The Meters - The Meters (1969) Full Album discone funk strumentale della madonna, il mio preferito tra i loro album, paradiso del breakbeat
 
Haunted by a song

The Beatles - Honey Pie (demo)

Sto pezzo mi annoia, ma è tipo 25 anni che ogni qualche giorno mi ritrovo a canticchiarla :)
 
Proseguo la rassegna #zot2016 con un disco che avevo in cantiere da tempo (cioè tipo lo volevo ascoltare da quando è uscito).

Hope Sandoval & The Warm Inventions - Until the Hunter (Tendri Tales).

'Until Hunter' è il terzo disco di Hope Sandoval (Mazzy Star) con i Warm Inventions. Uscito su Tendril Tales il 4 novembre 2016, il disco è stato prodotto con la collaborazione di Colm O Ciosoig (batterista dei MBV) nel ruolo di produttore e una special guest importante come Kurt Vile che ha scritto con Hope la canzone 'Let Me Get There', una ballad pop soul dalle atmosfere molto seventies con sound che possono ricordare addirittura giganti come Marvin Gay e Gil-Scott Heron. Il disco è sicuramente un prodotto di qualità, elegante e stiloso come è tipico di Hope e dove si alternano brani più pop come 'The Peasant Ballad', 'Day Disguise', 'Isn't It True' con episodi più minimali e evocativi come le ballate 'A Wonderful Seed' (che ricorda la famosa 'Spanish Caravan' dei Doors), la bluesy 'Salt Of The Sea' e la country western 'I Took A Slip', fino alla conslusiva 'Liquid Lady' che con 'Let Me Get There' (confermo che Kurt Vile oramai mi piace più nelle sue collaborazioni, compresa quella su LP con Courtney Barnett che nei suoi lavori come solista) è probabilmente la canzone più convincente del disco e dove Hope Sandoval mostra tutte le sue capacità di performer. In definitiva un disco di una cantautrice che sa scrivere bene ma che negli arrangiamenti forse manca di forza espressiva così come le stesse performance vocali non sono sempre convincenti come Hope ci ha abituato (forse fin troppo bene) in passato. 3/5

Hope Sandoval & The Warm Inventions - Let Me Get There ft. Kurt Vile
 
Kraftwerk - Spacelab (The 3D-Catalogue)

SETTIMANA KRAFTWERK: Spacelab........
 
Kraftwerk - Endless Endless

SETTIMANA KRAFTWERK: Endless Endless...
 
amm - after rapidly circling the plaza (lp version) Impatto con una massa di rottami. 1966! Quando? 1966! Dico tutto.
 
Prosegue la rassegna 'Buzzin' Sound' (cerca l'etichetta #buzz per tutti gli episodi della rassegna) dove mi lascio condure da @[ALFAMA] nei meandri più misteriosi e sperimentali del mondo della musica, come se egli fosse Virgilio e io Dante, mentre Beatrice non c'è. Ma ci sono questi franci che vi propongo oggi che, piacciano o no, sono o sono destinati a diventare un vero e proprio oggetto di culto presso gli appassionati di musica progressive o comunque di quella musica più atipica e sperimentale degli anni settanta.

Archaia - Archaia (1977)

I francesi Archaia (Pierrick Le Bras, Michel Munier, Philippe Bersan), devoti al sound dei Magma, misero in piedi questo progetto a metà degli anni settanta reinterpretrando quelle sonorità tipicamente progressive in una chiave più sperimentale e costruendo delle composizioni senza batteria e fondate principalmente sull'uso particolare delle percussioni. Il risultato definitivo fu qualche cosa che ancora oggi è sinceramente difficile da ritrovare anche nelle formazioni sperimentali. Il disco eponimo, prodotto da Dominique Calmel, fu pubblicato nel 1977 e resta ad oggi l'unica testimonianza della loro musica. Il disco, le cui atmosfere misteriose e cariche di contenuti esoterici come alcuni degli episodi progressive di quegli anni, si costruisce attorno al ruolo fondamentale del basso, molto peculiare in qualche modo anticipatore di alcuni utilizzi dello strumento nel decennio successivo e a partire dalla nascita della cosiddetta no-wave. La chitarra ha un ruolo sicuramente secondario, rispetto a quello che è l'utilizzo massivo dei synth, che riprendono certi sound effettivamente tipici di gruppi progressive dell'epoca, e quello caratteristico dei cori. Su tutto spicca un certo teatralismo intellettuale del periodo. I momenti migliori secondo me: 'Soleil Noir', le riverberazioni di 'Sur les Traces du Vieux Roy', il drone di 'Massa Confusa', le visioni di 'Le Grand Secret', 'Vol du Phoenix', la acidità garage di 'Chthonos'.

archaia - chronos (1977)
 
#cosemaivistenesentiteprima - Woody Allen, Annie Hall

"Sento che la vita è divisa nell'orribile e triste. Queste sono le due categorie."

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Mass- Labour of Love 1981 4AD - You And I Avete presente i Rema Rema? Beh, sono loro e questo è la loro chicca con il sigillo della 4AD! Credete che non ci sia qualcosa di più spaventoso di Hammill, dei Virgin Prunes di "Decline And Fall" e dei Tuxedomoon più malsani?
 
Il Suonatore Jones - Fabrizio De Andrè Ma com'è che ogni volta che parte 'sto pezzo (quando attacca il flauto poi...) si piange a fontanella, come anche con "Un malato di cuore" ?