bedroombadview

DeRango : 0,17
DeEtà™ : 6474 giorni • Qui dal 17 settembre 2008
Perigeo Abbiamo Tutti un Blues da Piangere
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Scrissi che trattasi dell'apogeo dei Perigeo. Riascoltato nel week end, ribadisco il concetto, anzi il concept. Orecchie vergini attente però: si apprezza se contestualizzato, se vissuto nella dimensione della memoria; altrimenti potrebbe risultare un semplice souvenir di passate stagioni, per altro meno efficace di una library di Bacalov.
The Jesus And Mary Chain Stoned & Dethroned
Voto:
Dopo Automatic non ho piu' avuto forza per ascoltare i fratelli Reid, trasformatisi nelle ombre in technicolor di se stessi. Ebbi come l'impressione d'esser stato tradito da cari amici. Tanto da mettere in discussione la sincerità dei primi giorni.
Va da sè che S&D suoni oggi meglio di allora, che c'era ben altra concorrenza; ma non basta.....
Forse forse, se anzichè l'insipida Hope avessero ospitato la grande Kendra, chissà....
Frightened Rabbit The Midnight Organ Fight
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Buona recensione. Peccato che il gruppo si muova come pochi su coordinate talmente stereotipate da risultare non un sunto, bensì bisunto. Fortunato io, regazzino di ieri l'altro, se questo è il sound della young Scotland. Dio (o in alternativa Edwin Collins) ce ne scampi.
Glasgow, so much to answer for...........................
Perigeo Genealogia
Voto:
"Abbiamo tutti un Blues da Piangere" è senz'altro l'apogeo dei Perigeo. Vai Telespalla!!!
Blueboy If Wishes Were Horses
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Thanks again....A chi è interessato e proprio non riesce a recuperare l'album, ricordo che è da poco uscita su Siesta Records una raccolta dedicata a Keith Girdler ed al suo percorso artistico intitolata "Country Music, Songs for K. G.". Premesso che il country non c'azzecca niente, partecipano al progetto gruppi ex Creation Records (The Times, Biff Bang Pow!)e Sarah Records (Orchids, St. Christopher, Wake), oltre ai Clientele, Hal, Club 8, Trembling Blue Stars ed a vecchie glorie della El Records quali L. Philippe e W. Be Goods. Una piacevole compilation di covers ed inediti dedicata al buon Keith. Consigliata, anche perchè i proventi andranno in beneficenza. Oggi sono parecchio logorroico, vero?. Ciao!
Blueboy If Wishes Were Horses
Voto:
Ok..ok..avete ragione e vi ringrazio per l'incoraggiamento ed i suggerimenti (senza ironia, davvero...soprattutto a Telespalla, Portland, Claisdead): scrivere non è il mio mestiere. Se lo sapessi fare indirizzerei le mie parole verso altri lidi.
Il mio voleva essere solo un omaggio ad un gruppo prezioso ed ad un artista che ha scommesso su un cavallo sbagliato. La rete è zeppa di informazioni a riguardo, a cui vi rimando; io la scuola di taglio e cucito non l'ho mai frequentata. Ho preferito lavorare di sottrazione anzichè esporvi al solito panegirico. Stimolare curiosità e affinità elettive - per quanto fatue possano rivelarsi - anzichè grondare date, nomi, riferimenti. Ma evidentemente non son buono neanche a quello. Appendo il mouse al chiodo?
PS: il pudore era solo un espediente narrativo provocativo.
The Psychedelic Furs Mirror Moves
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L'ultimo di Rundgren è orrido....
Gli XTC sono argomento estremamente stimolante. Ognuno ha un proprio io nascosto in quei solchi. De gustibus, io ribadisco adorare Skylarking ed il singolo Dear God. Seguono English Settlement, The Black Sea e Drums & Wire. Podio da posizionare a piacere a seconda dell'umore. A proposito di 1984 e di DM, Some Great Reward rimane il loro mio preferito. Anche se all'epoca il paniere da cui pescare era talmente ricco da farli considerare briciole, oggi è innegabile la loro influenza sull'evoluzione del pop. Anche perchè hanno saputo evolvere adattandosi senza conformarsi ai propri discepoli - sintomo d'intellingenza direbbero gli etologi - evitando così la liquidazione totale da fine stragione, come aggiungerebbero i commercianti. Piu' o meno come gli U2, che però non mi hanno mai coinvolto. E come loro anche i P.F. avrebbe meritato giorni migliori.
The Psychedelic Furs Mirror Moves
Voto:
Todd Rundgren ha prodotto un paio d'anni dopo anche il capolavoro XTC "Skylarking". Per inciso uno dei vertici assoluti del pop anni 80. Non si discute. Anzi rilancio: forse di sempre. E nonostante il mago in panchina, e nonostante i singoli, Mirror Moves è manifesto d'un gruppo e di una stagione decotti: il synth pop - anche il migliore - s'arrendeva onorevolmante al feedback ed al jingle jangle, con esiti che ancora oggi riverberano la loro eco.
Ciò nondimeno The Ghost in You e Heaven profumano alle mie orecchie più leggiadramente e nostalgicamente eighties delle molte altre preziosità del periodo. Per lo stesso motivo per cui dal barbiere si preferisce leggere Oggi anzichè Liberation. Tanto che molti come me avranno mnemonicamente confuso Heaven dei P.S. con feels like Heaven dei Fiction Factory, anch'essa pubblicata nell'anno di grazia 1984. Sorridendo.
Il Genio Il Genio
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Visti dal vivo. A mio avviso ottimi. Tra i riferimenti avrei citato anche Gainsburg e Momus (per altro autore della mitica "Giapponese a Roma": Marinetti mangia i spagietti, Gioggio Dechirico beve'l capucino....geniale..appunto).
Eppo i è sempre preferibile il Pop Porno al porno pop.
The Clash Live at Shea Stadium
Voto:
26 anni trascorsi. Da "I'm so bored with U.s.a." a "American Idiot", la giovinezza d'un soffio. Mi specchio. Dito medio.