JohnOfPatmos

DeRango : 1,37
DeEtà™ : 7588 giorni • Qui dal 31 agosto 2005
Battles EP C/B EP
Voto:
Sono ignorante sia sul disco che sulla etichetta. Ma la recensione, quella la voto, eccome. Ma quando ci recensirai un disco di "esangui desolazioni", odradek?
Alessandra Celletti Chi mi darà le ali
Voto:
Grazie ancora a Te, kafkiano rocchetto. Forse in generale la vita è davvero un continuo esporre se stessi, un continuo prestare il fianco, un continuo mettersi in gioco, e magari anche a volte (non so se sia davvero giusto però, non sono molto evangelico in questo periodo!) porgere l'altra guancia. Non è stato facile per me "capire" subito questo disco, ma alla fine ci sono riuscito. E' stata una sensazione epidermica, che ora riesco a cogliere, distinta e bellissima, ascolto dopo ascolto. Un caro saluto e a presto, JoP. PS A proposito di "porgere l'altra guancia", ringrazio il cristiano qui sopra per aver motivato in maniera così ampia ed esaustiva le ragioni del suo voto sia al disco che alla recensione! :))
Wolfgang Amadeus Mozart Sinfonie n°40 K 550 e n°41 K 551 "Jupiter"
Voto:
Eh, la Jupiter! Una botta di vita che ogni tanto ci vuole!! Bravissimo Grass ad avere posto nella giusta luce anche lo splendido "Molto Allegro" finale, che è stato anche una colonna sonora della mia lontana giovinezza! :)) PS Comunque a me il grande Lenny manca tantissimo!!
Joy Division Closer
Voto:
Il disco a tutti gli effetti è un capolavoro, la recensione non gli rende per nulla giustizia. La tristezza di Curtis era una tristezza demiurgica e propositiva, cosa che dalla recensione non traspare assolutamente. Una tristezza anche "seminale", se vogliamo, soprattutto perché è dai germi di quella tristezza e di quel "mood", più che dal sound dei JD, che hanno messo radici molti altri gruppi. E senza Jan, i New Order sono stati tutt'altro, molto meno incisivi e convincenti. Proprio perché la tristezza apparentemente "ammorbante" dei Ian in realtà era linfa vitale per il gruppo. Sempre il confine labile fra disperazione e gioia estrema. Creatrice appunto. Concordo comunque sul fatto che il disco sia imperdibile, anzi imprescindibile.
Franz Schubert La morte e la fanciulla (Hagen-Quartett)
Voto:
Recensione essenziale, ma che esprime perfettamente lo spirito di questo "mitico" quartetto. Il tema è quello eterno della divisione ( sempre sottile) fra vita-morte, gioia-dolore, precarietà-certezza. E in fondo quello che Schubert vuole esprimere con quest'opera è proprio l'idea del superamento del dolore in una specie di "nirvana" (alla Schopenhauer) caratterizzato dall'annullamento del desiderio, dove appunto l'immagine della morte trasfigura in quella, più dolce ma non meno inquietante, della donna. Questa edizione non la conosco, ma mi fido della scelta di Lello, as usual. Un caro saluto a tutto il "loggione" di DeB. JoP
Alfred Schnittke Chamber Music
Voto:
Per errore ho votato la recensione, ma il 5 è al disco, as obvious!
Alfred Schnittke Chamber Music
Voto:
Ciao Wanderer, ciao Kurz, e grazie per la visita! Questo disco secondo me è più difficile rispetto ai "Salmi". Ed anche più eterogeneo (e forse, in questo particolare, questo CD è più tipicamente di Schnittke). Personalmente adoro entrambi, ma se dovessi scegliere fra i due dischi, propenderei per i salmi. Opera troppo monumentale e importante, quella, da lasciare davvero a bocca aperta per la grandezza, il respiro e la profondità interiore. Forse nell'opera di Schnittke solo il "Concerto per coro" raggiunge vette superiori. Comunque in questo CD c'è il quintetto che anche quello non scherza!! But not least: questo "Chamber Music" costa meno, essendo un Naxos rispetto alla carissima ECM :)) Grazie ancora e a presto! JoP
Giya Kancheli In l'istesso tempo
Voto:
Many thanks, josi_ :)) La Sofia comunque è anche fra i miei futuri obiettivi!
Tortoise & Bonnie 'Prince' Billy The Brave And The Bold
Voto:
Ma non è solo un problema di scelta di brani, kosmo. Ci sono troppe cose che non vanno in questo disco (che, ribadisco, comunque non è da condannare in toto, anzi). Il problema è che portare la voce di Will Oldham in un contesto così elettronico, con così tanti riverberi... beh, si finisce per farla annegare, infastidendo anche un po' (tanto) che è abituato alle sonorità alternative (senza punk) di BPB. Tutto qui mi sembra portato un po' all'eccesso, e alla fine suona (quasi) tutto finto, tranne appunto "Thunder Road" dove si capisce che c'è un certo discorso dietro: la voce di Will, alcuni bassi che risuonano profondi ed inquietanti. Il miglior disco di cover di Oldham rimane forse il semisconosciuto "More Revery", a firma semplicemente "Bonny Billy". Ci ho riflettuto un po', riascoltandolo stasera, e per me il voto al disco potrebbe essere al massimo un due. Comunque a Will si perdona tutto, as obvious! Anche questa "scappatella" secondo me poco riuscita. Ciao a tutti, JoP
Tortoise & Bonnie 'Prince' Billy The Brave And The Bold
Voto:
Recensione invotabile per un disco invotabile (in realtà avrei voluto recensirlo io, ma poi ho preferito lasciar perdere...). Un po' è operazione commerciale (ma per chi poi? Non certo per i fan di BPB né per quelli dei Tortoise), un po' snobismo, un po' caduta di stile, anche se (è innegabile) qualche (raro) bel momento che non manca in questo disco. L'opener "Cravo E Canela" è irriconoscibile, il povero Milton si rigira nella tomba... mentre "Thunder Road" sarebbe perfetta se non avesse quell'incipit davvero inascoltabile. Comunque almeno in quest'ultimo brano traspare l'anima di Will Oldham, mentre tutto il resto in questo disco dei Tortoise. Molti altri pezzi sono discutibili o francamente inutili (Daniel, Love is Love). Consigliabile (e apprezzabile, forse) solo se si è in preda ai fumi dell'alcol, per non dire di peggio :) JoP