easycure

DeRango : 3,14
DeEtà™ : 8124 giorni • Qui dal 13 marzo 2004
Hüsker Dü Zen Arcade
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ma che cazzata è? cosa c'entra la produzione merdosa con la qualità di un disco? Potrebbe essere un discorso allargabile alla metà dei dischi usciti negli anni '80 (se non di più), il che inificia il fatto che tale produzione sia cosi voluta e rende discutibile che l'anonimo sia minimamenete in grado diu contestualizzare.
My Bloody Valentine Isn't Anythying
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Interessante consiglio. Li cerco subito!
Elbow Leaders Of The Free World
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ecco, perfetto! :-D
Elbow Leaders Of The Free World
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:-D è che ti avevo mandato un messaggio privato, pensavo andasse bene. comunque adesso ti ho anche spedito una mail a quell'indirizzo. Però, per tagliare la testa al toro: il locale è il "bar monsta" in Kentish town road 18; apre alle sette, inizio concerti alle sette e mezzo ma ci sono due gruppi spalla. Ora, tu puoi venire direttamente per il nostro concerto, diciamo verso le nove, ma cosi non ci beviamo nemmeno un birrino insieme. se invece vieni per il secondo gruppo spalla ci scappa un birrino insieme, se vieni per il primo gruppo spalla ce ne scappa anche due o tre. fatti i tuoi conti!
Elbow Leaders Of The Free World
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nick email mandata! Ma fammi sapere se ti è anche arrivata..
The Shins Wincing The Night Away
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sono d'accordo: le cose semplici sono spesso le più belle, ma questo mi pare proprio un disco moscio, intendo a livello di qualità compositiva..
Elbow Leaders Of The Free World
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ho sentito solo il primo, ma non è che mi esaltasse tanto pure quello.. quindi per questo nuovo mi sa che passo.. e però ti si legge sempre super-volentieri, checcentra.. P.S. ricordati il "concertone" sabato, che finalmente ci conosciamo :-D
The Velvet Underground White Light/White Heat
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toh non l'avevo visto quest'ultimo commento. La recensione è, in effetti, imperfetta e presuntuosa.. ma ben lo stesso si potrebbe dire di qualsiasi recensione.. nonchè lo stesso si può dire del suo giudicante e quindi presuntuoso e poco argomentato e quindi imperfetto commento. nonostante ciò, io, recensore, concordo in definitiva con lei; questa che è fra le mie prime recensioni è assolutamente insufficiente; ma lo stesso il suo atteggiamento piuttosto presuntuoso e imperfetto rimane eheh
The Velvet Underground White Light/White Heat
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non sono d'accordo con la definizione di Alias del critico. anch'io penso che il critico debba avere cultura e estetica, ma non necessariamente sapere e conoscere della tecnica di una data arte. E questo perchè un arte è espressione, e la tecnica serve ad una data espressione. un critico semmai deve conoscere gli espedienti, più per pura completezza che per altro, ma non è detto, e ripeto spesso meglio che non lo sia, che debba sapere il come nella pratica si utilizza un certo espediente o regola. Inoltre l'arte è peculiarità di chi compone, scrive, dipinge, etc. ma la cultura intesa come bagaglio storico di una certa forma d'arte è appunto prerogativa della critica, che ha fondamentalmente lo scopo di discernere (o meglio: provare a discernere) il bello dal brutto. Nel complesso l'artista fa arte, ma la cultura, nel bene e nel male, la fa il critico. dunque la critica rock d'oggi, limitandosi squallidamente a propinare mode, uccide e nega il rock come cultura, perchè non ammette l'esistenza di un "bello" che vada oltre l'intrattenimento, cioè che si configuri davvero come arte e quindi possa costituirsi come bagaglio storico culturale.
The Velvet Underground White Light/White Heat
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ho letto un pò della discussione su Scaruffi.. rispondo solo all'ultimo commento di Alias: non hai torto, ma attenzione; molto meglio lui che col suo approccio sistemico rifugge squallide questioni di ipocrita (e spesso frutto di ignoranza) contingenza che la stragrande maggioranza (o forse totalità) della critica italiana e internazionale di oggi. Perchè il rischio, e anzi purtroppo il fatto è di vedersi recensiti come nuovi capolavori centinaia di dischi garage o "new new wave" totalmente senza senso per il solo fatto che non c'è di meglio, che non esiste avanguardia, che il revivalismo è imperante e allora quello che c'è va accettato in quanto tale. quando leggo le recensioni dei vari mensili di musica mi sembra di avere a che fare con due categorie di critici: gli imbecilli e i disonesti (che poi probabilmente sono entrambe le cose). I primi sembra che abbiano una cultura che non va più indietro del 2001. I secondi pretendono di spacciare a nuovi fenomeni gruppi che hanno un decimo dei requisiti di altri spacciati fenomeni in altri tempi. è critica sterile, inutile, che non si evolve perchè non ha il coraggio di parlare di quello di cui dovrebbe parlare, che non forma ma si asservisce, che nega dunque il concetto stesso di critica, ne annulla il senso. Molto ma molto meglio un critico come Scaruffi allora... inoltre tu dici che molti critici vorrebbero essere artisti; io dico, meno male che non lo sono.. ridurrebberoi la loro analisi alla visione preconcetta della forma del loro approccio mentale.. ci vorrebbero semmai più artisti che avessero la consapevolezza del critico