Fluido e brillante sin da giovane, Brian era in prima linea nella scena londinese già ad inizio sessanta, quando tutto doveva ancora succedere.

 Ha un’intonazione dilettantesca a totale contrasto con la sua somma, comunicativa, creativa, virtuosistica abilità di strumentista.

La recensione di 'Definitely What!...' analizza l’esordio di Brian Auger & The Trinity, celebrando il virtuosismo all’organo e le influenze jazz/rock. L’autore evidenzia lati deboli come la vocalità limitata di Auger e alcune scelte di arrangiamento, ma riconosce originalità e sperimentalismo tipici della Londra anni '60. Scopri il virtuosismo di Brian Auger in un album che ha fatto la storia: ascolta ora 'Definitely What!'.

 Una delle più brutte canzoni punk mai fatte da un gruppo di spicco, quantomeno per la scena italiana.

 La creatura nata dalle mani di Eugenio Borra ha preso una piega brutta. Il 'ma' però è grande: non è irrecuperabile.

La recensione stronca il singolo 'Sopra i muri' dei Bull Brigade, criticando il passaggio dal sound Oi! a un pop punk banale e commerciale. Vengono messi in discussione voce, testi e attitudine, ritenuti monotoni e poco credibili. Non mancano riferimenti al passato più autentico della band, su cui pesa il confronto con la direzione attuale. Si lascia uno spiraglio di fiducia per il resto dell'album, ma il singolo è definito uno dei peggiori nella discografia dei Bull Brigade. Leggi la recensione completa e confronta la tua opinione con la nostra!

 Le melodie non cercano l’impatto immediato, ma crescono gradualmente, invitando l’ascoltatore a un ascolto attento e quasi meditativo.

 Coyote’s Dream è più un’esperienza sonora che una semplice raccolta di brani.

La recensione esplora Coyote’s Dream di Lawrence Hammond, un album raffinato e meditativo dalle forti suggestioni folk e ambient. L’autore mette in luce la natura evocativa delle composizioni, la delicatezza degli arrangiamenti e lo spirito introspettivo del disco. Il lavoro viene definito adatto a chi cerca un’esperienza sonora profonda e non convenzionale. Apprezzato per la sua coerenza e la sua capacità di trasmettere emozioni, lascia il segno ben oltre l’ascolto. Scopri l’incanto folk di Coyote’s Dream e lasciati trasportare da paesaggi sonori senza tempo.

 Sono eccitato e sbalordito per la sua libertà artistica, per la visione sociale tagliente, sono ammirato per la ricchezza narrativa, colpito per la profondità della tessitura psicologica.

 Nel suo ordigno geniale e terribile, Park ci mostra che il trionfo del protagonista, vittima palese fin dai primi istanti, non corrisponde a un esito eticamente positivo. Tutt’altro. Di fatto, nessuno vince, perdiamo tutti.

La recensione esalta No Other Choice di Park Chan-wook, sottolineando la sua straordinaria libertà creativa e la sapiente commistione di generi. Il film si distingue per profondità psicologica ed estetica raffinata. Vengono evidenziati i temi della lotta di classe e della metamorfosi etica della famiglia protagonista, in una feroce critica sociale al capitalismo. Il tono è di ammirazione e il film viene paragonato positivamente al cinema occidentale, ritenuto più standardizzato. Scopri come Park Chan-wook rivoluziona il thriller sociale: leggi la recensione completa!

 Stavolta però sono stato fortunato: il primo album del 2026 si è rivelato una piccola perla.

 Me ne sarò dimenticato domani? Probabile, ma intanto posso dire di aver ascoltato ed essermi tutto sommato goduto il primo album col bollino del 2026.

La recensione analizza 'Elevation' degli Enshine, album che unisce melodic death metal e post-metal con passaggi melodici ed eterei, nonostante qualche difetto di durata e ritmo. Considerato una piacevole scoperta per l’inizio del 2026 e un buon antipasto di ciò che riserva l’anno musicale. Scopri se anche tu ti lascerai sorprendere dal ritorno degli Enshine!

 La sua musica non è solo dolore, ma pura estasi che mi arriva piena e totale, dritta e precisa come una lama.

 Ascoltarlo per me è come guardarmi allo specchio con una colonna sonora che parla di cuore, resilienza e tanta vulnerabilità.

La recensione esplora l'intensità emotiva e la vulnerabilità trasmessa da Bobby Womack con l’album My Prescription. Attraverso arrangiamenti curati e una voce carica di dolore e sincerità, il disco invita ad accogliere le proprie imperfezioni. Non il miglior lavoro di Womack ma un classico capace di risollevare e toccare profondamente, arricchito da cover soul uniche. Un ascolto consigliato a chi cerca musica che parla al cuore. Scopri la forza e la sensibilità di Bobby Womack: ascolta My Prescription e lasciati trasportare dal suo soul autentico.

 La classe è ovunque, è in platea, sul palco radioso, tra le ombre della galleria.

 Un album che parla di cuori infranti ma lo fa con un’eleganza tale da trasformare ogni crepa in un riflesso dorato.

La recensione esalta The Lexicon of Love degli ABC come un capolavoro pop senza tempo. Il disco fonde archi lussureggianti, produzione sofisticata e influenze soul, new wave e art-pop. La scrittura trasforma il dolore amoroso in raffinata eleganza, valorizzata dalla voce teatrale di Martin Fry. Ogni dettaglio musicale contribuisce a un album che anima di classe e passione il racconto dei cuori infranti. Scopri perché The Lexicon of Love è un pilastro del pop elegante: ascoltalo ora!

 Io vedo in The Incident un altro bel capitolo della storia artistica di Steven Wilson e soci.

 La sensazione è che la fanbase del gruppo si fosse abituata talmente bene che da non poter perdonare un lavoro forse più personale nella progettazione e troppo articolato nella sua struttura.

La recensione difende The Incident dai giudizi negativi ricevuti, sottolineando la coesione e la qualità dell’album. L’autore apprezza la sperimentazione, pur riconoscendo qualche brano meno incisivo, e rivaluta sia il concept che i pezzi meno noti. Particolare risalto a Time Flies e alle ballad del secondo disco. In conclusione, The Incident viene visto come un lavoro dignitoso che merita maggior riconoscimento. Scopri perché The Incident merita una seconda possibilità: ascoltalo ora!

 La svolta sud americana, in breve, convince alla grande: miscelata sapientemente col folk del trifoglio dà vita a un grande disco.

 E crescere vuol dire sempre lasciarsi dietro qualcosa, questo qualcosa è quasi sempre un po' di spensieratezza.

La recensione analizza 'Terra e libertà' come il disco della maturità dei Modena City Ramblers. Pur segnando il distacco dal folk irlandese degli esordi, l’album convince grazie a nuove influenze sudamericane e arrangiamenti ricchi. Alcuni ascoltatori potrebbero rimpiangere la vecchia spensieratezza, ma il risultato resta di grande spessore artistico. Scopri come i Modena City Ramblers hanno cambiato volto: ascolta 'Terra e libertà'!

 Qui vivaddio ci sono i riff giusti e in generale più sostanza.

 Il rock è morto; morto anche Tim Bogert (nel 2021) ma viva il rock e grazie Tim, Carmine, Jim e Jimmy.

La recensione esalta il ritorno dei Cactus nel 2006 con un album che supera le aspettative, offrendo riff solidi, una produzione curata e maggior coesione compositiva rispetto al passato. Nonostante la mancanza dello storico frontman Rusty Day, la band convince grazie alle notevoli prestazioni dei veterani e alla freschezza delle idee. Il disco emerge come esempio di hard rock energico e maturo, con citazioni e omaggi alle radici storiche del genere. Scopri perché Cactus - V è un imperdibile ritorno per tutti gli amanti dell’hard rock!

 Non un album, ma un rito di passaggio, un ciclo di immersione e riemersione in cui il suono diventa soglia e il corpo diventa strumento.

 In un panorama elettronico ossessionato dalla pulizia digitale, BLooDNoISE sceglie il rumore come origine, la carne come memoria, il suono come atto sacrificale.

La recensione esplora Primordial di BLooDNoISE come un’opera che va oltre l’album tradizionale, trasformandosi in rito sonoro e fisico. Ogni traccia è descritta come passaggio rituale, con il suono che diviene materia viva e il corpo protagonista. Il disco rifiuta la narrazione classica ed esalta la dimensione emotiva e sensoriale, distinguendosi nella musica elettronica contemporanea grazie all’approccio carnale e arcaico. Scopri un viaggio sonoro unico: ascolta Primordial e lasciati travolgere dal rito di BLooDNoISE.

 I suoni e la produzione sono più che perfetti, strumenti e voci performano 'in faccia', zompano fuori dalle casse pulitissimi.

 Non si può andare in giro ad affermare quanto fossero bravi gli Allman Brothers e non avere una seria cultura su questa banda di Charlie Daniels.

La recensione celebra Nightrider come uno dei migliori lavori della Charlie Daniels Band, lodando produzione cristallina e grande padronanza strumentale. Viene sottolineato il carattere profondamente americano del disco, immune alle influenze europee, e vengono analizzate le tracce più riuscite. La band si distingue per la coesione e la bravura dei musicisti. Il giudizio finale è molto positivo, soprattutto per chi apprezza le radici musicali a stelle e strisce. Scopri Nightrider: ascolta la vera essenza del country rock americano!

 L’essenzialità fatta pellicola.

 Un’atmosfera sognante (di quei sogni da periferia squallida e poetica), un mondo fuori dal mondo, un tempo che sembra essere fermo a chissà quale epoca.

La recensione celebra la poetica essenziale e malinconica di Kaurismäki in 'Foglie al vento', storia di solitudini che si incontrano nella grigia Helsinki operaia. Il film è minimale ma carico di umanità, disincanto e umorismo raffinato, offrendo un ritratto intenso della vulnerabilità sociale. Una pellicola che incanta grazie alla delicatezza narrativa e alla fuga dal superfluo. Scopri la potenza della semplicità: guarda 'Foglie al vento' e lasciati trasportare dalla poesia di Kaurismäki.

 Il Maestro e Margherita è un miracolo che forse mi ha persino salvato.

 Questa è un’opera d’arte immortale, uno di quei 'manoscritti che non brucia', da leggere nella vita MOLTE volte.

La recensione intreccia riflessioni personali al racconto della travagliata vita di Bulgakov, soffermandosi sull’impatto salvifico della lettura e sulla straordinarietà stilistica e strutturale del romanzo. L’autore sottolinea l’importanza del contesto storico per comprendere la satira pungente e la carica autobiografica del libro, riconoscendo in 'Il Maestro e Margherita' un’inesauribile fonte di ispirazione e consolazione. Scopri (o riscopri) il potere di 'Il Maestro e Margherita': lasciati travolgere dalla sua magia!

 C’è un po’ di tutto in questo nuovo capitolo della saga “Avatar” di James Cameron, eppure, alla fine la sensazione è quella di una magniloquente pochezza, una scarsità di idee condite con i più sbalorditivi effetti speciali.

 Resta fortissima la sensazione che questo film nasca da poche idee prettamente estetiche, alle quali un regista capace e degli autori dignitosi abbiano costruito un corollario di storie intorno.

La recensione mette in luce i limiti narrativi di Avatar: Fuoco e cenere, lodando il comparto visivo ma criticando la povertà di idee e la scrittura dei personaggi. Pur non essendo un disastro, il film soffre di lungaggini, mancanza di profondità e di elementi realmente originali. Restano pregevoli gli effetti speciali e alcuni spunti, purtroppo sacrificati da una storia poco coinvolgente. Scopri se vale la pena immergersi nel nuovo mondo di Avatar: leggi la recensione completa.

 Son cinquanta minuti di un roccaccione con insolito sassofono in aggiunta e con un basso che rotola in avanti senza pietà, tirandosi dietro tutta la compagnia: che figata!

 Di dischi così ne vorrei a centinaia a disposizione in casa: vitali e diretti, genuini, tesi ma gioiosi, suonati da gente brava e sobria.

La recensione celebra il primo e unico album dei DC Drive, sestetto di Detroit, lodando la loro miscela esplosiva di funky hard rock, groove contagioso e originalità. L'autore sottolinea la bravura tecnica della band, la forza del basso di Doug Kahan e tracce come 'Obsession' e 'Just Don't Get It'. Pur penalizzato dall'uscita nel periodo sbagliato, il disco si conferma vitalissimo e genuino, degno di essere scoperto e apprezzato dagli amanti del genere. Riscopri un gioiello nascosto del funky hard rock: ascolta DC Drive e lasciati travolgere dal groove!

 Indubbiamente, in mezzo a tanta gentaglia, Goring si erge a titano dell'enigma chiamato 'essere umano'.

 Valeva proprio la pena esercitare così sadicamente tanto potere per finire, nel migliore dei casi, i propri giorni in cella oppure finire impiccati?

La recensione di Confaloni, equilibrata e ricca di riferimenti storici, riconosce sia i punti deboli che i meriti della pellicola Norimberga di James Vanderbilt. Il film, tratto da un testo di Jack El Hai, si distingue per la profondità psicologica e l'interpretazione di Russell Crowe, pur presentando alcune imprecisioni storiche e momenti romanzati. Notevole la contrapposizione tra Goring e lo psichiatra Kelley, che eleva l’opera a riflessione sul male umano e la responsabilità collettiva. Un thriller giudiziario intenso e coinvolgente. Scopri come il film Norimberga mette in scena la complessità del male umano: leggi la recensione e lasciati coinvolgere dal dibattito storico!

 Questo album puzza di zolfo.

 C’è la grande possibilità che chi ascolta rimarrà schifato da una tale commistione di elementi.

L'album Negative Reflections dei Rites prosegue la strada di atmosfere cupe e disperate, spingendo funeral doom/sludge ai limiti del drone. Trattando temi delicati come il suicidio, propone una singola traccia di 31 minuti con ritmi lenti e vocalizzi estremi. Un progetto estremo, consigliato ai cultori delle sonorità più nere e sperimentali. Scopri se hai il coraggio di affrontare Negative Reflections dei Rites!

 Così melodioso che ti pianta in bocca il sorriso che ti mancava da un pezzo.

 Chi attraversa la musica oggi, trimestre ottobre-dicembre 2025, strimpellando poche cose ma davvero, cantando semplici armonie ma davvero, dominando i pensieri tristi, ma per davvero? Loro.

La recensione esalta il secondo album dei Grateful Cat, duo berlinese che unisce melodie indie folk-pop, atmosfere retrò e armonie vocali delicate. L'autore sottolinea l'effetto positivo della musica che regala leggerezza senza prendersi troppo sul serio, in un viaggio tra influenze Vaselines, anni '60 e sunshine pop, in un clima autenticamente casalingo e luminoso. Scopri come Grateful Cat possono colorare la tua giornata con un indie pop genuino!

 Qui ci troviamo di fronte un deprimente e ossianico funeral sludge doom metal paludoso e tranciante.

 Consigliato quasi a nessuno, ma ci sarà mai qualcuno che apprezzerà così tanto marciume sonoro e le sue plumbee tematiche?

La recensione analizza 'Letter To D(E)ad' di Rites, un EP di due lunghe tracce intrise di depressione, dolore e marciume sonoro. L'autore lo descrive come un lavoro ossianico, cacofonico e grezzo, destinato probabilmente solo a pochissimi estimatori. Il disco si distingue per uno stile funeral sludge doom con urla black metal e atmosfere death-oriented. Un ascolto per cuori forti. Scopri se hai il coraggio di affrontare l'abisso sonoro di Rites.