Grasshopper

DeRango : 5,88
DeEtà™ : 7973 giorni • Qui dal 11 agosto 2004
Francesco De Gregori De Gregori
Voto:
D'accordo sul fatto che questo disco appartenga al migliore De Gregori, quello più intimista. Meno d'accordo nel severo giudizio sul De Gregori attuale. Anche se io stesso ho definito "dylanizzazione" la sua evoluzione, dire che adesso scimmiotta Dylan mi sembra un po' eccessivo
Supertramp Breakfast in America
Voto:
Insieme a "Crime of the century" il capolavoro di uno dei gruppi più sottovalutati della storia del rock (o forse è pop ?) Se è pop è comunque di grande livello. Ottima anche la recensione
Mike Oldfield Tubular Bells
Voto:
Come spesso accade, sono pienamente d'accordo con Hal: il disco è stato troppo saccheggiato, e le trascrizioni non sono certo all'altezza. Ma qui stiamo parlando dell'originale, che per me rimane un capolavoro.
Genesis Genesis
Voto:
In controtendenza: lo trovo l'unico disco passabile degli "elettro-Genesis". La prima parte non è malaccio, e le due "Home by the sea" (specie la seconda) sono un apprezzabile tentativo di rinverdire le suites dei tempi d'oro con suoni più moderni.
Genesis Abacab
Genesis Abacab
1 ago 05
Voto:
Il primo grande scivolone nel commerciale più trito e "danzereccio", dopo i grigi ma decorosi "And then there were three" e "Duke". Poco si salva, e quel poco è di marca ormai sfacciatamente collinsiana (con spruzzate di Earth Wind and Fire). Genesis ormai è solo un nome, una sigla vuota
Genesis Invisible touch
Voto:
Sicuramente il loro disco più brutto, ma nonostante tutto qualcosa riesce a salvarsi: il dolce lento "In Too Deep", parte della suite "Domino" e la cupa "Tonight tonight tonight". E pensare che per qualcuno i Genesis sono questi...
Francesco Guccini Via Paolo Fabbri 43
Voto:
Anche se la cosa potrà non piacere, ma quanta verità c'è nel fatto che "è nostro destino tentare goffi voli d'azione e di parola, volando come vola il tacchino..."
Francesco Guccini Via Paolo Fabbri 43
Voto:
Tra i capolavori assoluti di Guccini: un disco che parte cupo, prosegue ironico e finisce tragico: quelle due splendide canzoni finali danno una tremenda botta di malinconia, ma rappresentano anche uno dei momenti più profondi e toccanti che ci abbia mai regalato la canzone d'autore. In particolare "Canzone quasi d'amore" è da brividi, sono d'accordo pienamente sul fatto che sia il meglio pezzo, e uno dei migliori in assoluto del montanaro di Pavana
Dire Straits Dire Straits
Voto:
Il mio primo impatto con una scintillante chitarra elettrica: un disco perfetto, così perfetto da poter generare anche un validissimo clone come "Communiqué" (il suono è praticamente identico)
Tom Waits Real Gone
Voto:
Doppio boh... io non riesco a trovarci quasi niente, ma a questo punto è chiaro che deve trattarsi di un mio limite... Comunque ribadisco che la mia severità è dovuta al fatto che di solito chi fa un doppione o triplone di recensione cerca di aggiungere qualcosa alle precedenti, mentre in questo caso le due che c'erano in confronto sembrano dei trattati...