Larrok

DeRango : 5,57
DeEtà™ : 7248 giorni • Qui dal 5 agosto 2006
Abel Ferrara Pasolini
Voto:
Mi sono piaciuti, anche se non esageratamente, sia questo "Pasolini" di Ferrara, che "La Macchinazione" di Grieco, anche se molto diversi. Di quest'ultimo cosa ne pensi?
M. Night Shyamalan Glass
Voto:
Il primo "Unbreakable" mi era piaciuto molto, davvero coinvolgente; "Split" bella l'idea e grande performance di Mcavoy, ma poteva essere sviluppato meglio; questo "Glass" nettamente il peggiore dei tre, non mi ha lasciato assolutamente nulla. Il mio cervello l'ha rigettato come superfluo, tanto che non ricordo letteralmente nulla che mi abbia impressionato positivamente. In conclusione, a mio avviso poteva fermarsi al primo; sono abbastanza insofferente alla serialità, salvo rari casi, preferisco i film stand alone, infatti guarda caso ho apprezzato "The Visit".
Matteo Garrone Dogman
Voto:
Il top di Garrone per me rimane il trittico "L'imbalsamatore"-"Gomorra"-"Realit y". Uno più potente dell'altro. Poi non mi è dispiaciuto nemmeno "Il racconto dei racconti", nonostante io abbia un'idiosincrasia quasi assoluta nei confronti del genere fantasy. Con questo "Dogman" il livello è risalito nuovamente, per poi precipitare rovinosamente con l'ultimo "Pinocchio" che considero il suo primo vero passo falso (ma spero sia solo una sorta di parentesi/divertissement).
Woody Allen Un giorno di pioggia a New York
Voto:
Tra i film di Woody dell'ultimo decennio questo "A Rainy Day in New York" va nella parte bassa delle mie preferenze, ma comunque non merita una totale stroncatura (figuriamoci una censura). I più riusciti dell'ultimo periodo restano a mio avviso, in quest'ordine, "Blue Jasmine", "Midnight in Paris", "Irrational Man" e "Cafè Society". Qui abbiamo da una parte la solita ragazza carina col faccino acqua e sapone, ingenuotta, universitaria, col golfino a modino (à la Emma Stone) e dall'altra il solito intellettualino frustrato, colto, incompreso e sensibile, ecc... e come al solito all'inizio stanno insieme e alla fine no; solita colonna sonora old style e solita fotografia di Storaro strepitosamente perfetta (anche troppo). È l'ennesima e non indispensabile immersione nel mondo dell'odiosissima (almeno per me) medio-alta borghesia newyorkese, con personaggi sempre più vuoti e dialoghi sempre più sterili e già sentiti. Persino le gag risultano abbastanza fiacche. P.S.: penso che questa Selena Gomez che passa da Jarmusch a Allen con tale disinvoltura abbia davvero un ottimo agente.
Martin Scorsese The Irishman
Voto:
Ripensando a questo filmone, che a mio avviso scorre che è una meraviglia, le scene che mi tornano subito alla mente sono: Hoffa che insulta tutti pesantemente nella stanza e poi in privato cerca di recuperare con Sheeran giurandogli che non ce l'aveva con lui (esilarante); Sheeran che al ricevimento cerca inutilmente di far ragionare Hoffa facendogli capire che i capi non scherzano e si deve dare una regolata; la telefonata di Sheeran verso la fine del film, in cui mente spudoratamente e allo stesso tempo gli si legge negli occhi quanto si senta una merda. Ma potrei andare avanti ancora. Per me uno dei migliori film del 2019.
Roman Polański J'accuse
Voto:
Opera eccellente, due ore che scorrono via come fosse mezz'ora, nonostante il tema che non è dei più agili da trattare; ritmo giusto, fotografia e regia impeccabili. Per l'ennesima volta Roman ha insegnato ai giovincelli come si gira un grande film. Maestro. PS: nelle scene di Dreyfus sull'isola del Diavolo, impossibile, almeno per me, non ripensare ai leggendari Steve McQueen e Dustin Hoffman nel indimenticabile finale di Papillon.
Steven Soderbergh Contagion
Voto:
Fotografia e regia sono di alto livello (ad esempio il contrasto tra scene con colori caldi e altre con colori freddi), ma d'altra parte stiamo parlando di Soderbergh, non di zio Peppino. Il doppiaggio con la Cotillard che parla in italiano con l'accento "franscese" è RIDICOLO, ma a parte questo, forse il problema del film è che nella sua estrema accuratezza dal punto di vista scientifico, non lascia molto spazio per empatizzare coi personaggi, almeno a me è accaduto questo. Sicuramente sufficiente nel complesso, e visto col senno di poi, alla luce di ciò che sta succedendo adesso col Covid-19, la scena finale in cui viene mostrato il salto di contagio da pipistrello a maiale è davvero inquietante. Non un film per ipocondriaci.
Ari Aster Midsommar
Voto:
La regia è eccelsa, uso magistrale della fotografia e della colonna sonora, e in generale del sonoro. Ci sono movimenti di macchina ed effetti visivi da antologia (vedi l'inquadratura sottosopra durante il percorso in auto verso il villaggio, oppure i repentini cambi di messa a fuoco o gli effetti che simulano lo stato di alterazione da acidi). Film dall'impatto emotivo devastante. Ari Aster, finalmente un regista giovane che mi fa apprezzare l'horror dopo il già ottimo Hereditary...ormai pensavo di avere un problema io col genere (e forse una certa idiosincrasia c'è), ma dopo la visione di pellicole come questa mi rendo conto che è semmai la media qualitativa delle uscite attuali ad essere davvero bassa.
Bernardo Bertolucci Ultimo tango a Parigi
Voto:
Non si può di certo definire un film di merda, se non altro per l'eccellente fotografia, le ottime performance dei due attori protagonisti e i ricercati movimenti di macchina di Bertolucci; tuttavia per quanto mi riguarda non riesco a fargli superare i 3 pallini per via di una sceneggiatura senza mordente che mi ha suscitato scarso interesse, dialoghi spesso inutili e noiosi e personaggi di contorno poco riusciti, uno su tutti il regista che fa addirittura venire l'orticaria. Colonna sonora a mio avviso poco adeguata e a volte sopra le righe.
S. Craig Zahler Dragged Across Concrete
Voto:
Terzo ottimo film consecutivo da parte di Zahler che finora non ha sbagliato un colpo. Ancora crudeltà, ancora critica sociale, ancora personaggi senza speranza in un mondo da incubo nel suo tragico realismo. La scena con Jennifer Carpenter mi ha devastato. Le due ore e 40 non appesantiscono lo scorrimento della pellicola.