pier_paolo_farina

DeRango : 9,02 • DeEtà™ : 7148 giorni

 L’abituale vena pop/folk/psichedelica/mistica si rivela annacquata, diluita in canzoncine che risultano di modesta attrattiva.

 Sto criticando un grandissimo artista, colto nella pagina meno interessante di carriera, quindi tale giudizio è da prendere nel suo contesto.

La recensione analizza 'Hai Hai', album solista di Roger Hodgson, sottolineando la scarsa ispirazione e le poche novità rispetto ai lavori precedenti con i Supertramp. Pur mantenendo la personalità unica dell'artista, l'album manca di arrangiamenti geniali e brani indimenticabili. Un lavoro che non lascia il segno, ma si salva grazie alla piacevolezza generale. Scopri se anche tu rimmarai deluso o troverai piacevole ascoltare Hai Hai.

 Un bel disco di Colin, perfettamente minimalista: lui e basta, solamente la voce (bellissima) e la chitarra acustica.

 Proprio un immersione in un piccolo mondo gustoso, scevro di orpelli e pompa. Ci si purifica, si evade in un piccolo mondo artigiano di molto talento.

La recensione esalta 'Peaks & Valleys' di Colin Hay per il suo minimalismo estremo: solo voce e chitarra. L'album offre un ascolto avvolgente, intenso e senza eccessi. Il lavoro presenta tredici brani coesi e privi di riempitivi, valorizzando il talento artigiano dell'artista. Un'esperienza sonora intima consigliata agli amanti della musica autentica. Scopri la bellezza semplice di 'Peaks & Valleys': immergiti anche tu in questo mondo autentico.

 Chitarra elettrica e tastiere si passano continuamente il pallino, la sezione ritmica non perde un colpo.

 Bisogna entrarci in simbiosi, letteralmente mettersi il dischetto in auto e lasciarcelo per venti giorni. A quel punto si gode anche, è un’estasi… intellettuale.

La recensione esalta Crafty Hands degli Happy the Man come esempio raffinato di prog-rock americano: più solare degli inglesi Genesis a cui nominalmente si richiama, con complesse geometrie strumentali, ricchezza di arrangiamenti e pregevole produzione. Un album quasi totalmente strumentale che richiede ascolti ripetuti per essere apprezzato e si rivolge soprattutto agli amanti del genere e a chi apprezza mini suite musicali dense di cambi d'atmosfera. Scopri l’estasi intellettuale del prog raffinato: ascolta Crafty Hands!

 Troverei più appropriata la denominazione 'Blues Without Feeling'.

 Gli manca proprio il respiro, il calore, il trasporto del blues.

La recensione boccia l'incursione di Steve Hackett nel blues, giudicando l'album tecnicamente competente ma freddo e privo di trasporto emotivo. L'autore riconosce il talento di Hackett ma sostiene che gli manchi il vero spirito blues, sia con la chitarra che con l'armonica. L'album viene definito superfluo e poco coinvolgente, soprattutto se confrontato con altri artisti blues di rilievo. Leggi la recensione completa e scopri se vale la pena ascoltare questo album di Hackett.

 La musica è tutto meno che vanesia ed edonista.

 Riesce ad essere ben superiore all’originale, già notevole, con un pianetto rock’n’roll irresistibile e un arrangiamento perfetto.

La recensione celebra ...Twice Shy dei Great White come apice della loro carriera, distinguendoli per un sound hard rock autentico lontano dalle mode del periodo. L'album viene elogiato per la qualità di tutte le tracce e la maestria dei musicisti, evidenziando brani come 'Move It', 'House of Broken Love' e la cover di 'Once Bitten Twice Shy'. L'autore ripercorre anche le vicende del gruppo, sottolineando la tragedia del 2003 e l'attuale rinascita, legando così musica e storia personale della band. Leggi la recensione e scopri perché ...Twice Shy è l'album che ha segnato la storia dei Great White.

 Wilson è un autore poppettaro di limpidissima personalità e di notevole influenza nelle vicende della musica popolare.

 Niente di trascendentale quindi, ma buon pop di proverbiale personalità.

L'album solista del 2004 di Brian Wilson conferma l'unicità del suo stile pop, grazie anche alla presenza di ospiti illustri come Clapton, Elton John e McCartney. Pur non essendo un capolavoro, il disco offre canzoni di buon livello, esprimendo la tipica personalità musicale di Wilson, tra melodie gioiose, arrangiamenti ricchi e cori riconoscibili. Scopri come Brian Wilson ha reinventato il suo pop in questo album ricco di ospiti speciali.

 La classe regna sovrana e c’è sempre il prodigioso soprano di Shorter a dire l‘ultima parola.

 È il disco più ricco di accompagnamenti “sintetici” di Joni Mitchell, il che non toglie un grammo di calore e fascino alla sua musica, immortale e impossibile da clonare.

La recensione esalta Taming the Tiger come l'album della maturità artistica di Joni Mitchell, arricchito da sonorità elettroniche innovative e stratificazioni jazz. Dai testi traspare coscienza personale e sociale, mentre la parte strumentale sperimenta nuove tecnologie mantenendo calore e fascino. Un disco affascinante, sofisticato e impossibile da imitare. La Mitchell si conferma icona in continua evoluzione. Scopri l’anima elettronica e senza tempo di Joni Mitchell: ascolta Taming the Tiger!

 La mia riconoscenza verso questa artista è infinita e mi sorprendo ancora ad emozionarmi intensamente quando, per l’ennesima volta, risento queste profonde musiche di somma ispirazione, maestria e comunicativa umana.

 Sette minuti interi di un’amareggiata e pessimistica Joni che si mette a nudo ancora una volta e fa dialogare le sue tante voci, per la nostra riflessione e il nostro piacere.

La recensione celebra Turbulent Indigo come un apice della carriera di Joni Mitchell, mettendo in risalto la profondità emotiva dell’album, le tematiche malinconiche legate alla sua vita personale e la qualità raffinata degli arrangiamenti. L’autore evidenzia la padronanza tecnica della cantautrice e la forza comunicativa della sua musica. Scopri perché Turbulent Indigo è ancora oggi un ascolto imprescindibile.

 Joni è decisamente cibo per musicofili, per gente un minimo raffinata, senz’altro per tantissimi musicisti che vedono in lei una chiara avanguardia e un’inesauribile fuoriclasse.

 Nessuno copia la Mitchell, è troppo peculiare ma, chi ci capisce, la ama per forza.

La recensione esamina 'Night Ride Home', quattordicesimo album di Joni Mitchell, sottolineando la centralità della chitarra, la maturazione vocale e le prestigiose collaborazioni con artisti jazz. L'atmosfera è raffinata, le melodie meno innovative ma sempre espressive. Un disco consigliato per musicofili e appassionati di generi sofisticati. Scopri la magia di Night Ride Home e lasciati ispirare dal talento inconfondibile di Joni Mitchell.

 Il disco risente dei tempi ma, vivaddio, solo di striscio: le musiche presenti sono sostanziose, godibili e talvolta preziose.

 Ma averne, di dischi così… Del resto lei di album scarsi non ne ha mai fatti, ed anche in questo caso vi è un bel sentire.

L’album del 1988 di Joni Mitchell abbraccia le sonorità anni ’80 senza rinnegarne l’eleganza. Ricco di illustri collaborazioni, il disco offre arrangiamenti complessi e stratificati. Pur essendo meno intimo rispetto agli esordi della Mitchell, rimane un lavoro godibile e di classe, dimostrando la coerenza artistica della cantautrice. Nonostante qualche concessione alle mode, brilla tra i dischi dell’epoca. Scopri perché Chalk Mark in a Rain Storm merita un ascolto attento.