Larrok

DeRango : 5,57
DeEtà™ : 7248 giorni • Qui dal 5 agosto 2006
Yes Close To The Edge
Voto:
Sono l'unico sulla terra che preferisce "The Yes Album" a questo?
Piero Scaruffi Una Storia della Musica Rock
Voto:
Non so se tutti coloro che hanno votato l'opera l'abbiano mai letta, però posso dire che questo per me è uno dei libri più completi e approfonditi sull'evoluzione, gli stili, le contaminazioni di tutti i generi e sottogeneri della storia del rock. Ovviamente è ben lungi dall'essere senza difetti, infatti a mio avviso si dilunga troppo nel citare nomi di band e artisti semi-sconosciuti (ne snocciola diverse migliaia) liquidandoli poi spesso con frasi che vogliono essere riassuntive ma finiscono per esser sbrigative. Ciò è la conseguenza dell'ambizione di voler spiegare dettagliatamente in sole 500 pagine tutto quanto di minimamente rilevante sia avvenuto nel rock dagli anni '50 alla fine dei '90. Tuttavia è secondo me da premiare la capacità che ha Scaruffi di seguire un ordine abbastanza logico nella trattazione, riuscendo a destreggiarsi, soprattutto nella seconda parte, nella miriade di ramificazioni post '77 di New Wave, Punk, Post-Punk, Hardcore, Noise, Post-Rock, ecc... Condivisibile la scelta di suddividere per zone geografiche le varie scuole d'origine, in modo da avere gli elementi per osservare tendenze e ritorni ciclici di caratteristiche tipiche di Stati Uniti o Europa anche a distanza di tempo. Non è un'enciclopedia che ha come fine ultimo l'esaltazione di determinati beniamini che possono essere dell'autore o più in generale delle masse. E' piuttosto un'analisi imparziale che parte da constatazioni sia di tipo socio-culturale che prettamente musicali, per arrivare a spiegare ciò che sta alla base di una determinata corrente o approccio ai vari tipi di rock. Voto 5 perchè ha il merito di dare dignità a centinaia di artisti e gruppi importantissimi che nella stragrande maggioranza delle cosiddette "enciclopedie del rock" vengono ingiustamente dimenticati.
Vincenzo Natali Cube (Il Cubo)
Voto:
L'ho rivisto, ha il vantaggio di basarsi su un'idea che può portare a migliaia di possibili sviluppi, e infatti ti tiene incollato per sapere come va a finire. 80 minuti avvincenti la prima volta che lo vedi, poi quando lo rivedi sapendo già come va a finire, perde un po' del suo fascino ma resta comunque un buon film. Il prequel sta al primo Cube come "Alien 2 - Sulla Terra" di Ciro Ippolito, al primo "Alien", tanto per dare un'idea...prequel e sequel inutili e mediocri
Paul Thomas Anderson There Will Be Blood (Il Petroliere)
Voto:
Appena visto in qualità blu-ray: spaventosamente intenso...se la gioca di diritto con "Non è un paese per vecchi" per la palma di miglior film del 2007. Sul terzo gradino del podio, ben staccato, metto "Zodiac", poi "Michael Clayton", "Sunshine", "Grindhouse", "American Gangster" e "[REC]"
Sparklehorse + Fennesz In The Fishtank 15
Voto:
sia l'indimenticato Linkous che il geniale Fennesz (tra l'altro coetanei) sono tra i miei artisti favoriti, ma non avevo mai sentito di una loro collaborazione...ottima proposta, anche se da questa serie di dischi "in the fishtank" molte volte è scaturita roba poco interessante a mio avviso
The Beatles Let It Be
Voto:
4 pezzi veramente validi, ossia "Dig a Pony", "Get Back" e le 2 ballatone di Macca; il resto è quasi tutto spazzatura con pochi spunti appena godibili sparsi qui e là...proprio ad esser generosi "I've got a Feeling" è passabile...nel complesso 3. Nella versione Naked acquista tantissimo senza le parti orchestrali, nella brillantezza del suono, per la scelta della tracklist e l'inserimento di "Don't Let Me Down"
Country Joe & The Fish Electric Music For Mind And Body
Voto:
abrasivo acid-blues-psych californiano che culmina nell'onirica e conclusiva "Grace", uno dei capolavori della psichedelia della west-coast
Liars WIXIW
Liars WIXIW
14 set 12
Voto:
Uno degli album più interessanti di questi primi 9 mesi di 2012. Alcune sonorità della title-track mi ricordano addirittura i Residents! Il basso pulsante in "No.1 Against the Rush" è trascinante nella sua semplicità (parola che accostata ai Liars perde di qualsiasi valore), mentre in "His and Mine Sensations" mi ricordano i Radiohead più elettronici di Kid-A/Amnesiac. In "Who is the Hunter" il clima di intimità è colorato da inserti IDM - Glitch. "Octagon" e "Flood to Flood" sono dei mantra ipnotici del terzo millennio. Insomma una fucina inesauribile di idee questi Liars...hanno una caratteristica abbastanza rara, non ti danno mai la sensazione di prevedibilità. Gli dò un bel 4 abbondante.
Muse Unsustainable
Voto:
wow l'ultimo pezzo dei Muse! Non vedo l'ora di non ascoltarlo
Peter Gabriel Peter Gabriel I (Car)
Voto:
Tra i primi quattro album questo è quello che ascolto più volentieri. "Moribund" apre in stile Genesis proprio per tracciare un ponte tra passato e presente, poi si passa ai due pezzi più orecchiabili che infatti furono lanciati come singoli. "Excuse me" è un divertissement scherzoso, uno riempitivo che funge da intermezzo per la più profonda e genesisiana "Humdrum". "Slowburn" è già più rock e scanzonata pur sfoggiando una certa perizia strumentale e si chiude con un assolo nella struggente coda. "Waiting for the Big One" è il blues che non ti aspetti in un disco del genere, e oltre tutto trascinato per oltre 7 minuti (anche se a mio avviso godibilissimo). "Down the dolce vita" sfodera gli archi e parti orchestrali in una canzone che però tutto sommato è tra le più deboli del lotto. Il gran finale spetta all'epica "Here Comes the Flood", probabilmente l'inno più trascinante della carriera di Gabriel, sebbene poi ne abbia rinnegato l'arrangiamento a suo dire troppo pomposo. 4 stelle abbondanti se le prende tutte.