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DeRango : 7,88
DeEtà™ : 6611 giorni • Qui dal 3 maggio 2008
Hayao Miyazaki Ponyo Sulla Scogliera
Voto:
Approfitto della pubblicazione di un'altra recensione a questo film per correggere il tiro in questa mia recensione del 2009, cioè 17 anni fa.
Correzione breve: l'avevo visto in edizione italiana e non ci avevo capito niente, il che mi ha mal influenzato nella scrittura della recensione.
Correzione lunga: sono ancora in generale d'accordo con me stesso e con quanto scrissi nel 2009, ma devo rimangiarmi, e rimangiarmi con grande gioia, tutte le mie dichiarazioni sulla «la narrazione [che] deficita di chiarezza» e sulla sceneggiatura scattosa o non-lineare nonché l'intero mio commento del 24 marzo in cui scrivo «qui siamo a livelli di elementarità in cui spicca solo il lato puramente visivo: la sceneggiatura, oggettivamente, è piena di buchi». No. L'edizione italiana dà quest'effetto. Visto in giapponese è una meraviglia per grandi e piccini, si capisce meravigliosamente, e spicca come una celebrazione della vita senza se e senza ma, come nella scena dei sopravvissuti allo tsunami che sono felicissimi perché, appunto, sono sopravvissuti.
Altrove sul web mi sono già espresso da anni in toni molto positivi su questo film e approfitto dell'occasione per farlo anche qua su DeBaser, dov'è rimasta questa mia vecchia opinione sulla narrazione miyazakiana che io stesso oggi rifiuto con forza. Scusate per il ritardo, ma meglio tardi che mai.
Hayao Miyazaki Ponyo Sulla Scogliera
Voto:
Mah, ok.
Ho alcune precisazioni e rettifiche per il recensore.
1) «Snobbato […] rifiutato da una critica troppo snob […] derubricato», ma da chi? Un nome. Un nome serio, eh, non una rivista generalista o uno youtuber qualsiasi o gente pescata fra i commenti a un qualche blog.
2) Sulla «centralità della figura femminile» come rimando alla cultura nipponica se ne può anche discutere, ma sulla «ambiguità del mare» non credo: si tratta di un dato comune a tutti i folklori e le culture del mondo, dagli antichi popoli mediterranei fino al Lieder "Meeresstille" di Schubert e oltre.
3) Non è tecnicamente una fiaba, che è un genere narrativo con caratteristiche specifiche; è un fantasy.
4) 170'000 animatori??? Centosettantamila persone??? Ma ti rendi conto di cosa hai scritto mentre lo scrivevi? I fotogrammi del film, quelli sì, sono 170'653 basati su 150'084 disegni degli animatori e distribuiti in 1'139 tagli di montaggio (quindi 1'140 inquadrature, fisse o mobili). Gli animatori invece sono stati solo alcune decine, non centinaia di migliaia, e nei titoli di coda solo elencate tutte le persone che hanno collaborato in qualche modo al film, dal regista al catering, e anche sommando tutte le persone insieme decisamente non sono migliaia.
5) La cittadina portuale d'ispirazione a Miyazaki si chiama Tomono'ura, con due "o".
6) Parlando di Tezuka probabilmente vengono in mente prima i fumetti, direi, dato che dal 1946 al 1989 ha prodotto quasi 700 titoli a fronte di un centinaio di opere animate (molte delle quali peraltro tratte da suoi lavori, ma senza il suo apporto, o prodotte post-mortem).
7) Ancora: ma chi, esattamente, parla di «opera elementare» o «infantilismo» nei confronti di questo film? Di nuovo: un nome serio.
8) "Ponyo sulla scogliera" è l'undicesimo maggior incasso globale, e dodicesimo (decimo, se si contano solo i film animati) maggior incasso domestico nella storia del cinema giapponese: questo sarebbe un insuccesso? Dieci anni dopo l'uscita del film la musica di Ponyo ancora suonava nei reparti pescheria dei supermercati giapponesi, di cosa stiamo parlando? "Ponyo sulla scogliera" è il quarto maggior incasso nella carriera di Miyazaki (su 12 film totali), e se il regista si dedicò immediatamente al suo film successivo fu per urgenze artistiche, non commerciali – e per la cronaca, "Si alza il vento" sia in Giappone sia nel resto del mondo ha incassato meno di "Ponyo sulla scogliera". In Italia, il film ha incassato quasi 800'000€ in prima visione cinematografica e altri 100'000€ nelle successive riproiezioni (una ci fu nel 2023), quindi questo grande insuccesso non è stato. È vero che poteva essere un successo molto maggiore, ma i film Studio Ghibli in Italia hanno una storia lunga e travagliata di distributori inefficaci, versioni incomprensibili e altri problemi che ne hanno ostacolato la fama; quando un film Studio Ghibli è trattato bene ha successo anche da noi eccome, e l'ha dimostrato "Il ragazzo e l'airone" che nel 2024 sfiorò i 7 milioni di euro diventando il maggior successo di sempre per un film giapponese, animato e non, nei cinema italiani.
Scrivere recensioni poco accurate, e dunque non valorizzandone adeguatamente le caratteristiche, è uno dei motivi per cui Miyazaki e il cinema d'animazione in generale soffrono ancora di uno stigma artistico in Occidente.
Delta V In fatti ostili
Voto:
Ammetto che non sapevo nemmeno esistessero ancora. Mi hai incuriosito.
Len Wiseman Ballerina
Voto:
Effettivamente molto inferiore agli altri film della saga di John Wick, che amo, ma salvo anche questo dall'oblio grazie a Ana de Armas che amo amo amo e che mi fa soprassedere a qualsiasi difetto (e infatti sono riuscito ad arrivare in fondo anche a quella schifezza di "Blonde" solo grazie a lei).
Kiyoshi Kurosawa Cure
Voto:
Visto una volta sola anni fa. Mi ha sconvolto, l'inquadratura del dito che traccia la X nell'aria è ancora nei miei incubi, mi fa paura anche solo premewre il tasto "X" di questa tastiera e non voglio compiere il gesto col mio dito. Non voglio rivederlo mai più.
Alfred Hitchcock Psycho
Voto:
Film capolavoro assoluto, recensione un po' scolastica: è molto informativa per chi ha appena finito di vedere il film per la prima volta e vuole saperne di più, certo, ma non dice niente che non sia già stato scritto e che non sia già noto ai fan. Avrei preferito un minimo di analisi.
Billy Wilder Testimone d'accusa
Voto:
Film adorabile, più lo vedo e più mi piace e ogni volta mi colpisce.
The Cure Songs Of A Lost World
Voto:
Ah ok, grazie della news.
Hayao Miyazaki Il castello nel cielo
Voto:
«Ciò che forse ha fatto sì che "Il castello nel cielo" non sia diventata un'opera tanto amata quanto citata dai fan come altri film (guai a toccare "Mononoke", questo film invece sì) è dato dal fatto che sia visto come un film più infantile e, comunque, di transizione fra due opere memorabili, la succitata Nausicaa e il successivo Totoro (1988)»: ma di cosa stai parlando? Con quali fonti? È «visto come un film più infantile» da chi, esattamente, dagli utenti di Feisbuc o dalla gente per strada? "Il castello nel cielo" non è in nessuna maniera meno celebre o amato, anzi è certamente nella top 5 di Miyazaki per successo sia economico sia critico (ecco qua la classifica secondo un sondaggio giapponese del 2013: 宮崎駿監督の人気映画ランキング!みんながおすすめする作品は? | みんなのランキング ). Nel giardino del Museo Ghibli, fra tutti i possibili cimeli miyazakiani, c'è proprio il robot di Laputa e non è un caso.

Quanto alla questione dei riferimenti, "Il castello nel cielo" discende da una nobile stirpe letteraria che affonda le radici in Jules Verne ed è proseguita oltre Miyazaki. Qui un ottimo articolo di approfondimento sulla questione: World Masterpiece Theater – Appendice 4: l’influenza di Jules Verne sugli anime – Dimensione Fumetto

In breve, "Il castello nel cielo" è uno degli apici massimi della poetica del regista: probabilmente la pensa così anche il/la autore/autrice di questa recensione, ma affronta il discorso sulla difensiva come se dovesse riabilitare un film disprezzato o dimenticato, cosa che non è.
Kylie Minogue Tension II
Voto:
Povera Kylie.