Wanderer

DeRango : 0,40
DeEtà™ : 7422 giorni • Qui dal 13 febbraio 2006
Porcupine Tree Signify
Voto:
Gruppo fondamentale, secondo me recensito in maniera opinabile ma comunque coraggiosa e personale.
Matt Ward End Of Amnesia
Voto:
Decisamente intrigante!
Ludovico Einaudi & Ballaké Sissoko Diario Mali
Voto:
Concentrato sui percorsi solitari di Ludovico Einaudi, mi sono fatto scappare questo "Diario Mali": la stupenda recensione di sfascia rende la distrazione ancor più grave; nulla sapevo anche di questo Ballakè Sissokò. Rimedierò as soon as possible. Intanto complimentissimi a iosa (antziquenon) per la qualità della proposta e per la sua esposizione.
Eric Clapton Money And Cigarettes
Voto:
Di Clapton ho solo "Slowhand", comprato tempo addietro per "conoscere" il buon Eric: non mi fa impazzire, ma il sound della sua Strato è assolutamente godibile. Ottima recensione, anyway.
Jade Warrior Waves
Voto:
Bella recensione per un disco particolarissimo.
Maurizio Pollini Friedrich Chopin Nocturnes
Voto:
Questo non significa "svendere" la mission culturale dell'ente teatro con le provocazioni di regie e allestimenti iper-modernisti e intellettualoidi, che aborro anche io se non supportati da un efficace retroterra di significati; significa solo aggiornare il modo di proporre le cose, dando l'idea di una realtà in fermento e non immobile. Perchè secondo te questo problema non si pone con il teatro di prosa, che ha molto seguito di pubblico, soprattutto giovane? Semplice perchè la prosa viene percepita come un settore dove non c'è paura di rischiare e di provare cose nuove. Tutto il contrario del mondo della musica classica. Chiudo dicendo che questi miei giudizi, che possono sembrare un pò tranchant, si riferiscono a certe realtà teatrali italiane; ovviamente non tutte, e in questo senso accolgo in pieno il rilievo di Hal che, opportunamente, mette in guardia dalle facili generalizazioni.
Maurizio Pollini Friedrich Chopin Nocturnes
Voto:
Aggiungo che questa atmosfera sostenuta che vige nei teatri, e che mette in fuga tanto pubblico potenziale, è un codice comportamentale assolutamente posticcio ed artefatto che molti credono rispecchi il costume sette/ottocentesco. Niente di più falso. Nel 700 e nell'800, il periodo in cui i teatri, al massimo fulgore, erano veramente il centro assoluto della vita di una comunità, le platee, prive di posti a sedere erano occupate da un rutilante, caciarone pubblico "plebeo", mentre nei ridotti e nei palchi occupati dalle famiglie aristocratiche, si accomodava un pubblico che, durante i lunghissimi spettacoli, mangiava, dormiva, giocava a carte e trombava. Il massimo provento degli impresari di allora non era il botteghino, ma lo chemin de fer e il meretricio praticati nei ridotti. Ora, eliminando certi eccessi, penso si possa restituire il teatro alla gente solo facendolo percepire come un luogo familiare, come un cinema, nel quale entrare senza doversi sentire in inferiorità per conoscenza o censo.
Maurizio Pollini Friedrich Chopin Nocturnes
Voto:
Poi, quando le stagioni sono sempre più deludenti e i bilanci dei teatri cominciano a fare acqua da tutte le parti, avremo sempre il parafulmine su cui scaricare le invettive: qualunque governo, anche quello più illuminato, verrà tacciato di disinteresse per la cultura e di scarsa o nulla propensione al finanziamento di enti lirici et similia. Il che è anche vero, per carità, ma è diventato un paravento troppo comodo. La vita del teatro non deve dipendere (solo) dalla quantità di denaro che si riesce a scucire dalle tasche pubbliche, ma deve costruirsi (prevalentemente) sul rapporto con il pubblico.Questo rapporto oggi non esiste, perchè i teatri fanno il verso a se stessi, mettono in campo le solite ricette trite e ritrite, e "producono" solo per una moribonda e sparuta èlite. Il mondo si evolve, il pubblico si evolve ma i teatri restano immobili, chiusi nel loro piccolo universo di convenzioni, affettazioni e clichè che vorrebbero essere altezzosamente aristocratici, ma che risultano alla fine goffamente piccolo borghesi. Te lo dice uno che a teatro ci va almeno tre sere al mese, sempre in giacca e cravatta. Anche a me piace l'atmosfera elegante come simbolo di rispetto e decoro nei confronti dell'istituzione teatro, ma poi capisco che se in ballo c'è l'esistenza stessa di questi luoghi, allora te ne freghi della giacca e della cravatta.
Maurizio Pollini Friedrich Chopin Nocturnes
Voto:
@ odradek: grazie per le belle parole e per la condivisione ideale del pensiero. @ GeorgeWBush: mi spiego meglio. Io non intendo fare della retorica giovanilista o riempirmi la bocca di generici quanto vani appelli all'"avvicinamento dei giovani alla classica/lirica". Men che meno ce l'ho su con il pubblico di anziani, spesso appassionati veri e "memorie storiche" dei vari teatri. Il problema è più complesso e ti invito ad approcciarlo con una visione a più ampio raggio. L'attuale pubblico della classica/lirica, affezionato ma anziano, è "fisiologicamente" destinato all'"esaurimento": io mi chiedo quale sarà (se ci sarà!) il ricambio generazionale. Insomma il rischio è quello di ritrovarsi davanti agli occhi, fra qualche anno, la scena triste e spettrale dei teatri vuoti.
Max Bruch Concerto per violino e orchestra n. 1
Voto:
Grazie mille a Symbad per il commento e a Grass e JoP per le segnalazioni dei cd, annotati nel carrello della spesa.