per via di tipiche sonorità elettrico-crepuscolari.
Mi ricordano a tratti certi passaggi strumentali anni '70.
In realtà, il disco potrebbe essere interpretato come un'unica e complessa trama chitarristica.
Sezioni più stimolanti "4" e "6".
PS: [Rett.comm.nº13: Indigo].
ª