Viva Lì

DeRango : 0,32
DeEtà™ : 7375 giorni • Qui dal 1 aprile 2006
Bob Dylan Another Side Of Bob Dylan
Voto:
Vedo che la mia recensione non riscuote il benchè minimo successo. Dite che l'altra era fatta meglio? Probabile, a me non sembra. Ma si sà, sono di parte. Ipse Dixit.
Bob Dylan The Freewheelin' Bob Dylan
Voto:
Lo ripeto, e ho pure scritto una recensione, non credete che dare 5 a questo album significhi in qualche modo declassare gli altri? "Highway 61 Revisited" o "Blonde o blonde" non sono forse migliori di questo? E allora cosa gli mettiamo 21? A parte un sei sette canzoni, questo album cos'ha di veramente strabiliante? La musica? Tze... Le parole? Sì, ma non tutti i brani sono sullo stesso livello. Comunque caz non ho mica capito la recensione? Ardita presa per il culo o ermetica recensione simil-filosofica? Illuminami. Ipse Dixit.
Neil Young Comes A Time
Voto:
Stroncare con un 2 questo album (l'1 sarebbe da idioti) è impresa facilotta, ma non corrisponderebbe al vero. E' un disco quindi che merita 3, perchè Neil Young appare un pochino giù di corda, troppo influenzato da atmosfere simil-country folk o giù di lì, e perchè, soprattutto, crede di essere un gigante (e in fondo lo è), ma ambire a certi traguardi è veramente troppo. E che le pretese di magniloquenza siano chiare lo si nota fin subito dal nome scelto per la band: "Via col vento". Comunque, qualche buona canzone non manca, e, soprattutto, fa piacere ascoltare la chitarra di J.J.Cale innestata nell'unico vero (e puro) pezzo rock: "Motorcycle Mama". "Goin'Back", comunque, strappa meritati e calorosi applausi. Una curiosità rivolta al derecensore: perchè hai segnato questo album con data 1963 quando invece è del 1978? Ipse Dixit.
The Beatles Please please me
Voto:
Prima pietra di una epocale leggenda. Però siamo ben lontani dai classici lavori beatlesiani di metà anni Sessanta: tante cover, un pò di rock & roll, qualche melansaggine ("A taste of honey" su tutte), e qualche perla infilata un pò a casaccio qua e là ("Please please me", "Love me do", "I saw her standing there"). Lennon e McCartney non mostrano ancora a pieno il loro potentissimo talento: verranno occasioni più ghiotte. Ipse Dixit.
Beatles With The Beatles
Voto:
Seconda fatica dei Beatles: Lennon e McCartney cominciano a scrivere i primi classici ("All my loving", "Hold me tight", "Please Mr.Postman"), e alcune ballate sono deliziose e gradevoli. Voto alto perchè sono pur sempre i Beatles, e quindi è alta classe, ma niente a che vedere con i successivi lavori beatlesiani (da "Help!" a "Abbey Road" passando per l'epocale "Sgt.Peppers Lonely Hearts Club Band"). Sono ancora quattro ragazzini educati e perbene, facce pulite, storielle d'amore e tutto, rigorosamente, entro la durata di tre minuti a canzone. Insomma, tutto ancora molto beat: ma beat di gran lusso, s'intende. Ipse Dixit.
James Brown Live at the Apollo
Voto:
Grande live, indimenticabile James Brown. Vale la pena ricordare un curioso aneddoto che nessuno ha ricordato: durante l'esibizione di "Please, please, please", James Brown fece finta (ma il pubblico non lo sapeva) di collassare in terra, corsero a raccoglierlo alcuni valletti e Brown si rialzò a fatica, poi, con un gesto repentino, si tolse il mantello e continuò a cantare più grintoso di prima. Anche queste baracconate d'autore servono a creare un mito e una leggenda. Siate sinceri sù, in quanti lo sapevate? Ipse Dixit.
Herbie Hancock Inventions & Dimentions
Voto:
Ancora jazz, sempre jazz. Un genere musicale che più che amato è quasi una filosofia di vita. La sopravvalutazione è sempre dietro l'angolo (e anche su Debaser si è sempre corso il rischio), questa volta però non c'è male, anzi: Herbie Hancock era veramente un mostro di genialità e bravura, e devo dire, che mi spiace assai non possedere nulla di suo. Non mi fido (e l'ho già detto) delle spedizioni via posta via Internet, ma se questo "Inventions e Dimentions" è veramente così bello come dite, andrò a recuperarlo da qualche parte. Anche perchè Hancock, insieme a Davis e Mingus è stato l'artefice più alto del genere jazz in campo internazionale. Ipse Dixit.
Bob Dylan The Freewheelin' Bob Dylan
Voto:
Ribadisco: dare 5 a questo disco vorrebbe dire dare 15 ad altri, vedi ad esempio "Highway 61 Revisited". Comunque, tutti sono liberi di esprimersi, però io, a parte qualche bellissimo brano, non ho sentito un Dylan così effervescente, gli preferisco molto di più il successivo "The times they are a changin", più rabbioso, meno arzigogolato. Ipse Dixit.
The Beach Boys Surfin' Usa
Voto:
Mi compiaccio da solo, anzi, se permettete, posso votarmi? Guardate, per non esagerare non mi metto nemmeno 5, il 4 mi basta. Però, sorry, non ditemi che sono presuntuoso. Ipse Dixit.
Bob Dylan Bob Dylan
Voto:
Chiaramoci, non è il miglior Bob Dylan di sempre, ma è comprensibile. 22 anni sono pochi, ma Dylan è comunque geniale, suona la chitarra come se stesse riposando sotto una quercia (metafora ardita, forse troppo, per dire che suona assai genuinamente), canta acidulamente come è suo vezzo, e s'inventa almeno un paio di brani assolutamente estasianti: "Song to Woody" e "She's no good". Tutto sommato c'è di che leccarsi i baffi, a tratti però la troppa voglia di dimostrare (e dunque di stupire) di questo giovincello rischia un pò di far apparire Dylan un presuntuosetto un pò petulante. Diciamo, per così dire, 4 stellette per il 50% e 2 stellette per l'altro 50%: metà e metà, così e così. Ipse Dixit.