Viva Lì

DeRango : 0,32
DeEtà™ : 7375 giorni • Qui dal 1 aprile 2006
The Beatles The Beatles (White Album)
Voto:
Capolavoro. Inutile stare qui a farne una dettagliata recensione. Capolavoro.
The Velvet Underground White Light White Heat
Voto:
Io a questo disco metto 5 perchè è giusto che sia così, ma dopo la figura di merda rimediata con lo scambio di sesso di Nico, sui Velvet Undergrond non posso più dire mezza parola.
AA.VV. Nuggets: Original Artyfacts From the First Psychedelic Era 1965-68
Voto:
Compilation da avere, ma chissà se è ancora in commercio. Recensione cortissima, un pò più di sforzo la prossima volta tiziocaio.
Byrds The Notorious Byrd Brothers
Voto:
Senza Crosby i Byrds perdono qualcosa in qualità, ma lo stile e l'ispirazione non mancano mai. Nessun pezzo trainante, nessuna voglia di scalare le classifiche, solo una curiosa variazione sui temi classici della psichedelia californiana. Tutti, o quasi, molto belli i brani, e uno dei dischi più ingiustamente sottovalutati della storia della musica. Anche se, a onor del vero, non è il miglior lavoro dei Byrds.
Donovan Hurdy Gurdy Man
Voto:
A dire il vero, recensore Fabbiu e commentatori assortiti, lo trovo uno dei meno interessanti Donovan di sempre. Folk, poco rock, qualche bella canzone, ma anche tanta voglia di dimostrare la propria bravura in maniera rudimentale e ostentata. Non mi ha mai convinto troppo.
Jethro Tull This Was
Voto:
Esordio carinissimo dei Jethro Tull, eppure la differenza con il successivo "Stand Up" è abissale. I Jethro Tull sono un gruppo rivoluzionario per la scena musicale mondiale, già qui fanno intravedere cenni della propria immensa bravura, ma l'insieme, alla fine, risulta un pò troppo soffocante e compresso, con momenti di voli leggiadri e pesantezze un pò deliranti. Il leader Ian Anderson, d'altronde, è un folle come pochi al mondo.
Soft Machine Volume One
Voto:
Il disco che ha influenzato tutta la successiva musica alternativa inglese. Pop rock dalle forte tinte psichedeliche, arrangiamenti jazz sublimi, contenuti esplosivi e surreali (patafisici, così diceva il gruppo), ironia, una sorta di via di mezzo tra Theolonius Monk e Frank Zappa. I brani sono tutti una delizia, e fra i momenti migliori c'è da ricordare, almeno, "Hope For Happiness", "Joy of a toy", "Why are we sleeping". Il volume due gli è leggeremente inferiore, ma dei Soft Machine andate a riascoltarvi "Third", sicuramente, ne rimarrete sbalorditi.
Deep Purple Shades Of Deep Purple
Voto:
Esordio carino, ma un pò acerbo, di una band che poi, col tempo, passerà giustamente alla storia. Niente di rock, e tantomeno di hard rock, ma "Hush" è pur sempre un gran bel pezzo, anche se le melodie beat, a dire il vero, stanno un pò troppo strette ai Deep Purple. Hanno fatto anche di peggio ("Deep Purple", 1969), ma hanno fatto capolavori indiscutibili ("In Rock", "Made in Japan", "Burn"). Perciò, 5 è esagerato, 2 è un'insulto, 3 è la perfezione.
Carl Orff Carmina Burana
Voto:
Commiato d'addio, però il mio era migliore. Poi però, non ho mantenuto le promesse: e ancora piango.
Frank Zappa We're Only In It For The Money
Voto:
Non c'è storia gente, capolavoro, anzi, capolavorone. Mi sembra addirittura superfluo spiegarvi il perchè e il percome, ma ascoltatevi le canzoni in cui Zappa interrompe l'esecuzione e va a rispondere ad un telefono che, da un pò troppo tempo, sta continuando a trillare. C'è qualcosa di magico, e anche un pò spaventoso, in questo che è, a mio avviso, uno dei 5 dischi più belli di Frank Zappa.