I Profeti - Gli occhi verdi dell'amore (1968) shaggy non s'è inventato niente....
 
Delirium - Canto di Osanna - 1971 per un pò di tempo questa canzone mi fece fare confusione tra i delirium e gli osanna...avevo 12 anni..
 
I Santo California, Tornero, Single 1975

ecco Sergio,sono (ehm) tornato
 
Ghigo -- Coccinella proto rock italiano..ma già molto irriverente da essere censurata...
 
The Who - Love Ain't for Keeping tanti auguri a Next...
 
The Style Council - How She Threw It All Away a tutti quelli che sono ancora sotto torchio....
 
#zot2017

Hey Colossus - The Guillotine (Rocket Recordings, June 02, 2017)

Altro dischetto uscito nel corso del 2017. Mi riferisco all'ultimo LP di Hey Colossus, sestetto londinese annoverato nel giro del filone neo-psichedelico dell'ultimo decennio ma che affonda le proprie radici in un terreno diciamo più complesso come quello del math-rock, combinato chiaramente con una certa componente noise e i soliti rimandi alla wave, accento che in generale per tutte le band che provengono dal Regno Unito non manca quasi mai. Pubblicato sulla label forse più interessante (tra le più popolari, sempre chiaramente a un livello sotterraneo) del panorama europeo, la Rocket Recordings, il disco ha un sound massivo e a tratti tortuoso (in particolare vedi l'uso del basso in "Englishman", "Experts TOll", ): in alcune tracce il suono poderoso delle chitarre riempie praticamente ogni spazio, senza lasciare respiro e fiato se non alla voce, solitamente accattivante e ove necessario, amplificata dall'uso delle distorsioni e quasi teatrale in alcune interpretrazione al limite del patetico come l'apotesi estatica noise di "Back In The Room" e negli stacchi noise di "In A COllision". Le nenie psicotiche di "Honest To God" oppure "Calenture Boy" fino alle sottigliezze di "Potions" e la lunga session "The Guillotine". In bilico tra estetica anni novanta, tentativi Swans, il disco si propone in verità come qualche cosa che si presti all'ascolto di una audience vasta. Il dubbio è se e quanti che vi appartengono lo considerino poi con la dovuta e richiesta affezione, forse proprio per una certa sensazione di essere un disco fuori tempo... ma questa è forse una caratteristica che esce fuori da molti gruppi inglesi e che sono sicuramente molto più banali e meno bravi (perché, diciamocela tutta, questi qui alla fine sono bravi) dei colossi.

Hey Colossus - Experts Toll (Track)
 
Fiaba - Il bambino coi sonagli questa suite è semplicemente stupenda...
 
Fiaba - Il signore dei topi esordio col botto dei siculi ..un rock apparentemente semplice ma con radici ben piantate nel folk ,anche se il folk non sembra esserci...
 
Il 12 agosto di 50 anni fa, nel seminterrato di un negozio di dischi di Londra, prendeva forma una delle band che avrebbe poi rivoluzionato la storia della musica mondiale: i Led Zeppelin. Ripercorriamo la carriera e vi raccontiamo un aneddoto sulla fondazione della band formata da Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e John “Bonzo” Bonham.
Whole Lotta Love, Stairway to Heaven, Immigrant Song, Good Times Bad Time, sono solo alcune delle canzoni più celebri dei Led Zeppelin, leggendaria band britannica che 50 anni fa “vide la luce” nel seminterrato di un negozio di dischi di Londra, e da quel momento ha iniziato a scrivere la storia della musica, influenzando l’immaginario rock degli anni ’70. La musica dei Led Zeppelin trova origine nel blues americano, e dai primi album di stampo folk si è poi passati a un genere più veloce e potente, con connotazioni hard rock e heavy metal. La loro discografia è composta da 13 album, nove registrati in studio e quattro dal vivo, nove raccolte (pubblicate tra il 1969 e il 2012) e quindici singoli, per un totale di circa 300 milioni di dischi venduti nel mondo, di cui 112 milioni soltanto negli Stati Uniti. I loro primi quattro album, rilasciati in due anni, dal 1969 al 1971, portano il nome della band e ciò che li distingue nel titolo è la numerazione: si parte da Led Zeppelin fino ad arrivare a Led Zeppelin IV.
Il nome dei Led Zeppelin, in origine, era stato Yardbirds, la vecchia band di Jimmy Page, poi scioltasi e ricomposta dallo stesso con gli altri tre membri, Plant, Jones e Bonham. Ecco un piccolo aneddoto sulla loro fondazione, riportato dall’ANSA: “12 agosto ’68. La stanza dello scantinato di Gerrard Street è piccola e troppo calda. I quattro ci entrano a malapena, e gli amplificatori sono ingombranti. Ma Robert Plant quella canzone la conosce. E Bonzo non si tira indietro e batte il tempo. “Aboard a train – I met a dame” attacca Plant, e il pezzo scorre e si trasforma: non è il brano jump blues che Tiny Bradshaw aveva inciso nel 1951, nè quello rockabilly del trio di Johnny Burnette del ’56. E non è più nemmeno il pezzo rock degli Yardbirds, segnato dal ruggente fuzz della chitarra di Beck. Quello di Gerrard Street è un blues carico di rabbia e ritmo, dirompente. “Era così potente che non ricordo più quello che abbiamo suonato dopo”, dice Page al biografo Mick Wall, “era come un fulmine, come un lampo”. Come un dirigibile di piombo, con il senno di poi“. Il resto è storia.
Il 12 gennaio del 1995 la band è entrata nella Rock and Roll Hall of Fame, mentre in una classifica stilata nel 2003 dalla rivista Rolling Stone, i Led Zeppelin risultano al quattordicesimo posto tra i 100 migliori artisti di tutti i tempi. La Rock and Roll Hall of Fame li ha affermato che l’influenza da loro esercitata negli anni ’70 è stata rilevante come quella dei Beatles durante il decennio precedente. Il periodo di attività dei Led Zeppelin è andato dal 1968 al 1980, anno della morte del batterista John Bonham.
Questo
 
Led Zeppelin - The Train Kept A-Rollin' (Whisky A Go-Go 1969)
Un #viaggiliberi60 (38) speciale per me è per tutto ciò che si suonerà nel rocchenrolle (senza inutili e demenziali smentite del cazzo, grazie). Sembra che fu il 12 agosto del 1968 che la Line up DEFINITIVA ed UNICA (come nessun altra band, ovvio) fece la prima prova incontrandosi a casa di Page, per poi andarsene con gli strumenti in una piccola sala nella Chinatown londinese. “Cosa suoniamo?!” Page suggerisce questo pezzo già Yardbirds, cover di un vecchio brano del 1951 è trasformato in un pezzo rock’n’roll nel 1956 da Johnny Burnette. Inutile dire che finito il pezzo... i quattro ragazzi si guardarono in faccia allibiti per l’alchimia immediata.
Tempo poche settimane e parte il Dirigibile.... per una leggenda senza eguali.

Dedicato a tutti ma soprattutto al mio fratellone montanaro (merci)