Pietro Minchiadura

DeRango : 1,90
DeEtà™ : 7678 giorni • Qui dal 2 giugno 2005
Dream Theater Black Clouds & Silver Lining
Voto:
Grande disco e grande rece, in "The Count of Tuscany" ho visto anche del prog-jazz à la Soft Machine. I Dream Theater sono tra i gioielli nascosti della musica post-concreta, presto un nuovo nome verrà rivalutato nel panorama internazionale: Peppino di Capri.
Alessandro Manzoni I promessi sposi
Voto:
Uè, Iside, non è spettacolare quel "Promessi Topi"? Quello sì che era un signor sceneggiato...
Johannes Brahms Ein deutsches Requiem
Voto:
Beh, insomma, considera anche che i numerosi movimenti del Requiem di Mozart viaggiano sulla media di 3 minuti per un'opera complessiva di 40 minuti, mentre i 7 di Brahms coprono almeno 70 minuti, praticamente il doppio. E' vero che il Dies Irae gode di una fama che lo rende più assimilabile, ma questo discorso non è altro che un cane che si morde la coda: è più gettonato dai media perché è più assimilabile, più orecchiabile, indi non è altro che una dimostrazione dell'assunto. Non conosco il concerto, magari autorizza a fare altre considerazioni, chissà.
Kiss the Anus of a Black Cat An Interlude to the Outermost
Voto:
Recensore e recensito sopravvalutati! Preferisco di gran lunga Coppino che parla degli Slipknot... più familiare.
Johannes Brahms Ein deutsches Requiem
Voto:
Oh, oh, guarda un po'. Questa è una di quelle che attestano il fatto che bisogna essere davvero classicomani per apprezzare Brahms. Ti suonerà strana questa affermazione, ma alla luce di quanto avete detto tu e il sensibile e delicato Josi_ Schlacks, il requiem di Mozart è un esempio illuminato, e mi si permetta, più facilmente auscultabile per le orecchie dei profani. Io faccio parte di questi ultimi, e non a caso questo di Brahms mi pare una martellata sui cosiddetti. Ancor meno sorprendente è che il sesto movimento sia quello che ricordo meglio, il più suggestivo e impetuoso. Circa il vecchio Grass, mi attendo che distolga il pensiero dalle squadracce di calcio del luogo e torni a dare un mano sostanziale da queste parti. "Seghe mentali" è la cosa migliore, oltre all'"incazzatura del Padreterno". Adone, anche il tuo commento stona... sei sempre il solito. Bella pe' Grasse!
Sergej Ejzenstejn Bronenosec Potemkin
Voto:
Per quell'epoca era inimmaginabile, un po' come le metafore sessuali di Bunuel negli anni '30. Oggi gli ha dato più fama Fantozzi (nel secondo episodio, che tra l'altro, è ottimo) forse anche a ragione per l'occhio dello spettatore moderno... esistono decine di versioni musicate da autori diversi, quella fantozziana, che cerco da anni, ha la mitica Passeggiata di Musorgskij per sottofondo
Luis Bunuel Il Fascino Discreto Della Borghesia
Voto:
Sì, mi snerva anche Un Chien, anche se quella analogia iniziale tra le nuvole e il rasoio è qualcosa che vale anche più di quindici minuti di stronzate. Memorabile.
Luis Bunuel Il Fascino Discreto Della Borghesia
Voto:
Lo ammetto: Bunuel mi snerva. Il problema è l'intento allegorico estremizzato al massimo, qui troppe cose mi sfuggono (per carità, non siamo ai livelli di Un Chien Andalou, ma tant'è...) e non discerno "alti" in grado di coinvolgermi. Recensione dettagliatissima.
William Friedkin L'esorcista
Voto:
Sparare a salve su "L'esorcista" è un compito troppo facile, un compito condiviso ormai da troppe persone che non hanno ancora capito di non essere in pochi e di non dire nulla di nuovo. E' un compito troppo facile, ato che di motivazioni per abbatterlo ce ne sono, ma di qui a banalizzare la trama in due mosse di scacchi ce ne passa, e soprattutto è un gioco troppo spesso puerile dover dire "Non fa paura quanto...", perché non dobbiamo valutare il film tal dei tali più valido di un altro sulla base del fatto che faccia più paura di un altro. Contestualizzazione a parte, lo trovo un'esperienza comunque unica nella storia del cinema, complessivamente ben costruito e qua e là affascinante (vallo a trovare un horror che ha comunque intenti didascalici). Oggi fa un po' sorridere, ok, ma denigrarlo sulla base della trama e dell'assenza di elementi che facciano venire una certa strizza è poco avveduto. Argento ha fatto cagare dalla strizza nei film in cui la trama è andata a mignotte, se proprio dobbiamo parlare di una connessione tra le cose. E tra l'altro, ripeto, non sragionate: non sarà il massimo, ma di qui a stroncarlo ne passa troppo. Non oso immaginare cosa dovremmo fare con tutto questohorror dei giorni nostri allora.
Alfred Hitchcock Gli Uccelli
Voto:
L'alpha e l'omega del thriller d'autore. Evergreen. Ottima l'annotazione su Hedren e Taylor, interpreti convenzionali ma perfetti per il ruolo di comprimari.