donjunio

DeRango : 7,00
DeEtà™ : 7455 giorni • Qui dal 11 gennaio 2006
Alice In Chains Live @ Palalido (MI), 02.12.09
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Tu quoque con la flanella, Alexander....
Roy Harper HQ
Roy Harper HQ
7 dic 09
Voto:
"Stormcock" è hors catégorie, ma questo non scherza, mai un disco meno che ottimo in tutti i 70s per Roy: ci credo che i Led Zep si toglievano il cappello in suo onore. Grande "The Lord's Prayer" Marco, "The spirit lives " qui ne è quasi un'appendice.
The Antlers Hospice
Voto:
Ascoltato distrattamente e non ha lasciato particolari tracce, grande rece.
Gazzetta dello sport Michael Jordan: His Airness
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Parish e Toney ovviamente, con questa tastiera sfasciata ogni tanto partono le doppie. Panico, mi sa che il tuo nick si sposa bene per i Raptors di stanotte, 146 punti incassati eh eh eh.
Gazzetta dello sport Michael Jordan: His Airness
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Tonney è vero che ha avuto la carriera inficiata dagli infortuni, ma negli anni d'oro dei Sixers è stato sempre a posto. Ebbe la migliore stagione ( con 20 punti di media) nell' 83-84, culmine di un miglioramento anno per anno. Poi il crack nel 85-86 e l'immeritato declino. Giocatore comunque straordinario, soprattutto nelle grandi sfide si esaltava.
Gazzetta dello sport Michael Jordan: His Airness
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Parrish non mi ha mai fatto impazzire. McHale invece è l'università dei movimenti in post. Uno che invece è molto sottovalutato è James Worthy, ma si sa che i Lakers avevano l'organico più forte in assoluto negli Eighties. Se a questo aggiungi che, a parte un paio di suicidi contro i Rockets, ogni anno arrivavano in carrozza in finale, capisci perché hanno vinto più di tutti. Bird non era un gran bastardo: semplicemente applicava nel parquet la dura legge della vita, da lui scoperta quando il padre alcolizzato morì suicida. I veri bastardi dei Celtics erano McHale e Ainge, non a caso inseparabili anche fuori dal campo anche in seguito ( trade Garnett docet).
Gazzetta dello sport Michael Jordan: His Airness
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Più che da birraio, da operaio della Ford.....Larry sembra uscito da "the River" di Springsteen.
Gazzetta dello sport Michael Jordan: His Airness
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Sì, Ale, erano tutti giocatori coi contro-fiocchi. Poi se parliamo di profondità della panchina, i Sixers pagavano dazio e do' ragione a Emerson, ma questo l'ho scritto almeno 3 volte. Al, Su Thunder Chocolat: certo non era un fenomeno, ma il suo lo faceva, ricordo una gara 5 delle finali 82 davvero encomiabile. Non penso che Bird si fosse vendicato di Isiah: semplicemente sapeva che era un incapace come allenatore, e credo che a New York lo abbia poi ampiamente dimostrato. Per le olimpiadi pagò l'aver abbandonato il campo in gara 4 delle finali di conference 91 mentre Jordan e soci stavano completando lo sweep dei Bad Boys. Comunque sempre lodato sia Doctor J, giocatore semplicemente meraviglioso.
Gazzetta dello sport Michael Jordan: His Airness
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Sì, Dennis avrebbe anche ribadito in seguito le sue opinioni.Tra un travestimento da donna e l'altro.
Gazzetta dello sport Michael Jordan: His Airness
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Su Dennis Johnson ho anche citato un parere del diretto interessato che ci ha giocato assieme, ma capisco che la tua idiosincrasia per Bird sia tale che arriveresti anche a dire che vinceva le gare da tre punti all'ASG grazie ai compagni eheh. Poi fossero cose originali quelle che dici, stai riprendedo la retorica anti-Bird più vetusta da film di Spike Lee, quella che Magic Johnson in primis ridicolizzava, arrivando a citare persino Isiah Thomas, uno che in vita sua non ha mai collegato la lingua al cervello prima di proferire verbo. Colui che dopo aver detto "Bird è sopravvalutato perché bianco" si prese una figuraccia storica con la famosa palla rubata al Garden. Poi non capisco a cosa alludi quando mi chiedi se ho mai visto giocare Doctor J. Certo che l'ho visto giocare, e ho anche detto che è uno dei più grandi di sempre e che il fatto che abbia vinto meno di altri non conta un fico secco: semplicemente non ne ho la visione messianica che ne hai tu. Infine Maravich, dai, è forse il mio giocatore bianco preferito di sempre con Petrovic ma quello visto a Boston fu, per le proprie vicissitudini personali, una pallida controfigura di quello ammirato in passato.
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