Just A Moment

DeRango : 0,22
DeEtà™ : 6294 giorni • Qui dal 17 marzo 2009
Per Grazia Ricevuta Ultime Notizie di Cronaca
Voto:
Un paio di osservazioni:
1. alla domanda "l'80 per cento dei gruppi "rock" stranieri scrive stronzate. allora perchè adottare due pesi e due misure??" perché noi italiani conosciamo pochissimo l'inglese e quindi quando ascoltiamo brani stranieri ci soffermiamo sulla melodia, quando ascoltiamo musica italiana, per contro, siamo attenti anche ai testi. Concordo con te nel fatto che i CCCP furono rivoluzionari in Italia per la musica, ma agli occhi dei più questo è passato inosservato rispetto alla dialettica ferrettiana, che sarà pure frammentaria, retorica, sconnessa ecc. ma è pur sempre geniale (anche nella parentesi CSI).
2. "I CSI avevano chiuso degnamente un'epoca con il capolavoro "Linea Gotica" ". Non è vero, dopo Linea Gotica ci sono stati Tabula Rasa, la terra, la guerra ecc. e Noi non ci saremo (1 e 2). Se intendevi dire che Linea Gotica è stato l'ultimo loro capolavoro concordo solo a metà... tabula Rasa non è un capolavoro ma ha fatto comunque successo, La terra ecc. è invece un episodio imprescindibile della loro carriera a mio avviso. Di Noi non ci saremo invece se ne poteva fare a meno... ma d'altronde avevano già fatto un greatest hits quando ancora erano CCCP
Per Grazia Ricevuta Ultime Notizie di Cronaca
Voto:
Ottima recensione, forse a tratti un po' troppo prolissa e retorica (ma si sta parlando di Ferretti ed è in linea col personaggio). Dopo averla letta mi è subito venuta voglia di ascoltare il cd. Sinceramente, dei PGR ho ascoltato "veramente" solo "Montesole", che non mi ha entusiasmato. Già i titoli mi entusiasmano (speriamo anche i contenuti...)
Fabrizio De André La Buona Novella
Voto:
A mio avviso, per i testi, le musiche, la complessità del tema, ecc., il più bel disco di De Andrè. Solo "Tutti morimmo a stento" può competere.
Personale e molto sentita la recensione3. Inutile? Forse... ma mi ha fatto comunque piacere leggerla
Paolo Conte The Best Of
Voto:
Mea culpa: ho controllato e in effetti "Fuga" non è presente in questo album... Motivo in più per non poter dare un 5 al disco. (E motivo in più per abbassare anche il voto alla recensione! :-) )
Paolo Conte The Best Of
Voto:
Se proprio vogliamo farne una questione di voti, io 5 lo darei ai seguenti album di Conte: Paris Milonga, Appunti di Viaggio e Paolo Conte 1984. Ma ogni album, eccetto Raz... ed alcuni episodi dei due dischi d'esordio, è degno di nota. Dopo De Andrè, il cantautore italiano che stimo di più (anzi, musicalmente parlando, il cantautore italiano che mi piace di più).
Paolo Conte The Best Of
Voto:
Nella mia scala di giudizi 4 è un voto molto alto, 5 stelle le ho riservate infatti ad'unica recensione (fino ad ora). Inserire tutte le migliori canzoni di Conte in un'unica antologia, va riconosciuto, era un'impresa ardua (e forse impossibile), ma l'assenza di "Diavolo Rosso" e "Parigi", è imperdonabile (mamma mia come sono "cattivo" oggi). Per la recensione invece convengo, poteva essere fatta meglio (probabilmente per gli appassioanti di Conte non dice niente di più)
Paolo Conte The Best Of
Voto:
Solo una precisazione: "Non è infatti immaginabile ascoltare una canzone di Paolo Conte cantata da un altro artista, perché suonerebbe senz'altro come un'altra canzone". In realtà molti artisti hanno interpretato le canzoni di Conte (vedi Avion Travel, ecc.) ma con risultati molto diversi (diciamo diversi, non peggiori). L'unico che a mio avviso riesce a conservare la verve, il piglio contiano è (quel matto di) Jannacci. Era doversoso sottolinearlo...
Francesco Guccini Guccini Live Collection
Voto:
Premetto che non mi sono preso il tempo per leggere tutti i commenti. Come puoi vedere, ho assegnato al disco lo stesso voto assegnato da te. Nonostante questo nonn mi è piaciuta la tua recensione perchè, oltre a mettere troppa carne sul fuoco, scrivi cose inesatte. Innanzitutto è bene dire (se non è già stato detto), che questo cd fu una mera trovata commerciale della EMI, non voluta, nè curata da Guccini (come scrisse in un suo libro). Che la voce di Guccini sia scemata negli anni è una constatazione vera, olte che ovvia. Ma in questo cd sono presenti anche tracce registrate tanto tempo fa... Diciamoci la verità, è una raccolta insulsa, senza nè capo nè coda, assolutamente non paragonabile all'"Album Concerto" o al vecchio Live "Tra la Via Emilia e il West". Ma cerchiamo di essere realisti: non si può pretendere un capolavoro artistico dal repertorio live di Guccini. Del resto, le canzoni di Guccini si ascoltano più per i testi che per le musiche e l'interpretazione. Negli ultimi anni gli arrangiamenti degli album in studio sono migliorati, comunque. Ma, per curiosità, perché hai comprato l'album?
Astrud Gilberto & João Gilberto & Stan Getz & Tom Jobim Getz/Gilberto
Voto:
Un ultima cosniderazione... sì, e vero, il "Brasile, a differenza degli stati uniti presenta una mistura dalla quale non si possono discernere i componenti, non c´é il bianco o il nero ma un ínfinita di tonalitá", ma... provate a guardare i politici, gli scrittori, per non parlare dei piloti di Formula 1: sono quasi tutti bianchi. Segno che la classe europea a livello economico ancora comanda (come negli USA).
Astrud Gilberto & João Gilberto & Stan Getz & Tom Jobim Getz/Gilberto
Voto:
Il riferimento a Pelè e Garrincha era solo un pretesto per "contestualizzare" il disco. Garrincha, se mai, sarebbe potuto essere il simbolo del carnevale e della samba. Ritornando alla musica: sì, avete ragione, la musica brasiliana nasce dalla commistione della melodia europea e del ritmo africano, con sicuramente qualche elemento indio. Del resto, era la stessa cosa che era accaduta si aper il rock che per il jazz. Ancora, avete ragione quando dite che la bossa nova nasce a fine anni '50 ed è legata indossolubilmente al periodo di crescita economica, all'ansia del progresso, alla fiducia verso il futuro. Ma la bossa nova era una musica della classe media-benestante e comunque colta (si può usare il termine borghese?), per questo l'ho definita "più europea". Certamente il Brasile si caratterizzava per l'incrocio delle razze (ho infatti scritto che rappresentava l'utopia della società interrazziale che si realizza), ma... Gilberto, Tom Jobim e Vinicius erano bianchi. Va dato atto, comunque che rispetto alla canzone leggera europea, i temi (non si cantava l'amore, ad esempio, ma la saudade...)ed il ritmo erano ben diversi, sicuramente già "brasiliani". E' vero che gli anni '60 sono da ricordarsi anche per il fenomeno del tropicalsimo, questo sì più legato alla matrice multiculturale ed africana, ma credo che questa sia un'altra storia. Certamenente questo disco non è il primo disco di bossa nova, ma è quello più celebre. Almeno, per noi europei. Io ho voluto raccontare l'incontro tra Stan Getz e la bossa nova. Per questo ho tralasciato gli altri suoi album, che sono sicuramente straordinari ma che io ammetto di conoscere poco.
Infine, probabilmente questo album è stato pensatoe creato come commerciale (soprattutto da parte di Getz), ma non mi sembra un buon motivo per non apprezzarlo, perchè è stato curato nei minimi dettagli, è suonato da artisti straordinari (alcuni all'apice della carriera). Il fatto che abbia melodie più pop rispetto ad altra musica brasiliana è, a mio avviso, il motivo per cui questo disco piace a tutti.