Viva Lì

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Wayne Shorter Quintet Speak No Evil
Voto:
Quintetto, volevo dire quintetto.
Wayne Shorter Quintet Speak No Evil
Voto:
Non conosco il simpatico quartetto, e devo dire che la recensione non mi ha invogliato più di tanto a capire chi siano questi signorotti. Però vedo che piacciono moltissimo, e siccome non vorrei prendere una solenne cantonata, prima vado a leggermi la biografia poi decido. A proposito: non ho sparlato di niente e di nessuno in questo mio commento. Quindi sono salvo? Cosa? Dite di no... Mannaggia... Ipse Dixit.
Bob Dylan The Times They Are A-Changin'
Voto:
Finalmente qualcuno che sa mettere i voti in maniera non scriteriata. Un sincero complimenti. Ipse Dixit.
Beatles Beatles For Sale
Voto:
Oilalà derecensore, che esagerazione. Un pò di contegno, please. Ipse Dixit.
Johann Sebastian Bach Glenn Gould: Invenzioni a due voci e sinfonie a tre voci
Voto:
My Generation, nervosetta? E tu chi sei la figlia di Bach? Leggi prima il mio commento bene, poi (s)parla, non ho dato nessun giudizio su questa recensione, anzi mi sono quasi auto-accusato. Brutta cosa non saper leggere. Ipse Dixit.
Johann Sebastian Bach Glenn Gould: Invenzioni a due voci e sinfonie a tre voci
Voto:
Ah, la buona vecchia musica classica: mai avuto un rapporto felice. Qualcuno adesso si metterà a gridare e piangerà di dolore: di musica classica possiedo solo un disco, una serie di motivetti (allegri, andanti) scelti dalla vasta gamma del repertorio di Beethoven, suonati da un orchestra austriaca a me completamente ignota. E' una musicassetta polverosa, comperata non meno di quindici anni fa. E francamente, ogni volta che la sento, mi viene un pò di pelle d'oca e un pò di sbadigli. Scusate, ma non sono una da musica classica. Ipse Dixit.
The Beatles Beatles For Sale
Voto:
Un pò di stanchezza colpisce inevitalbimente anche i Beatles. Nessun problema, comunque. Dopo verrà "Help!", il primo vero capolavoro. Ma per ora i Beatles registrano un disco un pò deludente, condito da qualche bella canzone ("I'm a loser", "No reply") e almeno un hit di sicuro successo ("Eight days a week"). Compaiono ancora le cover, ma stavolta hanno un pò stancato. Forse, insieme al primo "Please please me" e all'ultimo "Let it be", il disco meno interessante dei Beatles. Comunque, sempre abbondantemente sopra la media standard. Ipse Dixit.
Eric Dolphy Out To Lunch
Voto:
Vedo che il jazz continua a fare proseliti: però, tanto per cambiare, non mi trovate d'accordo. Eric Dolphy, buon sassofonista, mi sembra il classico jazzista che tutti stimano e ammirano ma nessuno sa bene in realtà per quale motivo: innovativo? geniale? grandioso? Sì, può darsi, ma anche un pò ripetitivo. Non ha avuto la forza di cambiare e rinnovarsi radicalmente, e non è nemmeno stato così eclettico come Mingus o Davis, mi sembra un pò sopravvalutato questo Dolphy, per quanto, avendo ascoltato alcuni (ma ammetto, pochi) brani, non mi dispiaccia affatto. E' la sua biografia che mi rende scettico e un pò perplesso. Se sbaglio nessun problema, o meglio, è un problema mio. Però, non mi convincerete facilmente... Ipse Dixit.
Bob Dylan The Times They Are A-Changin'
Voto:
Ma, vedi Hal: la svolta elettronica di Bob Dylan è sicuramente una delle chiavi di lettura più interessanti e significative per capire l'importanza della musica politica e di protesta di mezzo cantautorato americano. Cioè, se Dylan fosse rimasto sempre quello degli esordi forse non avrebbe riscosso il successo che poi ebbe e forse, non avrebbe fatto smuovere molte coscienze musicali che pensavano che cantare canzoni di protesta volesse semplicemente dire mettersi in bocca un armonica e fra le mani una chitarra. Dylan ha spiegato che per protestare non bisogna mummificarsi e rendersi noiosi, ma si può anche protestare facendo ottima musica e ottimi arrangiamenti. Non so se sono stato chiaro, comunque è così che la penso. Ipse Dixit.
The Beach Boys All Summer Long
Voto:
Grazie, grazie, vi ringrazio con il cuore. Sono commosso, forse emozionato. Sarà l'età o sarà qualcos'altro? Lo scopriremo solo vivendo. Ipse Dixit.