Uno dei migliori ripescaggi per quello che riguarda l'anno 2017.

#zot2017

Dead Sea Apes - Sixth Side Of The Pentagon (Cardinal Fuzz/Sky Lantern Records, April 03, 2017)

Uno dei gruppi più particolari nella scena psych inglese e più specificatamente di Manchester, i Dead Sea Apes si distinguono nella loro singolarità a partire dalla scelta del nome, praticamente un riferimento alla tradizione islamica seconda la quale chi abitava le zone lungo il Mar Morto fu trasformato in scimmia perché non prestò fede al messaggio di Dio tramandato per bocca di Mosè. In inglese è una espressione tipica nel descrivere chi pensa che tutto ciò che lo circondi sia una fregatura, in pratica il frutto di una cospirazione. Il gruppo peraltro si distingue anche per una certa propensione a tematiche di natura politica e geopolitica e per una ispirazione di carattere distopico che si riflette anche nelle loro composizioni in larga parte sperimentali e caratterizzate da una specie di atmosfere spettrali. Dominate dal sound del basso che dà al suono la conformità ossessiva delle composizioni di PIL ("Pale Anxieties") oppure This Heat ("Rectifier") il disco riprende sonorità di carattere dub con suggestioni fantasma Suicide ("The Map Is Not The Territory"), acidità blues ("Low Resolution") e sonorità cosmiche ("Lo Res"), il tutto condizionato da un orientamento sperimentale che ricorda alcune composizioni di Sir Richard Bishop oppure dei Gastr del Sol. Ci troviamo in definitiva davanti a quello che definirei come un grande gruppo e che va seguito anche nei suoi lavori più sperimentali e di natura concettuale. Ahl-sahlahm-alaykum.

#experimental #psychedelia #dub

Dead Sea Apes - Sixth Side of the Pentagon(Full Album)
 
Test Dept. - 1983 - Compulsion - 01 - Compulsion (Machine Run) Un'amica mette a caso uno dei miei dischi "mix industrial" e fa partire "Shockwork" registrata da John Peel. Non doveva farlo.
 
Ritorniamo nella nostra discoteca preferita su Saturno con @ALFAMA.

#buzz

Philippe Doray / Asociaux Associes - Nouveaux Modes Industriels (Invisible Records, 1980)

Un altro disco che ci appare come un oggetto sconosciuto proveniente da chissà quale parte dell'universo. "Nouveaux Modes Industriels" (Invisible Records, 1980). Un vero e proprio UFO. Una registrazione Made in France al Malax-Mobile di Monterolier tra il maggio 1978 e il gennaio 1980 del musicista francese Philippe Doray e del suo ensemble Asociaux Associes e dai caratteri tipicamente distopici. Il disco sembrerebbe se non uscire direttamente da un'altra epoca, almeno da quell'altra parte dell'oceano e da quella scena newyorkese che poi venne definita come patria d'origine del movimento musicale no-wave. E effettivamente un disco di musica d'avanguardia in anticipo sui tempi per quello che riguarda la cara vecchia Europa questo "Nouveaux Modes Industriels". Il suono delle chitarre ricorda certe composizioni minimaliste tra la fine degli anni settanta e gli anni ottanta, particolarmente tagliente e per lo più essenziale, le canzoni sono per lo più caratterizzate da una certa schizofrenia visionaria e tipica di artisti come i Residents, mescolate allo stile di esperienze come i Tuxedomoon e allucinazioni This Heat. Charlie Parker ("Latex") e Ennio Morricone ("Dans Le Dèdale") e i Kraftwer ("Musique Pour Residences Secondaires") vengono passati dentro uno shakeratore tra sperimentalismi jazz fusion, esercizi vocali derivativi da esperienze come il cabaret e utilizzi del synth di ogni tipo, anticipazioni di riverberazioni dub e persino alcuni spunti prossimi all'hip-hop si susseguono apparentemente senza nessuno schema nel corso dell'intera opera. Uno dei momenti più interessanti e sotterranei di art-rock in Europa in quegli anni.

#philippedoray #avantgarde #artrock

“Nouveaux Modes Industriels” (Francia, 1980) de Philippe Doray
 
Sex Pistols - Holidays In The Sun Se i Pistols avessero fatto soltanto questa come hit (escludendo, così, "God Save" e "Anarchy") forse non li avremmo considerati dei semplici cazzoni, avendo tolta l'euforia adolescenziale dalla nostra mente.
 
STATUTO - Abbiamo vinto il Festival di Sanremo 1° passaggio 1992

S'han R.E.M. o no? -12gg

Lo ska, un po' di polemica e 26 anni fa
 
Alboth! – Ali [FULL ALBUM | HQ SOUND] dal1995 una bomba industrial jazz core. Consigliato
 
Los Angeles - Le Orme

SETTIMANA ORME: Los Angeles...... L'inserimento di un chitarrista (e che chitarrista!) non giovò alle Orme, che snaturarono un poco il loro sound originale. Questo era Tolo Marton, il successivo, più disciplinato ed allineato, fu Germano Serafin.......
 
Benny Golson - Yesterdays

Jazz Legends (85) Benny Golson
from "Groovin' With Golson" - 1960 (New Jazz)
 
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Verità per Giulio.
 
Dream Theater - The Spirit Carries On Score
versione stupenda di un pezzo meraviglioso....e questi san suonare!!