pi-airot

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Courtois, Werth, Panné, Paczkowski, Bartosek, Margolin Il libro nero del Comunismo
Voto:
Un appunto al mio vicino, morto da una ventina d'anni, è un po' impossibile farlo. Cosa poi intendesse (mi ricordo ci parlavamo quando andavo alle scuole medie, complice una prof di lettere che ci incoraggiava tantissimo ad andare a scoprire la storia raccontata direttamente da chi l'aveva vissuta) non ne ho idea, in quanto ai tempi non avevo certo maturato una benché minima coscienza politica. Non so perché ho tirato fuori quel ricordo, ma mi è venuto spontaneo. E' che certi discorsi hanno per me lo stesso sapore di certe storpiature che ci vengono propinate puntualmente, come per esempio il continuo affermare che l'Italia è stata governata per sessant'anni dai comunisti (parole del Premier). Siccome la storia non si fa con i "se" (è vero, ma ogni tanto - e ce lo ricorda ad esempio la letteratura utopista/distopista - i "se" servono per vederci più chiaro, o più lontano), ma se prendessi le suddette parole per vere, dovrei concludere che il comunismo in Italia è stato democratico. Oppure il comunismo ha avuto anche in Italia un cuore totalitarista, ma in questo caso è sempre stato tenuto lontano dai luoghi del potere... Cosa abbia a che fare tutto ciò con questa recensione è presto detto: libri come questo vengono normalmente, più che letti, sbandierati (non mi riferisco al recensore, ovviamente) - un po' come il libretto rosso di Mao. Siccome in Italia "comunista" è deliberatamente usato come sinonimo di "sinistra", sbandierare questo libro è un po' come gettare scredito su uno schieramento che si è sempre alla base rifatto ai principi su cui è fondata la nostra Repubblica a partire proprio da quelle forze che, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, al posto di scatenare un'ulteriore guerra civile si sono riunite per fondare gli elementi costitutivi del nostro stato. Coloro che in questi elementi non si riconoscono più (monarchici, ex fascisti, separatisti/secessionisti, capitalisti/monopolisti ecc. ecc.) stanno da un'altra parte, e non hanno niente di meglio che rinfacciare il passato.
Courtois, Werth, Panné, Paczkowski, Bartosek, Margolin Il libro nero del Comunismo
Voto:
@Macaco: al di là del fatto che l'imperialismo è una costante della storia europea (e quindi anche statunitense, per continuità) e non è che noi italiani abbiamo mai scherzato, mi pare di ricordare che i partigiani riuniti sotto il CNL comprendessero fazioni spesso anche molto distanti, e non solo i comunisti. Queste forze hanno poi formato un'assemblea costituente che ha posto le basi per lo stato odierno. E' stato l'unico momento di vera collaborazione che abbiamo mai avuto nella nostra storia, e ce ne vogliamo pure scordare.
Courtois, Werth, Panné, Paczkowski, Bartosek, Margolin Il libro nero del Comunismo
Voto:
Vellutogrigio ha usato parole veramente preziose. Fra l'altro, mi vengono in mente le parole di un mio vicino di casa (pace all'anima sua), a suo tempo partigiano: "Noi abbiamo vinto nel '45, abbiamo fondato una democrazia nella quale 'loro' hanno potuto ricostituire i loro partiti. Ma se nel '45 avessero vinto loro, non ci sarebbe stato spazio per nessun altro". Ogni tanto bisognerebbe ricordare meglio anche la storia di casa nostra.
Abba Arrival
Abba Arrival
5 gen 09
Voto:
Caro Rino, ci hai tentato con il senso dell'umorismo e ti è andata male. Magari con un paio di orecchie e un po' di spocchia in meno andrà meglio.
Peter Weir L'Attimo Fuggente
Voto:
Mi andrebbe bene se il buon Keating facesse sorgere dai ragazzi una rivoluzione, qui invece impone la sua. Sicuri che non abbia responsabilità nel suicidio dell'attore? All'adolescente tendenzialmente autoindulgente vanno dati stima in se stesso e stimoli, sì, ma anche capacità di autocritica e resistenza. Troppo comodo riceverne solo la stima.
Tangerine Dream Rubycon
Voto:
La critica troppo spesso si bea di cose difficili per poter pavoneggiarsi del fatto di averle capite. Questo album invece va dritto sui binari del tempo e anticipa trame di vent'anni dopo. Ci sento i Chemical Brothers, nei momenti calmi certe cose dei Massive Attack, ma anche un equilibrio incomparabile fra astrattismo e film sonoro. Per me questo è il capolavoro della band, capace di cogliere il meglio dal loro passato ed anticipare il meglio del futuro.
ABBA Voulez-vous
Voto:
Dimenticavo: sempre molto bella la recensione
ABBA Voulez-vous
Voto:
Da piccolo "Chiquitita" non la sopportavo (e anche oggi non è che vada meglio). "I Have a Dream", invece, pur non essendo così diversa, mi piaceva molto. Questo è stato uno dei primi album che ricordo sia entrato in casa (ai tempi una mia sorella era adolescente). Gli Abba erano come una sorta di istituzione/abitudine. Eppure quest'album è forse quello che rimane meno impresso nella memoria, soprattutto se paragonato a quello che l'ha preceduto (che però non è a mio avviso invecchiato benissimo) e quello che l'ha seguito ("Super Trouper" è un grandioso album pop). Qui mi piacciono molto "The King Has Lost His Crown" e "If It Wasn't for the Night". Poi, non so perché, ma ogni volta che sento "Kisses of Fire" ho il desiderio che il ritornello non finisca mai.
Yes Yessongs
Yes Yessongs
2 gen 09
Voto:
Eppure quelle due tracce con Bruford alla batteria... sarà una cosa mia, ma con lui dietro le pelli gli Yes avevano tutt'altro dinamismo.
Jeff Buckley Grace
Voto:
...ovvero: bouquet di variazioni sul tema del "Non mi piace", con tanto di accostamenti satirico-irriverenti ed altri esercizi di stile vario. Yawwwwwwnnnnn...