Shine

DeRango : 1,83
DeEtà™ : 7453 giorni • Qui dal 12 gennaio 2006
Ivano Fossati Musica Moderna
Voto:
Questo commento si basa su due ascolti, ma ha il vantaggio dell'immediatezza. Sono stato sicuramente fra quelli che non avevano digerito completamente la svolta "leggera" di Fossati. Ho guardato per molto tempo agli ultimi due album con una sensazione di incompletezza, come se alcuni brani fossero forzatamente "leggeri". Non potevo però fare a meno di constatare che c'erano brani che per forza emotiva (seppure di carattere diverso) potevano sfidare le canzoni contenute fra "La Pianta del Tè" e "La Disciplina Della Terra". Era in corso una rivoluzione che, pur con qualche forzatura (chiamasi canzone poco ispirata), andava verso una precisa direzione. Nei momenti più alti di quei due album ho visto una luce che andava a completare uno spettro emozionale e creativo che Fossati è riuscito a costruire nel corso di anni artistici anni luce lontani dalla banalità. Mi sono appigliato alle canzoni meno ispirate per attaccarlo, ho cercato di minimizzare per quanto ho potuto le pur belle canzoni che erano comunque presenti. Alla fine ho avuto il sospetto, e questo credo che valga anche per altri compagni di viaggio che hanno amato il Fossati obliquo e profondo, che i miei giudizi vertevano su qualcosa di più personale rispetto ad un giudizio spassionato su qualsiasi altro album di qualsiasi altro artista. Ho capito di avere amato così tanto e così a fondo il periodo "nobile" di questo autore che lo sentivo così vicino a me da avere quasi l'impressione di specchiare i miei pensieri in quelle canzoni. Quando poi l'amore ha travolto Fossati e la sua vita musicale mi sono sentito più "solo" (nel modo di intendere la musica e le emozioni) e ho incominciato a rimproverarlo di non essere più lo stesso. Lo scarto che si era creato mi ha lasciato l'amaro in bocca. Ma dentro di me sapevo che c'era del buona anche in quelle nuove canzoni, soprattutto quando l'ho invidiato per ciò che narrava ne "Il bacio sulla bocca". Prima di ascoltare questo album avevo già letto o sentito alcune interviste che lo riguardavano e avevo avuto ancora l'impressione della distanza "filosofica" che si era venuta a creare fra le sue canzoni e ciò che pensavo: ma anche questa, a guardarla bene, era estremamente relativa. Con quest'album credo di aver fatto pace con "Lui". La mia parte più snob mi impedisce ancora di considerarlo un capolavoro, ma questa volta è bastato il singolo (Il Rimedio) a farmi capire che quella era una strada che desideravo anch'io. E di amare ancora molti aspetti del suo viaggio musicale. Infine grazie a Primiballi e al suo modo sensibile e intelligente di descrivere la musica.
Ivano Fossati Musica Moderna
Voto:
Questo commento si basa su due ascolti, ma ha il vantaggio dell'immediatezza. Sono stato sicuramente fra quelli che non avevano digerito completamente la svolta "leggera" di Fossati. Ho guardato per molto tempo agli ultimi due album con una sensazione di incompletezza, come se alcuni brani fossero forzatamente "leggeri". Non potevo però fare a meno di constatare che c'erano brani che per forza emotiva (seppure di carattere diverso) potevano sfidare le canzoni contenute fra "La Pianta del Tè" e "La Disciplina Della Terra". Era in corso una rivoluzione che, pur con qualche forzatura (chiamasi canzone poco ispirata), andava verso una precisa direzione. Nei momenti più alti di quei due album ho visto una luce che andava a completare uno spettro emozionale e creativo che Fossati è riuscito a costruire nel corso di anni artistici anni luce lontani dalla banalità. Mi sono appigliato alle canzoni meno ispirate per attaccarlo, ho cercato di minimizzare per quanto ho potuto le pur belle canzoni che erano comunque presenti. Alla fine ho avuto il sospetto, e questo credo che valga anche per altri compagni di viaggio che hanno amato il Fossati obliquo e profondo, che i miei giudizi vertevano su qualcosa di più personale rispetto ad un giudizio spassionato su qualsiasi altro album di qualsiasi altro artista. Ho capito di avere amato così tanto e così a fondo il periodo "nobile" di questo autore che lo sentivo così vicino a me da avere quasi l'impressione di specchiare i miei pensieri in quelle canzoni. Quando poi l'amore ha travolto Fossati e la sua vita musicale mi sono sentito più "solo" (nel modo di intendere la musica e le emozioni) e ho incominciato a rimproverarlo di non essere più lo stesso. Lo scarto che si era creato mi ha lasciato l'amaro in bocca. Ma dentro di me sapevo che c'era del buona anche in quelle nuove canzoni, soprattutto quando l'ho invidiato per ciò che narrava ne "Il bacio sulla bocca". Prima di ascoltare questo album avevo già letto o sentito alcune interviste che lo riguardavano e avevo avuto ancora l'impressione della distanza "filosofica" che si era venuta a creare fra le sue canzoni e ciò che pensavo: ma anche questa, a guardarla bene, era estremamente relativa. Con quest'album credo di aver fatto pace con "Lui". La mia parte più snob mi impedisce ancora di considerarlo un capolavoro, ma questa volta è bastato il singolo (Il Rimedio) a farmi capire che quella era una strada che desideravo anch'io. E di amare ancora molti aspetti del suo viaggio musicale. Infine grazie a Primiballi e al suo modo sensibile e intelligente di descrivere la musica.
Iommi Fused
Iommi Fused
18 ott 08
Voto:
Forse ricordo male, ma Iommi non aveva avuto dei problemi alle dita?
Jeff Beck Blow by Blow
Voto:
@C'è. potresti parlarmi di George Martin e del perché arriva a registrare questo album?
Enrico Mentana Matrix 25/9/2008
Voto:
Potresti indicarmi un link dove poter sentire questa dichiarazione di Alemanno?
Richard Wright Broken China
Voto:
Ciao Antonio, era da molto tempo che non ci si incontrava in questo sito ed è bello "risentirti". Concordo con te, questo è un album decisamente cupo da cui traspare poca luce e poca speranza, se non nel finale. Ma i paesaggi cupi e dolonti di questo album non mi dispiacciono affatto proprio perchè intrinsecamente emozionanti. Il problema è quando un album non mi suscita nulla! La morte di Rick mi lascia l'amaro in bocca per il rispetto che avevo della persona e per il fatto che lascia interrotto un percorso musicale a cui guardavo con grande attenzione e passione.
Rondò Veneziano Masquerade
Voto:
Non ho ascoltato molto dei Rondò ma questo album probabilmente è uno dei migliori (ricordi d'infanzia in cui questa musica mi appariva incredibilmente epica). Mischiare classica con la musica popolare è sempre un azzardo. Voglio azzardare io questa volta: questo album mi piace di più di "Liverpool Oratorio" di McCartney e "Concerto for Group and Orchestra" dei Deep Purple. Gli album citati non sono certo capolavori, ma ho l'impressione che i debaseriani siano più accomodanti con questi mostri sacri che con Reverberi. Secondo me, SU QUESTO GENERE, Reverberi batte nettamente McCartney e Deep Purple... Che la polemica abbia inizio!
Yes Tales From Topographic Oceans
Voto:
Sono contento che hai cambiato idea su questo disco. Mi racconti cosa è successo per questo cambio di valutazione?
Genesis Wind & Wuthering
Voto:
Il grandissimo Hackett in quel periodo non era molto prolifico e il suo apporto nella band ne risentiva. Bancks gli rimproverò di aver pubblicato il suo disco solista dopo un doppio album come The lamb lies down e A trick of the tail, che erano stati molto dispendiosi a livello creativo per lui e per Mike. Voyage of acolyte fu considerato una sorta di tradimento. "componi poco nella band e poi pubblichi un album solista?".
Andy Summers & John Etheridge Invisible Threads
Voto:
Bella recensione. Stiamo attenti però alle citazioni e al gioco (che hanno fatto gli altri utenti) sul valore di Giganti come Freud, Jung e Piaget... Tutto diverrebbe pura partigianeria. Un "ortodosso" preferirebbe Freud, un "progressista" amerebbe Jung, cstruttivisti e cognitivisti preferirebbero Piaget... E l'elenco si potrebbe ancora smisuratamente alungare. Ma tutto questo centra davvero poco con Summers e il buon Adder!